Tipologie di trust: tutto quello che devi sapere

tipologie di trust

Quali sono le tipologie di trust? A cosa serve l’istituto giuridico e quali sono le figure coinvolte? Come viene disciplinato a livello normativo?

Se stai cercando risposte a queste e ad altre domande sei nel posto giusto.

L’Università Telematica Niccolò Cusano ha realizzato una breve guida indirizzata a tutti quelli che desiderano familiarizzare con la materia e a tutti i giovani neolaureati intenzionati ad ampliare il proprio bagaglio di competenze con un master post-laurea di specializzazione afferente l’area economico-giuridica.

Cos’è il trust

Iniziamo a familiarizzare con il concetto partendo dalla definizione di trust presente sul sito dell’enciclopedia Treccani:

“Istituto giuridico nato in Inghilterra nel Medioevo e quindi diffusosi nel mondo anglosassone, in base al quale uno o più beni sono affidati a un soggetto fiduciario (trustee) affinchè li gestisca per un determinato scopo ovvero in favore di uno o più beneficiari”

Si tratta quindi di uno strumento finalizzato a separare alcuni beni dal patrimonio di un sogetto.

L’operazione può tendere verso due differenti obiettivi:

  1. Il perseguimento di un interesse specifico
  2. Il sostegno di specifiche persone (figli, nipoti, genitori ecc.) indicate come beneficiari dei beni tutelati

In tal senso si è soliti distinguere tra trust commerciale, finalizzato a risolvere questioni imprenditoriali, e trust liberale, istituito per esigenze personali, legate essenzialmente all’ambito familiare del disponente.

I beni separati dal patrimonio personale vengono affidati alla gestione di una persona o di una società professionale di trustee.

Per comprendere fino in fondo l’istituto bisogna analizzare lo sdoppiamento del concetto di proprietà, tipico dei paesi di Common Law, secondo il quale la proprietà legale dei beni oggetto di trust conferisce al trustee la titolarità dei relativi diritti; questi ultimi vengono esercitati in maniera diligente nell’interesse dei beneficiari o per il perseguimento di uno scopo predefinito.
I beni diventanto un’entità patrimoniale separata, estranea sia al patrimonio del disponente che a quello personale del trustee.

I soggetti

I soggetti coinvolti in un trust sono solitamente 2, il disponente e il trustee.
In alcuni casi è previsto il coinvolgimento di una terza persona, il guardiano.

Analizziamo brevemente le tre figure.

Il disponente, detto anche settlor, è colui che decide di conferire i suoi beni, o parte di essi, nel trust per separarli dalla sua sfera patrimoniale.

Il trustee è colui che amministra i beni, per il tempo previsto nell’atto istitutivo, sulla base delle regole di gestione stabilite dal disponente.
Il ruolo in questone può essere ricoperto da qualsiasi soggetto considerato legalmente capace di agire; può essere svolto da una persona di fiducia, da un familiare del settlor oppure da una trust company, ovvero da società fiduciarie.

Il guardiano, detto anche protector, è una figura che si occupa di vigilare sull’attività del trustee al fine di tutelare l’interesse del beneficiario del trust.

tipi di trust

Tipologie

Dal momento che l’operazione in oggetto presenta caratteristiche di estrema versatilità essa si adatta a svariate situazione.

Ecco le più comuni tipologie di trust:

  • Trust familiare: è finalizzato alla tutela dei soggetti deboli (minori o diversamente abili) e/o alla definizione di successioni ereditarie.
  • Trust immobiliare: è finalizzato alla protezione di beni immobili personali che, esclusi dal patrimonio aziendale, risultano essere impignorabili.
  • Trust commerciale: è finalizzato a garantire l’adempimento delle obbligazioni del disponente, che viene privato del controllo dei beni.
  • Trust liquidatorio: è utilizzato soprattutto nei casi di crisi di impresa; esso consiste nella disposizione di un istituto giuridico, costituito dal patrimonio aziendale, al fine di soddisfare i creditori con i proventi della liquidazione.
  • Trust di scopo: è utilizzato soprattutto per operazioni commerciali; non prevede un beneficiario per cui i beni vengono gestiti e tutelati per il raggiungimento di precisi obiettivi.
  • Trust discrezionale: è caratterizzato dalla totale discrezionalità del disponente per cui il beneficiario non vanta alcuna titolarità di diritto di credito.
  • Trust di beneficenza: è finalizzato alla destinazione di denaro, beni mobili o immobili a specifici progetti di beneficenza.

Chi può istituire un trust

Il trust può essere istituito sia da persone fisiche che da enti e società.

Può ad esempio essere costituito: da un broker che svolge un’attività rischiosa e decide pertanto di salvaguardare il patrimonio personale da terze persone; da un medico che intende salvaguardare i beni personali da eventuali richieste di risarcimento danni; da un imprenditore o da un qualsiasi altro soggetto che, consapevole delle difficoltà presenti sul mercato, desidera semplicemente proteggere il proprio capitale affidandone la gestione a un fiduciario.

La disciplina del trust in Italia

Chi non ha particolari conoscenze della materia tende generalmente a fare confusione e ad identificare le leggi antitrust come parte della normativa disciplinante l’istituto giuridico.
Precisamo che non è assolutamente così; si tratta semplicemente di un’assonanza, in quanto l’antitrust indica il complesso di norme che garantiscono l’effettiva concorrenza nei mercati economici.

In Italia il trust è considerato leggittimo a partire ratifica della Convenzione dell’Aja, entrata in vigore il 1 gennaio 1992. Di fatto però nessuna norma del diritto interno disciplina in maniera specifica l’istituto.

Detto in parole più semplici, nonostante i numerosi disegni di legge l’ordinamento italiano riconosce il trust ma non lo regolamenta direttamente.
Nel momento in cui si rende necessaria l’applicazione di una legge si ricorre alle giurisdizioni che prevedono una specifica disciplina. La scelta in tal senso viene effettuata dal disponente.