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Investment banking in Economia e Finanza: cos’è, cosa si studia e come entrare nel settore

Poche aree della finanza evocano lo stesso fascino dell’investment banking: un settore che muove miliardi, ridisegna i confini tra aziende, porta startup sul mercato e trasforma analisti ambiziosi in figure di riferimento nel mondo economico globale. Eppure, nonostante la sua risonanza, l’investment banking resta una disciplina spesso circondata da luoghi comuni o da un alone di inaccessibilità. Chi si avvicina per la prima volta si trova a confrontarsi con una terminologia densa, gerarchie sofisticate e un percorso formativo che richiede rigore, visione e metodo. Questo articolo nasce per fare chiarezza: cosa significa davvero fare investment banking, cosa si studia per entrarci, quali competenze servono e come un percorso universitario ben costruito, come quello offerto da Unicusano, può diventare la base concreta da cui partire.

Cos’è l’investment banking e cosa fa un investment banker

L’investment banking è un segmento specializzato dei servizi finanziari che si occupa di assistere aziende, governi e istituzioni nella raccolta di capitali e nella gestione di operazioni straordinarie di grande portata. A differenza del commercial banking, che si rivolge prevalentemente a privati e imprese per la gestione di conti correnti, prestiti e mutui, l’investment banking opera su un piano completamente diverso: il suo terreno è fatto di fusioni e acquisizioni (M&A, ovvero mergers and acquisitions), quotazioni in borsa (IPO, initial public offering) e operazioni sui mercati dei capitali.

Il significato di investment banking si comprende meglio guardando cosa fa concretamente un professionista del settore. Quando un’azienda vuole acquisire un competitor, ha bisogno di qualcuno che valuti l’operazione, strutturi l’offerta, gestisca le trattative e garantisca che i numeri reggano. Quando una società decide di quotarsi in borsa per raccogliere liquidità dagli investitori, la banca d’affari si occupa di preparare il prospetto, coordinare il processo e collocare i titoli sul mercato. Quando un fondo di private equity vuole finanziare un’acquisizione con debito, entra in gioco la strutturazione di operazioni complesse come i leveraged buyout.

Un investment banker è dunque un consulente strategico ad altissima intensità analitica, capace di leggere bilanci, costruire modelli finanziari e dialogare con CEO, CFO e consigli di amministrazione. Non è una professione per chi cerca ritmi tranquilli, ma per chi sa che la complessità è il luogo dove il valore si crea.

Le principali aree operative

All’interno di una banca d’affari si lavora tipicamente in divisioni distinte. L’M&A advisory è forse la più conosciuta: qui i team assistono i clienti in operazioni di fusione, acquisizione o cessione di aziende. I capital markets si dividono in equity (raccolta di capitale azionario) e debt (emissione di obbligazioni e strumenti di debito). La divisione restructuring interviene invece quando un’azienda è in difficoltà e deve riorganizzare la propria struttura finanziaria. Ogni area richiede competenze specifiche ma tutte convergono su una capacità fondamentale: trasformare dati complessi in decisioni strategiche.

Laurea per l’investment banking: il percorso in Economia e Finanza a Unicusano

Entrare nel mondo dell’investment banking richiede una solida formazione accademica in ambito economico e finanziario. In Italia, il percorso più indicato passa per una laurea magistrale in Economia e Finanza o in discipline affini, che offra un curriculum specificamente orientato alla finanza d’impresa, alla valutazione degli investimenti e ai mercati finanziari.

La Laurea magistrale in Scienze economiche di Unicusano, nel curriculum Finanza e Investimenti, è progettata per rispondere esattamente a questa esigenza. Il percorso unisce rigore metodologico e applicazione pratica, con insegnamenti che spaziano dalla teoria dei mercati finanziari alla matematica per la finanza, dalla gestione del rischio all’analisi degli strumenti derivati. Non si tratta di un corso generico di economia, ma di un itinerario pensato per chi vuole operare in contesti finanziari avanzati.

Perché scegliere Unicusano per studiare finanza

Unicusano è una delle università telematiche più strutturate in Italia, riconosciuta dal MIUR, con una didattica che coniuga flessibilità e contenuti di qualità. Per chi lavora già o vuole conciliare studio e impegni professionali, la modalità online rappresenta un vantaggio concreto: si accede alle lezioni, ai materiali e agli esami senza dover rinunciare alla propria vita quotidiana. Il corso di laurea in finanza e investimenti di Unicusano permette di costruire una competenza solida su temi centrali per il settore: dalla finanza aziendale ai mercati del capitale, passando per strumenti quantitativi e analisi del rischio. Chi volesse esplorare anche altri indirizzi può consultare l’intera offerta dei corsi di laurea in ambito economico di Unicusano, che comprende percorsi triennali e magistrali orientati a diverse specializzazioni.

Le competenze chiave nell’investment banking

Studiare per diventare un investment banker non significa semplicemente imparare a fare calcoli finanziari. Significa sviluppare un insieme articolato di competenze tecniche e analitiche che si integrano con capacità relazionali e strategiche.

Al centro di tutto c’è il financial modeling: la costruzione di modelli finanziari in Excel (o strumenti equivalenti) che proiettano i risultati economici futuri di un’azienda, simulano scenari alternativi e supportano le decisioni di investimento. Tra i modelli più usati nel settore ci sono il DCF (discounted cash flow), che determina il valore attuale di flussi di cassa futuri attraverso l’attualizzazione, e il LBO (leveraged buyout), che simula l’acquisizione di un’azienda prevalentemente attraverso debito.

La valutazione d’azienda è un altro pilastro fondamentale. Esistono diversi approcci: il metodo dei multipli di mercato, che confronta l’azienda con società simili quotate in borsa; il metodo patrimoniale, che si basa sul valore delle attività nette; e naturalmente il DCF, che è il metodo più completo e teoricamente solido. Un buon analista sa quando usare ciascuno e come interpretare i risultati in modo critico, non meccanico.

Soft skill e capacità relazionali

Accanto alle competenze tecniche, l’investment banking richiede doti comunicative di alto livello. Presentare un’analisi a un cliente istituzionale, gestire una negoziazione o coordinare un team sotto pressione sono situazioni quotidiane in questo lavoro. La capacità di sintetizzare informazioni complesse in presentazioni chiare, la resistenza allo stress e l’attitudine al lavoro in team sono elementi che fanno la differenza tanto quanto i modelli finanziari.

Esame di investment banking e programma universitario

Nell’ambito dei percorsi magistrali in economia e finanza, l’esame di investment banking affronta tipicamente temi come la struttura delle operazioni di M&A, la valutazione d’azienda con approcci multipli, le tecniche di finanziamento straordinario e la struttura dei mercati dei capitali. Il programma di investment banking a livello universitario include generalmente la lettura e l’analisi dei bilanci, l’introduzione ai principali strumenti derivati e la comprensione delle dinamiche macroeconomiche che influenzano le scelte di investimento.

Nel curriculum Finanza e Investimenti di Unicusano, questi contenuti si inseriscono in un percorso coerente che prepara lo studente ad affrontare non solo la teoria ma anche le applicazioni pratiche. La preparazione all’esame richiede metodo: affiancare allo studio teorico la pratica con i modelli finanziari, l’analisi di casi reali e la lettura delle principali fonti del settore (Bloomberg, Financial Times, report di banche d’affari) permette di arrivare all’esame con una preparazione che va oltre il manuale.

Certificazioni utili: il CFA

Chi vuole accelerare la propria carriera in finanza considera spesso il CFA (Chartered Financial Analyst), una delle certificazioni più riconosciute e rispettate al mondo. Il percorso si articola in tre livelli progressivi e copre temi come analisi degli investimenti, gestione di portafoglio, etica finanziaria e strumenti quantitativi. Affrontare il CFA durante o dopo la magistrale è una scelta che segnala al mercato serietà, preparazione tecnica e ambizione professionale.

Sbocchi professionali e stipendi nell’investment banking

La struttura gerarchica nelle banche d’affari segue un percorso abbastanza codificato. Si entra tipicamente come analyst, un ruolo intenso e formativo in cui si costruiscono modelli, si preparano presentazioni e si impara osservando i senior. Dopo due o tre anni si può avanzare ad associate, spesso il livello a cui arrivano anche i laureati in MBA. Da lì la progressione porta a Vice President, poi Director e infine Managing Director, il livello più alto, dove ci si occupa principalmente delle relazioni con i clienti e della generazione di nuovi mandati.

Gli sbocchi dell’investment banking non si limitano alle banche d’affari in senso stretto. Chi costruisce competenze in questo settore può lavorare in fondi di private equity, nel corporate finance di grandi aziende, in boutique finanziarie specializzate, in fondi hedge o in ruoli di M&A all’interno di multinazionali.

Per quanto riguarda lo stipendio di un investment banker, le retribuzioni sono tra le più elevate in assoluto nel panorama finanziario. In Italia, un analyst alle prime armi in una banca d’affari internazionale può aspettarsi una retribuzione totale (fisso più bonus) che supera agevolmente i 60.000 euro annui, con prospettive di crescita molto significative nei livelli successivi. Nei principali hub finanziari europei come Londra o Francoforte, le cifre sono ancora più elevate. Lavorare in una banca d’affari richiede sacrifici, ma il ritorno economico e professionale è proporzionale all’impegno.

Credits: edit with AI / DepositPhotos.com

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