Università | 23 Febbraio 2026
Risk assessment e management finanziario: strumenti di valutazione e mitigazione del rischio

Risk assessment e management finanziario: strumenti di valutazione e mitigazione del rischio

Ti piacerebbe capire come diventare risk manager finanziario? Dovrai specializzarti in risk assessment finanziario.
Banche, assicurazioni e aziende sono molto più esposte ai rischi finanziari di quanto non lo fossero in passato. Le ragioni sono diverse, dall’influenza del contesto economico globale all’instabilità geopolitica.
A fronte dell’impossibilità di azzerare i rischi è sempre più richiesta la figura del risk manager finanziario, la cui attività è finalizzata all’ottimizzazione della gestione rischi con l’obiettivo di massimizzare la posizione economica di banche e aziende. Questo professionista, infatti, ha il compito di analizzare il rischio e trovare le migliori strategie possibili di mitigazione.
Se vuoi saperne di più su come diventare risk manager finanziario, continua la lettura della guida. Risponderemo a domande come: cos’è il risk assessment finanziario? Value at Risk (VaR) cos’è e come si calcola? Cosa fa il risk manager finanziario?

Cos’è il risk assessment finanziario?

Per intraprendere la carriera di risk manager finanziario devi partire della basi, vale a dire dalla definizione di gestione del rischio finanziario. Prima ancora, devi avere dimestichezza con il concetto stesso di rischi finanziari, definizione con cui si fa riferimento alle perdite causate dalla volatilità di una serie di parametri, tra cui i tassi di interesse, i tassi di cambio, il prezzo delle azioni, le variazioni di prezzo delle materie prime ecc. Esistono poi altre categorie ancora di rischi, come il rischio di credito, il rischio operativo e il rischio reputazionale.

In qualità di risk manager finanziario analizzerai le varie tipologie di rischio. Metterai cioè in atto un’analisi quantitativa e qualitativa del rischio, utilizzando un preciso criterio di misurazione, scelto per la capacità di consentire una stima esaustiva.

Grazie proprio a questo criterio di misurazione contribuirai ad agevolare il meccanismo di controllo del rischio. Sarai in grado, infatti, di monitorare in modalità continuativa il livello di rischio, verificando in maniera puntuale che sia sempre compatibile con il livello di propensione al rischio fissato dalla banca, dalle assicurazioni o dall’impresa per cui lavori. E quando l’esposizione diventerà eccessiva, sarai pronto ad attuare le debite strategie di mitigazione per abbassarla, prevenendo o contenendo eventuali conseguenze negative.

Value at Risk (VaR) cos’è e come si calcola

Nel paragrafo precedente, abbiamo risposto alla domanda “cosa fa il risk manager finanziario?”, dimostrandoti quale sia l’importanza della valutazione dei rischi nelle imprese.
Ora, cercheremo di analizzare alcuni strumenti a sua disposizione come il VaR – Value at risk. Si tratta della stima della massima perdita potenziale associata a una data esposizione di mercato. Tale stima è legata a un preciso periodo di tempo in condizioni di mercato normale.
Si tratta di un parametro importante che può aiutare le aziende a prendere decisioni strategiche. Immaginiamo di lavorare come risk manager finanziario per un’azienda che esporta i suoi prodotti negli Stati Uniti. Possiamo calcolare il VaR per verificare eventuali condizioni avverse nel cambio euro-dollaro.

Una volta quantificato il rischio, l’azienda può prendere una serie di misure per mitigarlo. Quali? Può internalizzare il rischio. Questo significa che l’azienda stabilisce un capitale economico da destinare alla gestione del problema cambio euro-dollaro. Nel caso in cui cioè si verificasse l’ipotesi peggiore, l’impresa è già pronta a farvi fronte.

Un altro strumento possibile è quello dell’esternalizzazione del rischio. L’azienda cioè ricorre alla stipula di strumenti finanziari che fanno sì che il livello di esposizione resti quello fissato, e con il minor costo possibile.

Stress test finanziari e analisi di scenario

Altri strumenti di risk management? Se lavorerai come risk manager finanziario, avrai a che fare quotidianamente con strumenti di valutazione come gli stress test finanziari e le analisi di scenario.

Le analisi di scenario sono dei report contenenti le variazioni dei fattori di rischio. Esistono diverse tipologie di analisi di scenario: discrezionali, storici e stress test. Questi ultimi, per esempio, consistono nell’applicare ai fattori di rischio dei veri e propri shock sia al rialzo che al ribasso. A cosa serve? A studiare i comportamenti delle proprie esposizioni in condizioni estreme di mercato. Si ipotizzano cioè gli scenari peggiori in modo da prevenirli e adottare una strategia di intervento in grado di evitare alle aziende la classica situazione “da zattera in mezzo a onde e cavalloni”.

Grazie all’analisi dei dati, che sono in grado di condurre i risk manager, le aziende hanno cioè l’opportunità di prendere decisioni che consentono davvero di controllare il rischio. Il management, infatti, ha l’importante possibilità di fare scelte informate, cosa che oggi è consentita anche dalle maggiori competenze tecniche dell’esperto in gestione del rischio.

Importanza della data analysis nel risk management

Facciamo un esempio pratico per dimostrarti la centralità del risk management nella strategia gestionale di banche, assicurazioni e imprese.
Oggi, le aziende si ritrovano a gestire i cosiddetti rischi ESG (Environmental, Social, Governance), vale a dire gli impatti negativi derivanti da fattori ambientali, sociali e governativi. Questi fattori possono avere conseguenze reputazionali, ma anche conseguenze sulle performance finanziarie.

La Volkswagen, per esempio, ha subito notevoli danni esponendosi a un altissimo rischio di governance nel caso dei software sui dati delle emissioni dei veicoli diesel. La casa automobilista ha subito un forte impatto reputazionale, ma anche finanziario con perdite stimate in miliardi di euro.

La figura del risk manager finanziario serve proprio a prevenire queste situazioni. Grazie alle sue analisi, infatti, le aziende sono in grado di fare le corrette valutazioni ESG, adottando di conseguenza gli strumenti per mitigare questo particolare tipo di rischio. E in un’epoca in cui i disastri ambientali sono all’ordine del giorno, non è possibile per le aziende rimanere salde nelle loro posizioni senza un risk manager. Basti pensare che per le compagnie assicurative uno dei principali fattori di rischio è diventato il cambiamento climatico.
Riassumendo, queste sono le mansioni del risk manager finanziario che ti aiutano a capire la centralità di questa figura:

  • identificazione dei rischi e loro valutazione
  • sviluppo di strategie per la mitigazione e il controllo dei rischi
  • monitoraggio dei rischi
  • valutazione degli strumenti finanziari e assicurativi per un corretto trasferimento del rischio
  • gestione di eventuali crisi

Come diventare risk manager finanziario

È arrivato il momento di rispondere alla domanda iniziale: come diventare risk manager finanziario?
È necessaria una laurea in economia e la relativa specializzazione. L’Università Niccolò Cusano ti viene in aiuto con un master in risk assesment. Si tratta di un corso post-laurea di I livello, con 1500 ore di didattica e 60 CFU. La didattica è erogata per via telematica, grazie a una moderna piattaforma e-learning. Avrai così la possibilità di gestire in autonomia il tuo percorso. Non esiste cioè un obbligo di frequenza in sede e potrai organizzare lo studio sulla base anche dei tuoi impegni extra, conciliando con facilità studio e lavoro.

In aggiunta, puoi acquisire le certificazioni internazionali per il rischio: FRM o PRM. FRM sta per Financial Risk Manager, mentre PRM sta per Professional Risk Manager. In questo modo avrai il curriculum giusto per ricoprire il ruolo di risk manager finanziario a cui sono richieste non solo competenze economiche, ma anche la capacità di elaborare grandi quantità di dati e la conoscenza dei regolamenti internazionali.

Tra l’altro, più competenze acquisisci e più la tua carriera diventa importante. Puoi partire da risk manager per poi diventare Chief Risk Officer (CRO), Director of Risk Management o Head of Risk, con retribuzioni sempre più soddisfacenti. Ti basti pensare che un risk manager finanziario ha uno stipendio medio lordo pari a circa 50 mila euro all’anno.

Credits Immagine: Rawpixel/DepositPhotos

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