Dipendenza da cellulare: che cos’è e come trattarla

dipendenza da cellulare

Nell’ambito dell’affascinante e sconfinato mondo dei dispositivi mobile, accanto ad applicazioni, accessori e funzionalità incredibili, si inseriscono argomenti quali ad esempio la dipendenza da cellulare e/o da internet.

Si tratta di tematiche che, per la rilevanza sociale che assumono, destano non poche preoccupazioni.

Considerando le infinite potenzialità dei più attuali modelli di cellulari, che consentono di svolgere attraverso le app operazioni e attività di ogni genere (comunicare con parenti ed amici, controllare la posta elettronica, prenotare un tavolo al ristorante, interagire sui social, individuare percorsi stradali, fare sport, ascoltare musica ecc) l’utilizzo costante e continuo dello smartphone potrebbe quasi sembrare una normale e naturale conseguenza della sua innegabile utilità.

In realtà la linea di confine oltre la quale si parla di dipendenza è piuttosto labile e, allo stesso tempo, è troppo facilmente e frequentemente superabile.

Se da un lato lo smartphone è considerato, a ragion veduta, uno strumento di indiscussa produttività, dall’altro può trasformarsi nella causa di vere e proprie patologie.
Prima di creare allarmismi è d’obbligo una precisazione: la dipendenza patologica è collegata ad un utilizzo smodato e sbagliato del dispositivo; per evitare che ciò accada basta semplicemente evitare di diventarne ‘schiavi’, adottando qualche piccolo accorgimento pratico e aggiungendo un pizzico di buona volontà e di impegno.

I dati

Le motivazioni per le quali l’abitudine a controllare in maniera smodata il cellulare crea allarmismo sono rintracciabili nello sviluppo di vere e proprie patologie.

Per comprendere meglio l’attuale situazione bisogna prendere in considerazione i dati di alcune ricerche incentrate sull’utilizzo incontrollato del telefono.

Analizzando le risposte degli intervistati emerge che l’83% è solito controllare le email di lavoro durante la notte, che il 37% controlla le notifiche, sempre durante le ore notturne, e che il 57% controlla in generale il cellulare entro 22 minuti dal risveglio mattutino.

Dipendenza da smartphone

Caratteristiche quali la rapidità e la facilità di comunicazione hanno trasformato il cellulare in uno strumento indispensabile nella routine quotidiana di ognuno di noi.

Nel corso degli anni il mercato del mobile si è reso protagonista di uno sviluppo inarrestabile, tutt’oggi in corso.
I più grandi colossi del settore si sono dati battaglia a suon di modelli sempre più smart e sempre più innovativi, finalizzati a rispondere con tempestività  e con efficienza alle esigenze degli utenti.

Quello che un tempo era un utilizzo puramente pratico ha assunto pian piano una funzione sociale.

Attenzione però, perché la socialità legata allo smartphone, per quanto consenta di ridurre tempi e distanze nello stringere relazioni, è di tipo virtuale, ma è talmente affascinante che spesso allontana da quelle che sono le relazioni con i propri cari; il tutto a discapito degli affetti e dei legami familiari.

Il caso appena descritto è piuttosto comune tra gli adolescenti e in generale tra gli utenti più giovani, per i quali restare connessi 24 ore su 24 diventa troppo spesso una vera e propria necessità.
Si innesca a questo punto una sorta di dipendenza da cellulare, i cui sintomi sono sintetizzati nelle seguenti righe.

I sintomi

Partiamo da un comportamento ‘generico’, ovvero dall’esigenza e dal desiderio irrefrenabile di monitorare il cellulare in maniera ossessiva, ad intervalli di tempo molto ravvicinati; praticamente ogni 5 minuti.

Un altro sintomo piuttosto frequente che riguarda gli smartphone-dipendenti è la tendenza ad addormentarsi, la sera, col telefono tra le mani.

Tra le abitudini perggiori: aprire gli occhi al mattino e, prima ancora di rendersi conto di essere svegli, controllare notifiche, email, messaggi e tutto ciò che c’è di ‘controllabile’ sul dispositivo.

Tra i sintomi più preoccupanti c’è quello di arrivare a provare un vero e proprio malessere, misto ad angoscia, quando non si ha a disposizione un telefono carico e/o dotato di connessione a internet.

Alla dipendenza da smartphone è correlata la nomofobia che secondo la definizione di Wikipedia è:

“termine di recente introduzione (nomophobia nel mondo anglosassone) che designa la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile”

L’iper connessione è diventata una patologia, al punto che è stata proposta una giornata internazionale di disconnessione dai dispositivi elettronici (#Sconnessiday).

Le conseguenze

Individuati i sintomi della dipendenza da smartphone è tempo di analizzare le conseguenze.

Partiamo da quelle che sono le ripercussioni a livello sociale, preoccupanti soprattutto per i più giovani.

L’isolamento è una della conseguenze più immediate e facilmente riscontrabili in chi utilizza il telefonino in maniera compulsiva.
Si tende in tal caso ad evitare i rapporti con le persone più vicine per dedicarsi a conversazioni in chat, interazioni social o peggio ancora a giochi interattivi.

Ne consegue una perdita di interesse verso il mondo reale e nei casi peggiori sbalzi d’umore, disturbi del sonno e dell’alimentazione, problemi sul posto di lavoro, situazioni conflittuali con i familiari.

A livello ‘pratico’ le ripercussioni possono interessare differenti ambiti tra i quali, i più comuni, quello professionale e quello scolastico.

L’ossessività nel controllare notifiche e quant’altro è causa di stati di distrazione, disattenzione e deconcentrazione, condizioni che minano la produttività e la qualità del lavoro/studio.

I rimedi

Per prevenire, combattere ed eliminare la dipendenza dagli smartphone, dai dispositivi mobile e da internet bisogna innanzitutto armarsi di tanta forza di volontà.

Esistono tanti piccoli accorgimenti che consentono di correggere abitudini errate, malsane e controproducenti.

Eccoti di seguito qualche consiglio utile per trovare il giusto equilibrio e/o disintossicarti.

  • Al mattino accendi il telefono ad un’ora prestabilita, magari dopo aver fatto colazione.
  • Definisci dei range temporali nei quali controllare il cellulare (ad esempio ogni 3 ore).
  • Autoimponiti dei limiti di utilizzo, ad esempio non più di 5/10 minuti alla volta.
  • Elimina dalle impostazione le notifiche sul desktop del dispositivo.
  • Spegni il telefono prima di andare a letto.
  • Nei limiti del possibile prova a lasciare il cellulare a casa, ogni tanto, magari per brevi lassi temporali.

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Il test

Probabilmente a questo punto dell’articolo hai già capito se sei affetto o meno dalla cosiddetta dipendenza da smartphone; anzi quasi sicuramente lo sapevi già prima di leggere questo post …

Per chi desidera scoprire l’eventuale rapporto sbagliato con il proprio dispositivo mobile e per chi fa finta di non capire l’importanza di correggere abitudini sbagliate e dannose, l’Università Telematica Niccolò Cusano ha preparato questo piccolo test.

Rispondi alle seguenti domande per capire se e quanto è malsano il modo in cui utilizzi il cellulare.

  1. Non ti separi mai dal telefono al punto che è diventato un appendice del tuo corpo?
  2. Hai sempre il telefonino sul comodino e di notte ti capita di svegliarti e di controllare eventuali notifiche e messaggi?
  3. Controlli in maniera compulsiva WhatsApp?
  4. Controlli con una frequenza che difficilmente supera i 5 minuti i tuoi profili Facebook, Instagram e company?
  5. Controlli di continuo la tua casella email?

Se hai risposto si a una o più domande allora forse è il caso di rivedere il tuo rapporto con lo smartphone e renderlo più salutare e produttivo.

Per i casi più ‘gravi’ potrebbe essere necessario l’intervento di un profilo specializzato, ovvero di un professionista in  grado di guidare e supportare colui il quale risulta dipendente dal telefono verso una disintossicazione graduale ed efficace.

È importante affidarsi a figure altamente specializzate, serie e competenti, che dimostrino di avare acquisito le competenze e gli strumenti necessari per trattare e curare la patologia.

Trattandosi di un ambito afferente all’area della psicologia ti consigliamo di valutare attentamente la formazione del professionista che sceglierai, focalizzandoti in maniera particolare sulla qualità e sulla tipologia dei percorsi di specializzazione.