Francesca Romana Merola a Tarragona in Spagna

  • Francesca, nostra studentessa di Psicologia triennale, ha svolto il suo Erasmus presso l’Universidad de Rovira i Virgili

Ci tengo a cominciare questo racconto col dire che partecipare all’Erasmus è stata la scelta più coraggiosa e giusta che potessi fare. La mia avventura si è svolta a Tarragona, una bellissima cittadina che affaccia sul mare, situata nella regione Catalana della Spagna. Sono sempre stata propensa a fare viaggi esteri della durata di qualche mese ma a dire la verità stare fuori sei mesi un po’ mi spaventava. Mi sono fatta coraggio pensando a tutte le cose positive che avrebbe potuto portarmi questa esperienza e alla fine sono partita. Consiglio a chi volesse fare l’Erasmus di scegliere l’opzione relativa alla richiesta di un mentor, con il quale si viene messi in contatto già prima della partenza, così da ricevere delle indicazioni preliminari e un aiuto nella ricerca dell’alloggio.
Durante l’Erasmus, ho fatto sin da subito amicizia con un gruppo di ragazzi del sud con il quale stavo giorno e notte, mentre dal Giovedì al Sabato ci riunivamo con tutti i ragazzi Erasmus per organizzare quello che in Spagna chiamano “botellon”, ossia una festa di compleanno in cui ognuno porta qualcosa da bere.
Per quanto riguarda lo studio e la frequentazione universitaria non ho avuto problemi: il coordinatore dell’università ospitante ci ha aiutato a verificare il nostro piano di studi e ci ha dato diverse informazioni sulla disposizione delle aule e sulla metodologia di insegnamento dei vari professori.
Ho portato a termine gli obiettivi che mi ero prefissata sia sul piano accademico che personale e ne sono stata molto felice.
La scelta di fare questo percorso era un qualcosa che avevo maturato già prima di iniziare il percorso universitario: mi è sempre piaciuto fare nuove esperienze e conoscere nuove realtà!
In particolar modo, sono un amante della cultura spagnola e ho pensato diverse volte di frequentare un’università in Spagna ma non avendo poi fatto questo passo, mi sono ripromessa che ci sarei riuscita attraverso l’Erasmus. Mi è stato molto facile seguire le lezioni e studiare il materiale in spagnolo perché avevo già una buona conoscenza di base della lingua, cosa che mi ha aiutato molto sia accademicamente che per l’integrazione con gli altri ragazzi.
Quest’esperienza mi è servita soprattutto per conoscere me stessa. Credo che non si possa capire sé stessi realmente finché non ci si trova nella posizione di essere soli e ricominciare, anche se solo temporaneamente, una nuova vita. Ovviamente ci sono momenti difficili in cui pensi di non farcela, soprattutto nelle prime settimane ma con il passare del tempo tutto comincia a diventare routine e non vorresti più andartene.
A mio avviso l’Erasmus può essere utile anche per il lavoro, perché ti permette di avere una visione a più ampio raggio: un’esperienza di questo tipo ti invoglia a cercare delle opportunità lavorative anche all’estero.
Il mio Erasmus è composto da tantissimi bei momenti. Non riesco a sceglierne uno in particolare perché ognuno di essi mi ha regalato emozioni diverse; senza dubbio le prime due settimane sono state le più eccitanti.
Per chi non conoscesse la cultura spagnola, deve sapere innanzitutto che è un paese con una grande unità tra i suoi abitanti. Appena sono arrivata a Tarragona, erano in corso i festeggiamenti di Santa Tecla: una festa di due settimane, in cui ogni giorno vi erano festeggiamenti, bande che suonavano e la sera concerti e discoteche all’aperto. Sono state due settimane piene di bei momenti. Per quanto riguarda il momento più brutto, devo ammettere che non c’è stato. Sicuramente ci sono stati momenti difficili ma che ho superato tranquillamente grazie all’aiuto di quella grande famiglia che ci eravamo creati. Non sono mai stata veramente sola come credevo.
Credo che la paura della partenza e quindi di cominciare una vita diversa da quella che si fa abitualmente sia una condizione imprescindibile in un’esperienza di questo tipo. Ci si può rassicurare pensando che le figure universitarie che si occupano del progetto Erasmus organizzino diverse iniziative finalizzate a far conoscere i vari studenti, come ad esempio meeting di benvenuto e offrano un supporto continuo.
Per il resto bisogna solo avere coraggio di seguire le proprie aspirazioni e partire.
Consiglierei fortemente l’Erasmus a chiunque me lo chiedesse.
Penso che sia un’esperienza unica e irripetibile nel corso della vita, un’occasione che puoi sfruttare solo negli anni universitari.
Oltre a consentirti un arricchimento personale, serve anche a conoscere altre realtà ed uscire dal proprio “egocentrismo”. Inoltre, l’università ospitante, offre diversi corsi di lingua completamente gratuiti: l’Erasmus è quindi un’opportunità per imparare un’altra lingua e metterla costantemente in pratica, visto che si incontrano persone di qualsiasi parte del mondo. Questa è forse la parte migliore: fare amicizia con persone che vivono a migliaia di chilometri da te. Nel mio caso, ad esempio, è nata una forte amicizia con una ragazza argentina che andrò presto a trovare!
L’Erasmus inizia in un preciso istante ma in realtà non finisce mai perché apre le porte a tante altre avventure!

Francesca Romana