Quante volte si può ripetere un esame universitario? Consigli utili

quante volte si può ripetere un esame universitario

Prima o poi ogni studente si pone la domanda: quante volte si può ripetere un esame universitario? Sarebbe bello superare tutti gli esami al primo tentativo. In realtà, qualche piccolo intoppo è normalissimo. Ci sono materie più complesse di altre e ci sono periodi più difficili di altri. La causa di una bocciatura poi non è imputabile solo alla cattiva preparazione perché in molti casi giocano un ruolo negativo ansia, tensione e insicurezza.

Fortunatamente, gli esami si possono ripetere. È possibile cioè recuperare una bocciatura o un cattivo voto (che abbassa la media) presentandosi di nuovo davanti al professore. È bene, però, sapere in anticipo quante volte e in quali sessioni è possibile rifare l’esame.

Ripetere esame universitario: le sessioni

Prima di rispondere alla domanda “quante volte si può ripetere un esame universitario?” è bene approfondire il funzionamento degli appelli.

Lo statuto degli studenti stabilisce che ciascun universitario ha diritto a 7 appelli nel corso di un anno accademico. Detto in altri termini, ogni studente può scegliere tra 7 date diverse per dare un esame. La possibilità di avere tante date per sostenere una determinata prova è fondamentale in caso di bocciatura. In questo modo si riesce a recuperare entro lo stesso anno accademico senza rischiare di andare fuori corso.

Le sessioni sono tre:

  • invernale – febbraio e marzo
  • estiva – maggio, giugno e luglio
  • autunnale – settembre e ottobre

In ognuna di queste tre sessioni i docenti fissano due/tre date per l’esame. Nella stessa sessione tra una data e l’altra dovrebbero intercorrere almeno 15 giorni. Due settimane si possono considerare un tempo sufficiente per studiare e ripassare la materia (se il programma non è troppo complesso e la preparazione non è così cattiva), colmando eventuali lacune evidenziate dal professore con le sue domande.

9 esami in un anno: possibili anche con eventuali bocciature?

Se il piano di studi prevede 9 esami in un anno, non bisogna farsi prendere dal panico e temere che il traguardo sia impossibile da raggiungere. Basta iniziare con il piede giusto, stabilendo cioè una pianificazione annuale in cui vanno messe in conto eventuali bocciature.

È sempre meglio essere preparati psicologicamente a ripetere un esame, perché la bocciatura non va trasformata in un evento drammatico, altrimenti rischia di diventare un blocco insormontabile. Per tenere sotto controllo le reazioni emotive negative, che rendono difficile la vita universitaria, è necessario informarsi bene sulle modalità previste per  rifare un esame. Quante volte si può ripetere un esame universitario? La risposta è fino a quando non lo superi. Ovviamente, ci sono delle tempistiche da rispettare.

In linea di massima, nella stessa sessione si hanno almeno due possibilità. Un esempio pratico chiarisce ancora meglio il funzionamento. Mario è iscritto al primo anno di giurisprudenza e deve dare l’esame di diritto privato. Ha scelto la sessione estiva e il suo professore ha fissato gli appelli il 20 giugno, il 5 luglio e il 23 luglio.

Purtroppo Mario non supera l’esame. Può ripeterlo sia il 5 luglio che il 23 luglio. Questa è la regola generale. Ogni ateneo, però, usufruisce di una certa autonomia e può stabilire le proprie regole. Ci sono università, infatti, in cui è previsto il cosiddetto salto d’appello. Per capire il funzionamento del proprio ateneo basta dare un’occhiata al regolamento, presente di solito sul portale online

In cosa consiste il salto d’appello 

Per salto d’appello si intende quella pratica secondo cui non è possibile ripetere l’esame in due date consecutive. Se nell’università di Mario vige il salto d’appello e lui viene bocciato nella data del 20 giugno, non può ripetere diritto privato il 5 luglio. Deve cioè saltare il secondo appello e presentarsi al terzo, vale a dire il 23 luglio.

In prima analisi il salto d’appello potrebbe essere considerato penalizzante, perché fa perdere indubbiamente del tempo. In realtà, quanti studenti sono pronti a ripetere un esame universitario dopo soli 15 giorni? Prima di ripresentarsi davanti al docente è bene valutare con calma il tempo necessario a migliorare la propria preparazione. In molti casi 15 giorni non bastano, soprattutto quando i programmi sono particolarmente vasti. Il salto d’appello, dunque, diventa una sorta di stop obbligato che induce a pianificare meglio gli esami. Non solo, funge anche da freno per gli studenti troppo impulsivi, consentendo loro di arrivare più preparati davanti alla commissione.

Si può rifiutare un voto all’esame?

Spesso la domanda “quante volte si può ripetere un esame universitario” porta con sé un altro quesito: è possibile rifiutare un voto?

Nella stragrande maggioranza delle università, gli studenti hanno l’opportunità di rifiutare un voto troppo basso e ripresentarsi all’appello successivo. Ci sono atenei, però, in cui viene fissato un limite. È consentito cioè rifiutare il voto un’unica volta. Se Mario sostiene diritto privato e prende 20, può rifiutare tranquillamente e provare a ottenere un voto più alto al secondo tentativo. Cosa succede però se Mario ripete l’esame e prende 22? Ci sono atenei in cui deve accettare il voto.

In linea generale, però, le università concedono ampia autonomia decisionale ai docenti. Questo significa che in molti casi è il professore stesso a stabilire se concedere o meno l’opportunità di rifiutare il voto. Non sono rari i casi in cui i docenti si accertano della media e chiedono allo studente di riflettere sull’opportunità di accettare il voto (e procedere così alla verbalizzazione) o di ripresentarsi con una maggiore preparazione.

Si può rifiutare un voto d’esame già verbalizzato?

Cosa succede nel caso in cui l’esame sia stato già verbalizzato? Può capitare che uno studente accetti il voto e poi tornato a casa ci ripensi, finendo così con il cambiare idea. In queste situazioni è difficile rifiutare il voto e ripetere l’esame universitario. Come ha chiarito il CUN (Consiglio Universitario Nazionale) nel parere espresso nel 2015:

L’esame è un atto pubblico, avente valore legale verbalizzato dalla Commissione, esso non può essere ripetuto se non a seguito del suo annullamento secondo le modalità e nei casi previsti dalla norma.

Se l’esame è verbalizzato, dunque, bisogna richiedere l’annullamento. Per questo tipo di procedure è bene informarsi presso le segreterie amministrative degli atenei e verificare se e quando è possibile avviare una pratica di annullamento.

Come prepararsi per ripetere un esame universitario

Uno studente universitario ha in media 7/8 esami da superare in ciascun anno accademico. Tenere il passo non è facile. Potrebbe accadere che tra ritardi e bocciature ci si ritrovi, per esempio, con 11 esami in un anno. Come fare in questi casi? Bisogna pianificare e avere una strategia per gli esami da ripetere. Cosa è andato storto? Quali domande sono risultate troppo difficili? Cosa è stato tralasciato del programma?

Prima di riprendere la preparazione di un esame per la seconda volta è necessario fare un controllo e individuare tutte le lacune. Dopodiché, è bene capire su quali temi il professore ha fatto più domande. Ci sono sempre degli argomenti da privilegiare. Di solito si tratta delle basi, vale a dire di quegli aspetti giudicati fondamentali per padroneggiare la materia.

Dopo questa verifica si procede alla fase di studio e ripasso. È bene concedere la maggior parte del tempo agli argomenti poco approfonditi la prima volta e alle tematiche oggetto delle domande più frequenti.

Per evitare nuovamente un esito negativo è necessario anche tenere sotto controllo l’ansia e, soprattutto, non presentarsi temendo di incappare a prescindere in una valutazione negativa a causa del primo tentativo fallito. I professori, infatti, non nutrono preconcetti nei confronti degli studenti che sostengono lo stesso esame più volte.

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