Ti sei mai chiesto come diventare parlamentare europeo?
Abbiamo la risposta a questa tua curiosità: in questa guida ti spiegheremo come si diventa parlamentare in Europa, rivestendo un ruolo politico di assoluto prestigio e di rappresentanza per il proprio Paese.
Il Parlamentare europeo è una figura che presiede l’assemblea parlamentare dell’Unione Europea, svolgendo una funzione di controllo sugli Stati membri. I parlamentari sono eletti direttamente dai cittadini. La sede del Parlamento UE è a Strasburgo, ma questo si riunisce anche a Bruxelles e in Lussemburgo.
Se sogni di intraprendere questa strada, continua nella lettura: ecco come si diventa eurodeputato secondo la normativa attualmente vigente.
Come diventare parlamentare europeo?
L’Unione europea è un’organizzazione internazionale politica ed economica a carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici.
Gli organi principali dell’UE sono sette; quello che ci interessa particolarmente in questa sede è proprio il Parlamento europeo. Quest’ultimo è composto dai rappresentanti dei cittadini degli stati membri eletti a suffragio universale diretto (prima dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona si faceva riferimento ai popoli dell’unione) da tutti i cittadini dell’Unione ogni cinque anni. Il presidente rimane in carica due anni e mezzo.
Secondo la normativa, ogni Stato stabilisce in autonomia le modalità di svolgimento delle elezioni e il metodo di ripartizione dei seggi. Condivide il potere legislativo insieme al Consiglio dell’Unione europea, con funzioni simili a quelle di una “camera bassa”.
Vediamo ora cosa prevede la legge italiana per diventare parlamentare europeo.
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I requisiti di eleggibilità parlamento europeo
Apriamo la nostra guida su come diventare parlamentare europeo con i requisiti per la candidatura, così come specificato dalla legge vigente sul territorio nazionale:
- Essere cittadino di un Paese Membro (anche se ci si può candidare anche in una circoscrizione straniera);
- Aver compiuto 25 anni;
- 30mila firme per poter presentare la lista;
Può candidarsi anche chi ricopre un altro incarico (un membro del Governo di uno Stato dell’Unione, un deputato, un senatore, il Presidente di una Regione o di una Provincia, il Sindaco di un Comune con più di 15 mila abitanti, un membro di altre istituzioni dell’Unione Europea) purché, nel caso in cui venga eletto, scelga, per incompatibilità di mandato, quale carica desidera ricoprire.
Come funzionano le liste elettorali europee?
Per poter concorrere alle elezioni del Parlamento europeo, i candidati devono presentare le liste; queste devono essere consegnate per ciascuna circoscrizione ed entro i termini stabiliti dalla legge, presso la cancelleria della corte d’appello dove è costituito l’ufficio elettorale circoscrizionale.
Come abbiamo detto, la validità delle liste è effettiva solo se sono state sottoscritte da più di 30 mila, ma meno di 35 mila elettori, e di questi almeno 3.000 devono essere iscritti nelle liste elettorali di ogni regione della circoscrizione.
Elezioni Parlamento europeo: il suffragio universale diretto
Dopo il 1979 l’elezione dei Parlamentari Europei avviene con suffragio universale diretto. Ciascun Paese aderente all’UE regola in autonomia le modalità di svolgimento delle elezioni.
Parlando della durata in carica, questa è di 5 anni. Pur avendo piena libertà nelle modalità di svolgimento del voto, ogni Paese deve rispettare tre regole generali:
- La rappresentanza deve essere proporzionale (con voto singolo trasferibile o liste elettorali);
- Si può suddividere l’area elettorale solo se ciò non implica conseguenze sulla natura proporzionale del voto;
- A livello nazionale la soglia di sbarramento non deve superare il 5 %.
Se ti stai chiedendo quanti voti servono per diventare deputato, questo dipende da diversi parametri e non è possibile dare un numero esatto che ne quantifichi l’entità.
Per quanto riguarda lo stipendio da europarlamentare, le retribuzioni medie sono di circa 7000 € al mese.
Cosa studiare per lavorare in politica europea?
Contrariamente a quanto si possa pensare, lavorare nelle istituzioni europee non è alla portata di chiunque con una generica passione per la politica. La complessità tecnica delle direttive, dei regolamenti e delle policy comunitarie richiede una solida preparazione accademica specifica.
I percorsi formativi più indicati sono Scienze Politiche, con particolare attenzione al diritto dell’Unione Europea e alle relazioni internazionali, Giurisprudenza, fondamentale per comprendere l’intricato sistema normativo comunitario e la sua interazione con gli ordinamenti nazionali, ed Economia, essenziale per analizzare le politiche di coesione, il mercato unico e le dinamiche commerciali.
A questi si aggiungono master specialistici in European Studies o Affari Europei, spesso prerequisito informale per accedere ai ruoli più qualificati. La padronanza di almeno due lingue straniere, oltre all’inglese, e la conoscenza approfondita dei trattati e delle procedure legislative europee completano un profilo professionale che richiede anni di studio dedicato, non improvvisazione.
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