Master II Livello in Infrastrutture critiche e prevenzione del disastro

Master II Livello
A.A.: 2018-2019
CFU: 60
II Edizione II Sessione 
  • Scadenza: 31.01.2019

    proroga 31.07.2019

Obiettivi e destinatari

Lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei paesi industrializzati dipendono sempre più dal funzionamento, continuo e coordinato, di un insieme di infrastrutture che, per la loro importanza, sono definite Infrastrutture Critiche.
Con il termine infrastruttura critica si intende un sistema, una risorsa, un processo, un insieme, la cui distruzione, interruzione o anche parziale o momentanea indisponibilità ha l'effetto di indebolire in maniera significativa l'efficienza e il funzionamento normale di un Paese, ma anche la sicurezza e il sistema economico-finanziario e sociale, compresi gli apparati della pubblica amministrazione centrale e locale.
In generale, solitamente sono associati al concetto di infrastrutture critiche le risorse relative a:

  • Produzione, trasmissione, distribuzione, dispacciamento dell'energia elettrica e di tutte le forme di energia, quali ad esempio il gas naturale;
  • Telecomunicazioni e telematica;
  • Risorse idriche e gestione delle acque reflue;
  • Agricoltura, produzione delle derrate alimentari e loro distribuzione;
  • Sanità, ospedali e reti di servizi e interconnessione;
  • Trasporti aereo, navale, ferroviario, stradale e la distribuzione dei carburanti e dei prodotti di prima necessità;
  • Banche e servizi finanziari;
  • Sicurezza, protezione e difesa civile (forze dell'ordine, forze armate, ordine pubblico);
  • Le reti a supporto del Governo, centrale e territoriale e per la gestione e delle Emergenze;
  • Le reti a supporto degli organigrammi aziendali (personale interno e esterno),;
  • Le reti web e social (cybersecurity).

L'importanza e la rilevanza strategica che queste infrastrutture hanno sulla nostra società si sono notevolmente accresciute nell'ultimo decennio con un costante aumento dei servizi da esse offerti.
Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica queste infrastrutture sono diventate sempre più complesse e interdipendenti. Non solo la loro complessità tecnica è notevolmente aumentata, ma in molti campi si è passato da monopoli o situazioni dominanti a mercati articolati con molti attori. Inoltre, si è formata una dipendenza e interdipendenza reciproca fra i diversi sistemi in funzione del crescente ricorso a tecnologie informatiche e delle comunicazioni.
Se ciò ha consentito di migliorare la qualità dei servizi erogati e contenerne i costi, ha tuttavia indotto in queste infrastrutture nuove e impreviste vulnerabilità. Infatti, guasti tecnici, disastri naturali ed eventi dolosi, se non addirittura terroristici, potrebbero avere degli effetti devastanti. Si tratta di reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere sociale di un Paese che sembrano essere accresciuti dall'estremizzazione dei fenomeni climatici e dalla tormentata situazione socio-politica mondiale.
I Governi normalmente mettono a punto studi e progettano misure precauzionali per ridurre il rischio che le infrastrutture critiche vengano a mancare in caso di guerra, disastri naturali, scioperi, vandalismi o sabotaggi. Tale attività viene definita protezione delle infrastrutture critiche - CIP - Critical Infrastructure Protection. Attualmente i processi che sono alla base dei servizi e dei beni prodotti dalle infrastrutture critiche sono gestiti attraverso risorse informatiche, pertanto in questi casi si parla di infrastrutture critiche informatizzate, quindi protezione delle infrastrutture critiche informatizzate - CIIP - Critical Information Infrastructure Protection.
Con il d.lgs. 61/2011 l'Italia ha recepito la direttiva 2008/114/CE dell'8 dicembre 2008, relativa all'individuazione e alla designazione delle infrastrutture critiche europee e alla valutazione della necessità di migliorarne la protezione. Il decreto legislativo è entrato in vigore il 5 maggio 2011 a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (GU n. 102 del 4 maggio 2011).
Per quanto riguarda invece la salute e la sicurezza nei luoghi pubblici e comuni, il d.lgs. 81/2008 propone un sistema di gestione della sicurezza e della salute attraverso l'individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio, il continuo controllo delle misure preventive messe in atto e l'elaborazione di una strategia che comprenda tutti i fattori di un'organizzazione (tecnologie, organizzazione, condizioni operative... ). Questa legge impone una serie di atteggiamenti necessari allo svolgimento delle attività di prevenzione delle crisi.
L'intelligence è lo strumento di cui lo Stato si serve per raccogliere, custodire e diffondere ai soggetti interessati, siano essi pubblici o privati, le informazioni rilevanti per la tutela della sicurezza delle Istituzioni, dei cittadini e delle imprese. L'intelligence svolge, pertanto, un ruolo fondamentale e imprescindibile per il quale si serve di professionalità provenienti da ambienti diversi che agiscono secondo peculiari procedure volte a salvaguardare la riservatezza degli operatori e delle loro attività.
Nel nostro Paese tale compito, con la legge 124/2007, è stato affidato al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), il cui Direttore generale è nominato direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri, e alle due agenzie operative che si occupano delle dimensioni interna (AISI) ed esterna (AISE) della sicurezza nazionale. Tali Organismi informativi per la sicurezza sono chiamati a garantire l'indipendenza della Repubblica, la salvaguardia delle istituzioni democratiche, la protezione degli interessi politici, economici, industriali, militari e scientifici e la sicurezza cibernetica.
Dal punto di vista della funzione, l'intelligence può essere descritta come processo informativo definito da un ciclo di azioni articolato su tre fasi e finalizzato agli obiettivi generali individuati dalle Autorità di governo:

  • acquisizione della notizia, attraverso la ricerca, la raccolta e la valutazione dei dati acquisibili da un'ampia gamma di fonti, che vanno dal singolo individuo all'uso di sofisticate apparecchiature elettroniche. In questa fase particolare rilievo assumono le fonti aperte, come i mezzi di comunicazione di massa e la rete
  • gestione dell'informazione, in cui attraverso l'analisi trasforma l'elemento informativo grezzo in un articolato contributo conoscitivo. Questa fase rappresenta il passaggio distintivo dell'intelligence
  • comunicazione all'Autorità di governo sia di semplici informazioni, sia di rapporti, analisi e punti di situazione, utili per le decisioni da assumere o per le attività da intraprendere. L'estensione del concetto di sicurezza nazionale fa sì che vengano oggi inclusi, tra i destinatari dei prodotti di intelligence, anche amministrazioni ed enti pubblici

In considerazione delle nuove sfide, della sempre maggiore complessità e della rapidità di evoluzione del contesto, interno ed esterno, in cui l'intelligence si muove si identificano oggi diverse tipologie di raccolta ed elaborazione delle informazioni. Tra queste, in base alla tipologia di fonte informativa, si possono trovare:

  • Osint (Open Source intelligence - attività di raccolta delle informazioni mediante l'analisi di fonti aperte)
  • Imint (Imagery intelligence - attività di raccolta delle informazioni mediante l'analisi di fotografie aeree o satellitari)
  • Humint (Human intelligence - attività di raccolta delle informazioni mediante contatti interpersonali)
  • Sigint (Signal intelligence - attività di raccolta delle informazioni mediante l'intercettazione e analisi di segnali, sia tra persone sia tra macchine)
  • Techint (Technical intelligence - riguardante armi ed equipaggiamenti militari)
  • Masint (Measurement and Signature intelligence - attività di raccolta delle informazioni non classificabili nelle precedenti categorie) 

Ordini professionali: Ingegneri, Geologi, Architetti, Geometri, Medici, Veterinari, Giornalisti, Paramedici (personale infermieristico, personale 118);
Reti pubbliche enti locali: invito rivolto a amministratori pubblici (sui quali si può costruire un format mirato rispetto ad un ruolo che non è gestionale, ma ha responsabilità giuridiche (penali, civili e amministrative) rispetto ai provvedimenti da adottare sugli aspetti della governance, della responsabilità e della comunicazione; dirigenti, funzionari, tecnici, comunicatori e giornalisti impegnati negli uffici stampa pubblici:

  • Regione
  • Comuni
  • Province - enti di area vasta
  • Unione di Comuni
  • Consorzi di Bonifica
  • Consorzi industriali
  • Consorzi/società di servizi pubblici locali (acqua, trasporto, gas etc.)
  • Enti Parco

Reti pubbliche nazionali: invito rivolto a dirigenti, direttori, funzionari, tecnici, comunicatori e giornalisti pubblici selezionati per settori di competenza:

  • Ministeri (Ambiente, Infrastrutture, Agricoltura, Sanità, Protezione civile, ICT e telecomunicazioni)
  • AGID (Agenzia digitale coinvolta per gli aspetti di sicurezza delle reti e dei server)
  • Società nazionali che gestiscono servizi pubblici (segnalo a titolo esemplificativo: Enel, Terna, Snam, Ferrovie, Alitalia etc.)

Reti private: Confindustria, Associazione piccole e medie imprese, Ance - Associazione nazionale costruttori edili;
Laureati, interessati al completamento o al perfezionamento del proprio ciclo di studi in: Scienze della Comunicazione, Scienze dell'Educazione, Scienze della Formazione, Lettere e Filosofia, Pedagogia, Psicologia, Storia, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze Politiche, Scienze Giuridiche, Scienze Economiche e Sociali, Economia e Commercio, Ingegneria, Scienze dell'Amministrazione, Giurisprudenza, Sociologia, DAMS, Economia, Lingue e letterature straniere, Medicina nonché lauree affini ed equipollenti a quelle indicate;
Appartenenti alle pubbliche amministrazioni operanti nei settori della sicurezza, dell'economia, delle relazioni internazionali;
Soggetti privati operanti in realtà professionali o imprese interessate ai temi del master;
Ricercatori del mondo accademico e delle imprese;
Esperti della materia.

Per l'iscrizione al Master è richiesto il possesso di almeno uno dei seguenti titoli:

  • Laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509;
  • Lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del D.M. 270/2004;

I candidati in possesso di titolo di studio straniero non preventivamente dichiarato equipollente da parte di una autorità accademica italiana, potranno chiedere al Comitato Scientifico il riconoscimento del titolo ai soli limitati fini dell'iscrizione al Master. Il titolo di studio straniero dovrà essere corredato da traduzione ufficiale in lingua italiana, legalizzazione e dichiarazione di valore a cura delle Rappresentanze diplomatiche italiane nel Paese in cui il titolo è stato conseguito.
I candidati sono ammessi con riserva previo accertamento dei requisiti previsti dal bando.
I titoli di ammissione devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione per le domande di ammissione.
L'iscrizione al Master è incompatibile con altre iscrizioni a Corsi di laurea, master, Scuole di specializzazione e Dottorati.

Durata, Organizzazione didattica, Verifiche e Prova finale

Il Master ha durata annuale pari a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti a 60 cfu.
Il Master si svolgerà in modalità e-learning con piattaforma accessibile 24 h\24h.
Il Master è articolato in :

  1. lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  2. eventuali test di verifica di autoapprendimento;

Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti presso la sede dell'Università sita in Roma - Via Don Carlo Gnocchi 3.

Programma

Il Master sarà articolato in video lezioni (fruibili 24h/24h), dispense scaricabili dalla piattaforma e-learning, eventuali seminari di aggiornamento e approfondimento tematico.
Il percorso di studi, della durata di un anno accademico, comprenderà i seguenti corsi*

Offerta formativa
INSEGNAMENTICFU
Comunicazione della crisi nelle P.A. e Crisis management e gestione delle emergenze 4
Business Continuity Management 3
Geopolitica e storia: analisi delle crisi terroristiche 6
Teoria delle reti, Analisi predittiva e Human Intelligence 6
Sistema nazionale e europeo di protezione civile e piani di sicurezza con nuove norme tecniche di costruzione 3
Cybersecurity e gestione delle emergenze informatiche 5
Psicologia delle emergenze 3
Governance e prevenzione dei disastri 3
Intelligence, Big Data e social network 6
Infrastrutture critiche e società. RES: Resilienza, Efficienza e Sostenibilità - come guidare l'avvento della "smart society" 6
Statistica e Data Mining 5
Lectio Magistralis
Sistema italiano di intelligence per la prevenzione delle crisi - Intelligence Collettiva
6
Esame finale 4
TOTALE 60

Nell’insieme l’attività formativa prevede 60 CFU (crediti complessivi).
Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti.
*il piano didattico potrebbe subire lievi modifiche e/o integrazioni di contenuto

Quota d'iscrizione

- € 2.700,00 (suddivisa in 4 rate).

- € 2.500,00 per le seguenti categorie:

  • Laureati Unicusano
  • Dipendenti della P.A.

REQUISITI E MODALITA' D'ISCRIZIONE

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Master Online: i vantaggi dello studio a distanza

I master online UniCusano sono stati pensati per gli studenti e i professionisti desiderosi di conciliare l’esercizio di altre attività con le necessità di riqualificarsi o specializzarsi ulteriormente.
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Master Universitari Online UniCusano

I master UniCusano sono riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e regolamentati dall’articolo 3 del decreto MURST 509/1999 e dal decreto MIUR 270/2004. Secondo quanto previsto dall’ordinamento italiano un master universitario online, così come quello tradizionale, deve avere una durata almeno annuale e, previo superamento dell’esame finale, riconoscere 60 CFU.
I Master online UniCusano in particolare, hanno durata annuale e si articolano in lezioni video, esercitazioni, project work e studio individuale, per un totale di 1.500 ore. Per le eventuali lezioni in presenza, gli iscritti non residenti nella provincia di Roma possono usufruire del servizio di foresteria dell’università.
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