Cristina Martucci: l’ingegneria applicata alla medicina

Cristina Martucci, nostra laureata in Ingegneria Elettronica, ci presenta il suo percorso formativo e professionale: “Dopo essermi laureata in Ingegneria medica, ho partecipato ad un concorso finanziato dall’Unione Europea volto ad offrire un corso di Alta Formazione. Sono risultata tra i 25 vincitori iniziando così un tirocinio pratico e formativo presso Le Nuove Biotecnologie della Vita a Roma. Nonostante i miei impegni lavorativi non volevo rinunciare a completare gli studi in Ingegneria, così sono venuta a conoscenza dell’Unicusano.”

Sono diversi i motivi che hanno spinto Cristina a scegliere il nostro Ateneo come lei stessa ci racconta: “Per la magistrale in Ingegneria Elettronica ho scelto l’Unicusano perché dopo un’attenta selezione si è rivelata la più vantaggiosa per i miei obiettivi. Infatti, si stavano avviando dei laboratori molto interessanti per quanto riguarda le misure elettriche e diverse sperimentazioni a cui ho avuto la fortuna di partecipare. Oltre a questo aspetto, seguendo le lezioni in presenza, ho avuto la fortuna di essere seguita da professori e professionisti di ottimo livello che mi hanno guidata ed insegnato tutto ciò che so. Di questo non posso che esserne riconoscente.

Sono inoltre felice di aver potuto reindirizzare il mio percorso nell’ambito dell’elettromedicina, concludendo la tesi sperimentale con uno studio sui tessuti innovativi per la rilevazione dei principali biosegnali dell’uomo. Ciò ha contribuito ad ampliare le mie competenze di natura pratica all’interno dei laboratori chimici della stessa università e a rafforzare la mia passione verso questo ambito.”

Cristina ci parla in modo più approfondito del suo lavoro e degli aspetti che più la appassionano: “Attualmente sono impegnata in un lavoro a progetto annuale nel Servizio di Ingegneria Clinica e sono così fiera del mio lavoro che mi risulta difficile descriverlo in poche righe. Il mio lavoro è pura passione, sono tanti gli aspetti da approfondire e valutare anche se in Italia, purtroppo, la figura dell’ingegnere medico ed elettronico all’interno degli ospedali è ancora poco riconosciuta. Se dovessi dare un consiglio agli studenti di Ingegneria sicuramente gli direi di sviluppare la mia stessa determinazione e voglia di fare che mi ha permesso di affacciarmi comunque a questo ruolo nonostante le difficoltà del caso. Determinazione, voglia di fare e capacità di mettersi in gioco sono, secondo me, le chiavi del successo.

Le sue ambizioni per il futuro: “mi auguro di continuare all’interno del Servizio di ingegneria Clinica e spero di poter fare anche formazione di tali discipline. Mi piacerebbe, infatti, collaborare con i professionisti del settore al fine di ampliare il ruolo dell’ingegnere negli Ospedali.”

Ringraziamo Cristina per il suo contributo e gli facciamo i nostri migliori auguri per il suo futuro!