Come funziona il sistema elettorale Americano? Una guida per capire.

Come funziona il sistema elettorale Americano.

Election Day: è ormai da diversi giorni che se ne sente parlare ininterrottamente. Nonostante la vittoria di Donald Trump, ciò che sconvolge e confonde il mondo è infatti l’incredibile paradosso per il quale, ad ogni modo, Hilary Clinton abbia ricevuto più voti da parte del popolo degli Stati Uniti d’America rispetto a quelli ricevuti da Trump. Nonostante ciò, dato il funzionamento del sistema elettorale U.S.A. e la figura dei Grandi Elettori, comunque Trump ha raggiunto la Casa Bianca.

Per comprendere meglio questo paradosso e per orientarsi meglio nelle politiche internazionali, cosa che può tornare utile a chi segue ad esempio un master online in Relazioni Internazionali, oggi risponderemo alla fatidica domanda: come funziona il sistema elettorale Americano? Chi sono i Grandi Elettori? Chi può candidarsi alla presidenza?

La struttura che andremo ad esaminare è, in effetti, molto complessa, dunque cercheremo di suddividerla in categorie d’interesse.

La struttura portante.

Gli Stati Uniti d’America sono una Repubblica presidenziale federale composta da 50 Stati e da 1 distretto, il Distretto della Columbia. La capitale federale è Washington D.C., mentre ogni stato ha poi la sua personale capitale, un po’ come accade per Capitale e Capoluoghi in Italia.

Le competenze e le funzioni federali e statali di ogni Stato sono stabilite dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America, che è uguale per ogni Stato membro degli USA. Ciascuno Stato possiede un governo e un’amministrazione a sé stante, in grado di stabilire e ideare leggi diverse non presenti in altri stati. Famose sono le differenti leggi per quanto riguarda la pena di morte, la legalizzazione della cannabis o le normative sul porto d’armi.

Chi è il Presidente degli Stati Uniti.

Il Presidente degli Stati Uniti è quindi sia il capo degli Stati Uniti d’America nel loro insieme, sia colui che esercita il Potere esecutivo. Il Potere legislativo, invece, è affidato alle due Camere del Congresso: la Camera dei Rappresentati e la Camera del Senato.

Per poter accedere a questa carica bisogna:

  • Aver compiuto almeno 35 anni d’età
  • Essere cittadino americano per nascita
  • Risiedere negli Stati Uniti da almeno 14 anni

Il suo mandato, insieme a quello del suo Vicepresidente, è della durata di 4 anni e ha inizio il 20 gennaio dell’anno successivo a quello in cui il Presidente viene eletto. Per intenderci, nonostante Trump sia stato eletto a Novembre, il suo mandato non inizierà prima di Gennaio, periodo durante il quale avverrà la transizione tra i due presidenti.

Possono votare per la sua elezione, per quanto indirettamente, tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni e che siano iscritti alle liste elettorali del loro Stato.

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Il sistema elettorale indiretto.

Il sistema secondo il quale vengono eletti il Presidente degli stati Uniti e il suo Vicepresidente, che appartengono alla medesima lista, è un sistema elettorale indiretto.

Essi infatti non vengono eletti direttamente dai singoli cittadini ma da 538 Grandi Elettori, che si riuniscono a Washington il giorno delle elezioni nel così detto Collegio Elettorale degli Stati Uniti per esprimere il loro voto rispetto allo Stato che rappresentano.

Si tratta quindi di un voto diviso in due fasi e che può essere considerato un misto tra l’Elezione del Presidente del Consiglio e l’Elezione del Presidente della Repubblica in Italia: se il primo è infatti eletto direttamente dal popolo, il secondo è invece eletto dalle Camere, cioè dai rappresentati del popolo al Parlamento e al Senato.

Questi grandi elettori vengono eletti su base statale e il loro numero varia ed è pari alla somma dei deputati e dei senatori che ogni Stato ha all’interno delle Camere di Congresso.

I Grandi Elettori.

I Grandi Elettori vengono eletti dai cittadini del loro Stato secondo le modalità previste dallo Stato stesso e che possono variare tra loro, ma comunque prevedono delle modalità comuni e imprescindibili.

I cittadini dello Stato in questione esprimono la loro preferenza per un candidato, ma quello che viene eletto non è il singolo individuo, bensì il gruppo di grandi elettori ad esso associati. Per i voti dei cittadini non viene fatto un conteggio generale, bensì un conteggio singolo, cioè Stato per Stato, regolato dal sistema del “winnertakes all”, ossia una maggioranza secca. Nessun ballottaggio e requisito minimo di disparità di voti per designare un vincitore. Se anche solo di un voto in più rispetto ai propri avversari, il candidato in questione comunque è ritenuto il vincitore e a lui vengono assegnati tutti i grandi elettori di quello stato. Gli unici due stati a fare eccezione sono il Maine e il Nebraska, che invece eleggono i propri grandi elettori con un sistema proporzionale, suddividendosi in collegi elettorali.

Ogni Stato degli USA ha diritto ad almeno due “grandi elettori”, ma essi possono aumentar in base al numero dei deputati mandati alla Camera dei Rappresentati, che varia a seconda del numero della popolazione di uno Stato. Questo significa quindi che gli Stati più grandi dispongo di un maggior numero di Grandi Elettori.

Le elezioni primarie.

Ma come fanno allora i cittadini ad avere a che dire su chi può concorrere al ruolo di Presidente? La soluzione la danno le elezioni primarie, una fase non prevista o regolamentata esplicitamente dalla Costituzione degli Stati Uniti e durante la quale il popolo si esprime con elezione diretta su quali saranno i candidati alle cariche di Presidente e di Vice Presidente degli Stati Uniti d’America.

Tale elezione può variare da partito a partito, ma anche da Stato a Stato. Indipendentemente da questo voto, viene comunque ammesso alla candidatura il presidente uscente che abbia compiuto solo un mandato e il vicepresidente uscente, proponendo così ulteriori candidati oltre a quelli scelti dal popolo, che comunque grazie al voto manderà un segnale di preferenza preciso ai propri Grandi Elettori, direzionandoli.

sistema elettorale americano

La votazione del Presidente.

Una volta eletti i Grandi Elettori, saranno loro a fare le veci del loro popolo durante le elezioni presidenziali. Per questo al momento della loro elezione i grandi elettori dichiarano il candidato alla presidenza a cui sono associati. Nonostante ciò, possono comunque cambiare la loro posizione.

Il candidato che ottiene il voto di almeno 270 grandi elettori è il vincitore e nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Nel caso in cui il quorum non venga raggiunto e quindi si presenti il cosiddetto Scenario 1824, non si rivà alle elezioni, bensì si rimanda la decisione alla Camera dei Rappresentati, come decretato nel XII emendamento. La Camera sceglierà il nuovo Presidente degli Stati Uniti fra i primi 3 candidati con il maggior numero di voti.

Questo scenario può manifestarsi in due occasioni: perché non più di due candidati ottengono voti elettorali e nessuno raggiunge il 50%, oppure quando i due candidati principali conseguono lo stesso numero di voti

Questo significa che il candidato vincente potrebbe non essere il favorito dalla maggioranza dei Grandi Elettori e, ancor più, dalla maggioranza del popolo americano. Questo perché, appunto, un cittadino votante non sceglie direttamente il Presidente degli Stati Uniti, bensì gli elettori di quel candidato, il cui numero può variare e che non sono obbligati per legge a mantenere lo stesso voto dichiarato durante le elezioni.