Come diventare un freelance: guida completa

come diventare freelance

Autonomia di gestione, flessibilità operativa, assenza di un capo, prospettive di guadagno economico interessanti sono soltanto alcuni dei vantaggi per i quali tantissimi giovani al termine del percorso di studi si domandano come diventare freelance.

La libera professione, come suggerisce la stessa parola, determina uno stile di vita ‘libero’, totalmente svincolato dalle limitazioni e dagli obblighi che invece comporta la vita da dipendente.

Attenzione però a non idealizzare troppo il concetto di libertà, perché per quanto si tratti di un aspetto positivo presuppone comunque un rovescio della medaglia: rischi e ostacoli che un aspirante freelance deve essere disposto e preparato ad affrontare.

Nel corso di questa guida parleremo nel dettaglio di tutti gli aspetti caratterizzanti la libera professione, analizzando accuratamente gli step per diventare freelance.

Chi è il freelance: definizione

Prima di entrare nel merito dei consigli per intraprendere la strada della libera professione e avere successo è d’obbligo conoscere a fondo la figura del libero professionista.

Partiamo quindi dal significato di freelance, ovvero dalla definizione presente sul sito Wikipedia, che riportiamo di seguito:

“Freelance (dall’inglese freelance worker) è un termine della lingua inglese indicante un soggetto che opera come libero professionista per diverse società o organizzazioni, senza avere alcun rapporto di dipendenza con esse. Il termine, usato anche nella lingua italiana, ha un significato generico, non essendo legato ad alcun settore specifico di attività…”

Il termine inglese si scompone in due parole ‘free’ e ‘lance’ che tradotti letteralmente in italiano diventano ‘lancia libera’ o ‘lancia indipendente’; in pratica ‘soldato di ventura’.
Non a caso il termine veniva utilizzato in epoca medievale per indicare i soldati mercenari.

Oggi la parola freelance è entrata a far parte del nostro linguaggio con un’accezione che pur riferendosi a figure diverse dal mercenario intende esprimere lo stesso concetto.
Il freelance è una persona che lavora per se stessa; si tratta in pratica di un lavoratore autonomo che non è legato da contratti di dipendenza ma che lavora a progetto, offrendo la propria collaborazione in qualità di fornitore o consulente esterno.

Pur svolgendo il proprio lavoro per aziende e organizzazioni il libero professionista gode di una propria autonomia gestionale; ha la libertà di decidere quando, per chi e come lavorare.

I settori in cui lavora

Il libero professionista, in base alla propria area di specializzazione, può lavorare in qualsiasi settore del mercato, per aziende di ogni tipologia e dimensione, per organizzazioni o anche per i privati.

Negli ultimi anni, in Italia, sono aumentati i professionisti che scelgono di lavorare come freelance piuttosto che alle dipendenze.
Contestualmente aumentano anche le realtà che scelgono la collaborazione occasionale con profili qualificati, e che quindi si avvalgono di specifiche competenze soltanto all’occorrenza, quando nasce l’esigenza.

La scelta di avvalersi della professionalità di un singolo professionista, piuttosto che affidarsi a grandi società, consente di ottenere un lavoro più rapido e personalizzato.

Un altro motivo per il quale il freelance si è diffuso nel nostro Paese è identificabile nelle recenti modifiche legislative.

La procedura per l’apertura della partita IVA, ad esempio, è stata notevolmente snellita. Inoltre, grazie all’introduzione del regime forfettario anche chi si approccia per la prima volta alla libera professione ha la possibilità di avviare l’attività riducendo al minimo i rischi di una bancarotta.
Regimi fiscali agevolati e specifiche tutele hanno quindi  reso la professionalità particolarmente allettante.

Il freelance tradizionalmente è colui il quale opera nel campo del giornalismo, dello spettacolo, della produzione cinematografica, del web design e dell’informatica.

Attualmente uno dei settori in cui la figura trova maggiormente impiego è quello del digital marketing.

I vantaggi

Analizziamo nel dettaglio i principali vantaggi che derivano dallo svolgimento della libera professione.

Il primo, quello che solitamente motiva più di ogni altro a lavorare come freelance, è l’assenza di un capo, di un datore di lavoro che detta tempi e modalità operative.

Il freelance è il capo di se stesso per cui ha piena autonomia gestionale e operativa.

Un’altra importante peculiarità per la quale in tanti decidono di intraprendere la libera professione è l’assenza di vincoli di orario. Non esistono orari di entrata o di uscita per cui il professionista può decidere in base al lavoro da svolgere, agli impegni e alle personali preferenze a che ora e per quanto tempo lavorare.

Attenzione però a non fraintendere il concetto.

Non avere vincoli di orario non significa lavorare di meno ma semplicemente avere la possibilità di gestire i ritmi in maniera autonoma e flessibile, adattandoli ai progetti in corso senza dover sottostare a direttive di capi e responsabili.
Dal momento che fatturare rappresenta il presupposto fondamentale per mantenere una partita iva, chi lavora per se stesso spesso lavora anche più di otto ore al giorno.

Dal punto di vista della mole di lavoro, la libera professione non conosce limiti; è possibile lavorare a più progetti contemporaneamente, purché si riesca a garantire al cliente qualità e precisione.

Altri vantaggi riguardano: le ferie, che non dipendono da alcun piano aziendale ma dalle personali preferenze e nel rispetto degli impegni presi; il taglio dei costi relativi agli spostamenti per raggiungere la sede di lavoro; i guadagni potenzialmente più alti di quelli di un dipendente.

In ultimo, ma non meno importante, il vantaggio legato alla crescita personale e professionale.

Le difficoltà

La vita di un freelance non è tutta ‘rose e fiori’ come potrebbe sembrare.

Al di là di quelli che sono gli aspetti positivi e gli innegabili vantaggi legati alla professione, la strada di un libero professionista è tutt’altro che in discesa. Per quanto possa essere preparato e abile nel gestire il proprio business, egli deve fare i conti con una serie di variabili e difficoltà.

Il primo ostacolo, praticamente immancabile lungo la strada di un aspirante freelance o anche di un professionista, è la clientela.

La condizione di ritrovarsi senza clienti è piuttosto ricorrente, soprattutto in alcuni momenti dell’attività.
Può capitare ad esempio all’inizio, quando ci si affaccia sul mercato in qualità di perfetti sconosciuti e bisogna sudare per emergere tra la concorrenza e farsi notare.

Un’altra situazione piuttosto comune è quella di ritrovarsi senza clienti dopo la fase di avvio dell’attività.

Solitamente durante la fase iniziale l’entusiasmo di parenti, amici e conoscenti innesca il famoso ‘passaparola’, ossia quella sorta di promozione spontanea e gratuita che genera contatti/clienti.
Ciò determina una sorta di soddisfazione che in alcuni casi non permette di ragionare in maniera lucida.

Bisogna evitare di adagiarsi perché prima o poi quei contatti/clienti generati dal passaparola finiscono per cui diventa prioritario identificare nuove fonti di contatti ai quali proporre i propri servizi.
È fondamentale mantenere il flusso di clienti sempre costante.

Un’altra difficoltà notevole riguarda la gestione del tempo.

La libertà di gestione del lavoro richiede organizzazione, ottimizzazione dei tempi e precisione.
Non avendo un orario da rispettare, o un superiore al quale dar conto del proprio operato, capita spesso di procrastinare, di accumulare lavoro, ritrovandosi prima o poi a dover affrontare periodi di grande difficoltà.

Un aspetto che viene sottovalutato, ovvero occultato dall’aurea che aleggia intorno alla figura del freelance, è la gestione autonoma di tutti gli aspetti fiscali e burocratici legati alla libera professione; la fatturazione dei clienti e il pagamento delle tasse sono soltanto alcune delle incombenze che fanno capo ad un libero professionista.

Come si diventa freelance: dritte e consigli pratici

Dopo averti spiegato che vuol dire freelance passiamo ai suggerimenti per intraprendere la libera professione e avere successo.
Cerchiamo quindi di capire come diventare freelance, ovvero quali sono i passi da fare e gli errori da evitare.

Gestire la burocrazia

Espletare l’iter burocratico previsto a livello normativo per esercitare la libera professione è il primissimo step da compiere per essere in regola e non incorrere in sanzioni.

È necessario quindi aprire la partita iva, recandosi personalmente presso l’Agenzia delle Entrate oppure affidandosi ad un professionista esperto.
La seconda opzione è consigliata per chi non ha dimestichezza con la burocrazia, e per chi vuole essere sempre informato sulle novità in materia e sulle eventuali agevolazioni.

Successivamente si procede con l’iscrizione all’INPS (gestione separata), un adempimento essenziale per il pagamento dei contributi pensionistici.

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Credits: maxkabakov / Depositphotos.com

Farsi conoscere (personal branding)

La fase più complessa per un freelance è quella iniziale, ossia quella in cui deve farsi conoscere per acquisire clienti.

Per chi parte da zero si tratta di impostare un’efficace strategia di personal branding, ovvero una serie di attività finalizzate a rendere riconoscibile il proprio nome/brand.

Per capire cos’è il personal branding ecco di seguito la definizione riportata sul sito di Wikipedia:

“Il personal branding è l’attività con cui prima si consapevolizza e poi si struttura la propria marca personale. Può essere definito come ciò che viene detto, sentito e pensato a livello collettivo dalle persone su di voi e sui servizi che offrite, nella vostra vita professionale e non.”

Si tratta in pratica di tutto ciò che riguarda il professionista, a partire dai suoi valori fino ad arrivare alle caratteristiche per le quali si differenzia dai competitor.

Esistono diversi modi per sviluppare il personal branding, la maggior parte dei quali attraverso l’utilizzo della Rete.

Internet e le sue infinite potenzialità consente di gestire gratuitamente o anche attraverso annunci sponsorizzati l’attività ‘promozionale’; permette di costruire la propria identità e allo stesso tempo di creare una rete di clienti e potenziali clienti.

Il punto di partenza è la realizzazione di un sito web al quale affiancare pagine social curate e continuamente aggiornate.

Anche il blog rientra tra gli strumenti che attraverso la rete permettono di farsi conoscere e apprezzare professionalmente, a patto che sia continuamente integrato da contenuti attuali.

Per ampliare le possibilità di fare personal branding è consigliabile presenziare e interagire nelle community di settore.

Successivamente alla fase di avvio, dopo aver accumulato un po’ di esperienza, la migliore promozione scaturisce in maniera del tutto naturale dalla qualità del lavoro svolto.
Clienti soddisfatti e passaparola innescano un’attività promozionale del tutto gratuita, sia online che offline.

Individuare e analizzare il target

Ogni servizio lanciato e pubblicizzato sul mercato ha un proprio target di clienti, ovvero una clientela potenziale che potrebbe aver bisogno proprio di quel determinato servizio.

Qualunque sia il settore nel quale si inserisce la libera professione, per avere successo bisogna conoscere a fondo il target al quale ci si rivolge. Ciò significa che per poter attrarre nuovi clienti bisogna analizzare a fondo le relative esigenze, abitudini e tendenze.

La strategia di base più efficace per creare una comunicazione online vincente, in grado di colpire e convincere l’utente, è identificabile nella keyword research, ossia nella ricerca di parole chiave.

Si tratta di individuare, attraverso appositi strumenti, le keywords più digitate sui motori di ricerca dagli utenti che hanno bisogno di un particolare servizio.

La ricerca di parole chiave permette di strutturare efficaci strategie di content marketing, attraverso la creazione di contenuti mirati, realizzati ad hoc per il target di riferimento.

Curare la reputazione online

Abbiamo parlato in precedenza di ‘personal branding’ ossia delle attività finalizzate a creare l’identità del professionista e del servizio offerto.

La creazione dell’identità è uno step fondamentale per farsi conoscere ma, a differenza di quello che potrebbe sembrare, non è un punto di arrivo.
Il personal branding è un punto di partenza; rappresenta le fondamenta sulle quali costruire la gestione della presenza online.

Una volta comunicata all’utenza l’esistenza del proprio servizio il freelance deve essere abile nel curare tutti i canali attraverso i quali viene presentato, a partire da Google fino ad arrivare ai social network.

È importante curare con professionalità pagine Facebook e profili Instagram, ottimizzando i contenuti sia visuali che testuali in maniera tale che forniscano informazioni utili all’utenza e contemporaneamente  rendano la giusta immagine dell’attività.
Oggi i social rappresentano molto più di uno strumento meramente informativo. Essi consentono di interagire in tempo reale con il pubblico e di fornire assistenza laddove richiesta.

Allo stesso modo è importante monitorare costantemente ciò che viene detto in rete: le recensioni, i commenti e qualunque altra tipologia di informazione che circola sul web in merito al proprio nome.
Interagire con i clienti, rispondere alle critiche e moderare eventuali recensioni negative con motivazioni ed eventualmente scuse rientrano tra le attività indispensabili per dimostrare disponibilità e professionalità.

Anche il sito, o l’eventuale blog, devono essere oggetto di costante attenzione da parte del libero professionista. Un’attenzione che deve essere rivolta sia alla parte contenutistica che a quella funzionale.
Informazioni non aggiornate, contenuti statici, un sito non ottimizzato per i dispositivi mobile, eccessiva lentezza nel caricamento delle pagine o delle immagini, scarsa intuitività di navigazione: sono alcuni dei motivi per i quali l’utente potrebbe scegliere di abbandonare il sito senza neppure leggerne il contenuto.

Ecco perché la decisione di essere presenti online deve essere accompagnata dalla consapevolezza che la brand reputation è un’attività impegnativa, che richiede una gestione costante e attenta.

Pianificare e organizzare il lavoro

Come accennato in uno dei precedenti paragrafi, lavorare come freelance non significa lavorare di meno; anzi nella maggior parte significa lavorare di più ma con la differenza che i sacrifici fatti ritornano in termini economici e di gratificazione personale.

La professionalità, la serietà e la puntualità sono i requisiti imprescindibili per essere considerati professionisti, per costruire una rete di clienti soddisfatti e innescare quel famoso passaparola che porta nuovi clienti.

Ciò significa che, non avendo un capo al quale rendere conto, e che detta ritmi e modalità di lavoro, bisogna essere abili nell’organizzarsi autonomamente ottimizzando tempi e risorse.

In pratica è necessario pianificare in maniera dettagliata il lavoro, definendo priorità e scadenze.

Selezionare i clienti

Uno degli errori più comuni commessi soprattutto da chi si approccia per la prima volta alla libera professione è quello di accettare indistintamente tutti i clienti.

Presi dall’entusiasmo e dalla necessità di fatturare, in fase iniziale il freelance tende a prendere in carico qualsiasi richiesta, senza un minimo di valutazione.

Per quanto possa sembrare assurdo bisogna saper dire ‘no’; bisogna rinunciare a quelle richieste che per vari motivi non possono essere assecondate.

Valutare con attenzione il cliente e la relativa richiesta è un passaggio fondamentale per non ritrovarsi coinvolti in situazioni difficili da risolvere.

Specializzazione

Concludiamo con un aspetto che abbiamo scelto di trattare per ultimo ma che rappresenta, o meglio può rappresentare, la svolta per il successo: la specializzazione, chiaramente nel settore nel quale si intende operare.

Il libero professionista è, o comunque dovrebbe diventarlo con il tempo e l’esperienza, un esperto competente in un determinato campo.

Per diventare un freelance online è fondamentale acquisire una preparazione multidisciplinare che includa tra le varie competenze le skills necessarie per utilizzare gli strumenti digitali.

Il mercato formativo propone a tal proposito numerosi percorsi di specializzazione in linea con quelle che sono le peculiarità del settore.

Tra i percorsi più attuali e più completi il master in digital marketing attivato dall’università telematica Niccolò Cusano, il cui obiettivo è fornire ai corsisti le competenze, e gli strumentti operativi, per impostare efficaci strategie di marketing online.

Ecco nel dettaglio il programma, con le relative materie approfondite:

  • Elementi di marketing
  • Seo: motori di ricerca, ottimizzazione onsite e KPI
  • Offsite Seo: dalla audit alla ideazione di una campagna di link building
  • Destination Marketing: strategie e nuovi canali per promuovere il territorio (tra social media, content marketing e influencer marketing)
  • Search Engine Marketing: fare pubblicità sui motori di ricerca. Adwords, Bing, remarketing e altri strumenti dell’outbound marketing
  • Programmatic Advertising: DSP e Audience Buying
  • Social Media Marketing: fare pubblicità sui canali social Facebook, Instagram e altri
  • Content marketing: scrivere per il web
  • Influencer marketing: come creare una strategia di successo
  • Web usability, architettura e Strategy
  • Analytics: definizione dei KPI, obiettivi e monitoraggio
  • Comunicazione istituzionale: il caso della comunicazione sanitaria durante l’emergenza Covid

Completano il programma una serie di workshop di approfondimento su argomenti relativi all’inbound marketing, il marketing automation e le nuove strategie digitali per Lead generation e e-commerce.

Al fine di verificare il livello di comprensione delle materie studiate sono previsti numerosi case study e test pratici di analisi SEO.

Tra i plus del master segnaliamo la pratica modalità formativa e-learning che consente di seguire le lezioni online, senza l’obbligo di dover presenziare in aula a giorni e orari prestabiliti.

Attraveso una piattaforma telematica di ultima generazione il corsista ha libero accesso a tutto il materiale didattico, in formato digitale.
L’accesso alla piattaforma, a e-book, slides, appunti e video in streaming delle lezioni non prevede limiti o vincoli di orario, per cui ognuno può scegliere autonomamente quando e dove studiare.

Per chi è interessato al master in digital marketing Unicusano il costo è di 2.700,00 euro, da corrispondere in 4 rate.
Per i laureati Unicusano e per tutti quelli che hanno conseguito una laurea da meno di 24 mesi è prevista una quota di iscrizione ridotta pari a 2.500,00 euro, anch’essa da suddividere e corrispondere in 4 rate.

Ora sai cosa si intende per attività freelance, come funziona e quali sono gli step per intraprendere la strada della libera professione.

Se desideri ricevere maggiori informazioni sul master online Unicusano e sulle relative modalità di iscrizione non esitare a contattare il nostro staff attraverso il form online che trovi cliccando qui!

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