Mora tasse universitarie: cosa succede se non si pagano?

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La scelta di iscriversi all’università per frequentare un corso di laurea è legata ad un notevole impegno economico; conoscere in anticipo tutti i costi, i termini e le condizioni previsti per il pagamento della retta e l’eventuale mora sulle tasse universitarie è fondamentale per non tovarsi in situazioni spiacevoli come ad esempio il blocco della carriera universitaria.

La regolarità nei pagamenti è un requisito fondamentale per poter sostenere gli esami, per cui la questione ‘tasse’ diventa per molti studenti una preoccupazione costante
Fortunatamente però, la maggior parte degli atenei italiani prevede una serie di agevolazioni per i corsisti più meritevoli e per quelli che si trovano in difficoltà economiche.

In questo post cercheremo di fare un po’ di chiarezza sulla questione; risponderemo ai quesiti che in tanti si pongono, ovvero ‘cosa succede se smetto di pagare le tasse universitarie?’ oppure ‘cosa succede se non rinnovo l’iscrizione all’università?’. 

Quanto costa l’università?

Prima di entrare nel cuore di questa guida, e di analizzare la regolamentazione relativa alle tasse universitarie, facciamo un passo indietro per capire quanto costa l’università in Italia.

Cercheremo di fornire una panoramica generale, orientativa, delle spese che uno studente si ritrova a fronteggiare durante il suo percorso di studi.

Oltre al costo delle tasse, che analizzeremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi, la frequentazione di un corso di laurea presuppone una serie di altre spese.

La prima spesa, tutt’altro che irrisoria, è quella legata all’acquisto dei libri.
I testi universitari sui quali impostare la preparazione degli esami hanno costi notevoli, e sono chiaramente indispensabili per poter superare le prove.
Spesso ai testi bisogna aggiungere dispense e materiale di approfondimento da fotocopiare e possibilmente rilegare, due operazioni per le quali è previsto un ulteriore esborso di denaro.

Un’altra spesa che bisogna mettere in conto è quella relativa alle trasferte.
A parte i pochi fortunati che abitano a qualche decina di metri dall’ateneo, e che pertanto possono raggiungerlo a piedi, la maggior parte degli studenti è costretto ad utilizzare i mezzi pubblici o mezzi propri.
In entrambi i casi è previsto un impegno economico; nel primo caso per l’acquisto di biglietti e abbonamenti, nel secondo caso per il carburante.

Esiste poi la dispendiosa condizione dello ‘studente fuori sede’, ovvero colui il quale abita troppo lontano dall’università per poter quotidianamente presenziare in aula ad orari prestabiliti.
In tal caso si rende necessario un trasferimento, per il quale sono previste spese considerevoli per il vitto e l’alloggio.

Oggi, fortunatamente, alcune delle spese appena elencate possono essere tagliate.
Grazie alla nuova realtà delle università telematiche è possibile risparmiare sia sui costi dei libri e sia sui costi relativi a trasferte, vitto e alloggio.

Gli atenei che erogano corsi online includono nel costo della retta tutto il materiale didattico necessario per la preparazione degli esami. E-book, slides e materiale di approfondimento sono disponibili in formato digitale, consultabile comodamente online.
Inoltre, la possibilità di seguire le lezioni a distanza, tramite pc, consente di evitare trasferte quotidiane e trasferimenti.

Dopo aver compreso a grandi linee quali sono i costi che uno studente deve sostenere durante il suo percorso di studi, e quelli che potrebbe eliminare o ridurre, entriamo nel merito delle tasse universitarie.

prescrizione tasse universitarie
Credits: poringdown / Depositphotos.com

Tasse universitarie, cosa sono e come si calcolano

Le tasse universitarie rappresentano un onere consistente per chi sceglie di frequentare l’università.
Tuttavia, in un mercato professionale fortemente competitivo, è fondamentale specializzarsi ed acquisire una preparazione di livello avanzato per poter ampliare gli orizzonti lavorativi e aspirare a qualifiche migliori.

Per quanto l’ordinamento italiano riconosca un enorme valore all’istruzione, anche al livello di istruzione superiore (universitario), ciò non significa che studiare nel nostro Paese sia totalmente gratuito, al contrario…

Nel momento stesso in cui uno studente effettua l’iscrizione all’università riceve una matricola, ovvero un codice alfanumerico identificativo attraverso il quale può iniziare ad espletare l’iter burocratico richiesto per frequentare l’università.
Nell’ambito dell’iter figura chiaramente il pagamento delle tasse.

Quando si parla di tasse universitarie si fa riferimento ad oneri acarico dello studente, il cui pagamento è imprescindibile per poter frequentare l’università e dare gli esami.

Per quanto riguarda gli importi, ogni ateneo gode di una propria autonomia per cui è libero di stabilirne l’ammontare; allo stesso modo può definire, autonomamente, modalità e termini di pagamento.
Solitamente il pagamento viene corrisposto in più rate, che nella maggior parte dei casi si suddividono in tre scadenze.

L’obbligo di pagare le tasse nasce nel momento stesso in cui viene effettuata l’iscrizione e si protrae per tutti gli anni del percorso di studi.

Il calcolo

Il calcolo delle tasse da corrispondere viene effettuato sulla base dell’ISEE dello studente ed eventualmente del suo nucleo familiare.
Il principio generale è quindi piuttosto semplice: più alto è il reddito maggiore risulterà l’importo.
Viceversa, più basso è il reddito minore sarà l’ammontare delle tasse da pagare.

In ogni caso l’importo risulta proporzionato alle possibilità economiche di ciascun corsista.

Generalmente la prima rata deve essere corrisposta prima dell’inizio dell’anno accademico in quanto copre le spese amministrative/assicurative per lo studente e le tasse regionali.
In tal caso l’importo è uguale per tutti gli studenti; la cifra è compresa tra i 550 e i 600 euro.

Per le altre due rate il calcolo si basa sulle seguenti fasce di reddito:

  • da 0 a 6500 euro: 0.00 euro;
  • da 6500 a 28.000 euro: da 4,24 a un massimo di 190,72 euro;
  • da 28.000 a 60.000 euro o superiore: da 190,72 a un massimo di 901 euro (valido anche per redditi sopra i 60.000 euro).

Le agevolazioni/esenzioni

Come visto nel precedente paragrafo le agevolazioni sono riservate agli studenti con un reddito basso.
Per ottenere il parziale pagamento delle tasse o l’esenzione è necessario presentare il modulo ISEE.

Alcune università prevedono esenzioni per chi ha ricevuto il massimo voto di maturità, oppure ai vincitori di borse di studi che coprono interamente o parzialmente le spese universitarie. O ancora, può essere prevista l’esenzione per gli studenti con invalidità o con un genitore invalido.

Esistono poi altre tipologie di agevolazioni che riguardano ad esempio gli studenti fuori sede, ai quali viene riservata la possibilità di scalare le graduatorie per ottenere un posto nelle residenze universitarie.

Al pagamento regolare delle tasse sono associate agevolazioni che riguardano palestre, attività ludiche, biblioteche, ristorazione, mense, ecc.

Cosa succede se non pago le tasse universitarie

L’università telematica Niccolò Cusano ha raccolto e analizzato alcune casistiche relative ai ritardi o ai mancati pagamenti delle tasse all’università.
Approfondiremo nei prossimi paragrafi la mora, e tutte le possibilità per smettere di pagare le tasse temporaneamente o definitivamente.

La mora

Può capitare, per svariati motivi, di non riuscire a pagare le tasse universitarie entro i termini previsti.

Immersi nello studio, persi tra impegni di vario genere, può capitare ad esempio di dimenticare la scadenza. Oppure può capitare di dover affrontare delle spese extra per cui non si ha la disponbilità di denaro per adempiere al pagamento.
In tutti i casi in cui lo studente che paga le tasse oltre la scadenza è tenuto a corrispondere la mora sulle tasse universitarie.
Si tratta di una sorta di multa, ovvero una somma in più da pagare per il ritardo.
Chiaramente maggiore è il ritardo maggiore è l’importo della mora.

Per ritardi considerevoli si arriva a pagare fino a 150 euro in più.

La sospensione

Durante un percorso di studi universitario possono presentarsi opportunità oppure imprevisti per i quali è necessario interrompere momentaneamente l’università, come ad esempio la possibilità di fare un’esperienza all’estero.
Le università prevedono in tal caso la possibilità di sospendere la carriera universitaria per un determinato periodo senza perdere gli esami sostenuti e i versamenti effettuati.

È necessario, però, rispettare i requisiti per la richiesta di congelamento degli studi stabiliti dalle singole università.
In linea generale, al momento della sospensione della carriera è necessario essere in regola con le tasse e i contributi dovuti fino all’anno accademico precedente.
Per riprendere gli studi è solitamente richiesta una quota di congiunzione

Il blocco carriera

Rispondiamo ad un quesito piuttosto comune che ci introduce all’argomento relativo al blocco della carriera: ‘se non pago le tasse universitarie posso dare gli esami?’

La risposta è negativa; nel momento in cui il mancato pagamento supera il ritardo consentito dall’università (con pagamento della mora), si procede con il blocco della carriera universitaria.

Il blocco determina l’impossibilità a sostenere gli esami e ad usufruire di qualsiasi servizio amministrativo.

È tuttavia possibile abolire il blocco, ovvero sbloccare la carriera universitaria, saldando il pagamento delle tasse per l’anno accademico e pagando un’ulteriore quota.

La decadenza

Quando il mancato pagamento delle tasse supera gli otto anni accademici, la carriera universitaria risulta decaduta.
La decadenza comporta anche la perdita di tutti gli esami sostenuti e delle tasse precedentemente versate.

Nel caso in cui lo studente decaduto dagli studi voglia riprendere l’università egli è tenuto ad effettuare una nuova immatricolazione, con la possibilità di richiedere il riconoscimento degli esami già sostenuti.

La rinuncia

La rinuncia è un atto formale e irrevocabile con il quale viene interrotto definitivamente un percorso universitario.
Rinunciare significa perdere lo status di studente, e quindi anche tutti gli esami sostenuti e le tasse versate.

La procedura prevede la compilazione di un modulo, ovvero una domanda da presentare alla segreteria dell’università.

Per far si che la domanda venga accettata e la rinuncia venga formalizzata è necessario essere in regola con il pagamento delle tasse.
In caso contrario l’iter prevede il pagamento delle eventuali tasse arretrate.

Cerchiamo invece di capire cosa succede se non si fa la rinuncia agli studi?

In pratica anche se non si frequenta e non si sostengono esami per anni si continuano ad accumulare debiti con l’università.
Il termine per la prescrizione delle tasse universitarie è pari a 5 anni.

Anche la rinuncia prevede la possibilità di iscriversi nuovamente all’università, ma soltanto attraverso una nuova immatricolazione.
Per quantpo riguarda gli esami già sostenuti è possibile richiederne il riconoscimento parziale o integrale.

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