Venerdì, 22 Novembre 2013 12:06

Le comunità italiane di Istria e Dalmazia in visita all’UniCusano

Il Dott. Fabrizio Somma, vice presidente dell’Università Popolare di Trieste, è stato ospite della rubrica settimanale "UniCusano Incontra", all’interno del contenitore di approfondimento radiofonico "Ho scelto Manà", in onda sugli 89.100 FM di radio Manà Manà All News24.

Il Dott. Somma ha guidato un delegazione composta da oltre 100 studenti istriani in visita all’Università degli studi Niccolò Cusano - Telematica Roma ed anche per questo ha potuto presenziare in diretta dagli studi di Radio Manà Manà, che si trovano proprio all’interno del Campus dell’Ateneo.

Dott. Somma, l'Università Popolare di Trieste ha una delega da parte del Governo. Ci può spiegare meglio?
Da oltre 50 anni l’Università Popolare di Trieste è finanziata dal Ministero per gli Affari Esteri allo scopo di alimentare e preservare i contatti culturali con le comunità italiane di Istria e Dalmazia, oggi Croazia e Slovenia. Si tratta delle uniche comunità autoctone a livello mondiale, quindi non si possono considerare immigrate pur risiedendo in terra straniera. Loro sono nati lì ma rivendicano con forza la loro italianità. Si tratta di un’unica comunità divisa in 52 sedi sparse tra l’Istria, la Dalmazia e addirittura l’ultima in Montenegro.

Qual è lo scopo ultimo di questa visita, di questo viaggio e di questo incontro all'UniCusano?
In primis ci troviamo qui perché abbiamo un rapporto consolidato con la Prof.ssa Pagnini, che all’UniCusano è Preside della Facoltà di Scienze Politiche e relazioni Internazionali e che conosce molto bene la realtà di questa comunità. I ragazzi che sono qui oggi sono maturandi che, come ogni anno, sono accompagnati nel classico viaggio a Roma, che per loro riveste un significato particolare. Venendo a Roma, in un certo senso omaggiano il Ministero degli Affari Esteri che ha finanziato il loro percorso scolastico e formativo. Stamane ci siamo recati alla Farnesina per un saluto alle istituzioni.

Come vivono questi ragazzi il contatto con l’Italia?
Al di là del cognome che hanno, che dopo 70 anni è evidentemente croato, o della lingua che usano per rapportarsi, loro hanno nel dna la cultura e la tradizione italiana. Tant’è che molti di loro riescono a compiere l’intero percorso scolastico in lingua italiana.

La possibilità di poter frequentare atenei italiani può consentire a questi ragazzi di avere un accesso più facilitato nel mondo del lavoro?
In qualche caso questo aspetto ha rappresentato un valore aggiunto. Per loro è arrivato il momento di scegliere dove laurearsi e quale indirizzo seguire. L’UniCusano si è mossa fattivamente con il suo Polo di Trieste ed ha già sostenuto con i ragazzi diversi incontri orientativi.

Com'è la situazione a livello economico e sociale di queste comunità?
Sicuramente non parliamo di situazioni floride, la crisi è generale di per sé, in alcuni casi è anche più accentuata. La UniCusano, in quest’ambito, può rappresentare per molti ragazzi una soluzione, la possibilità di studiare che altrimenti non avrebbero.

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