Quanto conta il voto della triennale per la magistrale?

voto di laurea

Tutti gli studenti universitari, prima o poi, si pongono una domanda: quanto conta il voto di laurea triennale per la magistrale? O ancora: è più importante il voto di laurea oppure laurearsi nei tempi giusti? E di conseguenza: è meglio accettare un voto più modesto ad un esame per procedere più rapidamente negli studi, oppure puntare ad ottenere solo voti alti?

In questa guida proviamo a rispondere a queste domande, cercando di dissipare i dubbi relativi al voto di laurea triennale e corso di laurea magistrale. La prima cosa da dire è che non esiste una risposta univoca alla domanda se sia più importante il voto di laurea oppure laurearsi in tempo: vediamo i diversi aspetti della questione.

Importanza voto laurea triennale

I corsi di laurea triennale solitamente prevedono un numero corposo di esami (che ovviamente cambiano in base all’Ateneo e al corso di laurea) da sostenere in un lasso di tempo relativamente breve. La maggior parte dei corsi di laurea triennale, inoltre, costituisce la base per una futura ed eventuale magistrale: questo vuol dire che solitamente gli esami del corso sono più rigidi rispetto a quelli di una specialistica.

Fatte queste considerazioni possiamo dire che, per quanto riguarda la triennale è più importante laurearsi in tempo che il voto di laurea. Questo perché, dal momento che ci sono esami lunghi e dettagliati da sostenere, rifiutando un voto modesto per puntare ad uno più alto si rischia di restare bloccati per troppo tempo sullo studio di una sola materia e quindi finire fuori corso.

Ovviamente questo non vuol dire accettare qualsiasi voto e rinunciare a puntare ad ottenere voti alti agli esami. Tuttavia, è bene essere consapevoli dell’importanza di concludere il corso di laurea triennale nei tempi previsti, piuttosto che rimanere bloccati su esami lunghi e complessi pure di prendere un 30. Questo anche considerando il fatto che potremmo puntare molto più in alto alla specialistica: il voto della magistrale infatti sarà quello finale, che farà davvero la differenza.

Quando il voto di laurea conta

Ovviamente c’è un’eccezione importante a quanto detto finora: se hai intenzione di iscriverti ad una laurea magistrale, il cui accesso è legato al voto di laurea triennale, oppure se hai intenzione di partecipare a concorsi pubblici che richiedono un punteggio minimo, allora dovrai necessariamente concentrarti sul voto finale, perché sarà espressamente richiesto nel tuo curriculum.

In caso contrario, il voto di laurea triennale, una volta cominciata la specialistica sarà solo un ricordo.

Il voto di laurea magistrale

Anche per quanto riguarda il corso di laurea magistrale, che sia una specialistica oppure un corso quinquennale, ci sono diverse considerazioni da fare. La prima cosa da sottolineare è che il voto di laurea magistrale ha senza dubbio una valenza maggiore rispetto a quello delle triennale, perché deve essere considerato come il voto complessivo e finale dell’intero percorso di studi.

Al di là di questo, però, bisogna sottolineare che non è necessario uscire dall’università con un voto alto: sicuramente una votazione alta è una grande soddisfazione personale, ma le opportunità di lavoro non sono tutte vincolate al voro di laurea. Durante un colloquio di lavoro infatti entrano in gioco diversi fattori e le competenze acquisite saranno sicuramente più importanti della votazione.

Anche in questo caso, tuttavia, se hai intenzione di iscriverti ad un master che richiede uno specifico punteggio, o se hai intenzione di partecipare ad un concorso pubblico, il voto della magistrale sarà fondamentale.

Laurearsi in tempo: l’università non è una maratona

L’università è un’occasione unica e preziosa di apprendimento: non bisogna pensare alla laurea come ad un traguardo da raggiungere in una maratona, perché si rischia di perdere momenti di formazione fondamentali per trovare opportunità di lavoro soddisfacente. Non bisogna quindi focalizzarsi solo sul risultato finale, senza dedicare allo studio il tempo necessario, perché in campo lavorativo questo potrebbe tradursi in un voto alto sulla carta, ma su conoscenze mediocri.

Inoltre, incidenti di percorso durante il corso di studi sono del tutto normali, quindi non bisogna disperare in caso di rallentamenti o un voto non soddisfacente. Nella maggior parte dei casi non è un singolo episodio a inficiare una carriera universitaria.

Molto poi dipende dal settore in cui si intende lavorare: in alcuni ambiti un voto di laurea alto conta di più della giovane età, quindi sarò meglio sostenere nuovamente gli esami andati mani, laddove possibile. Allo stesso modo, se sei uno studente lavoratore, potrebbe essere giusti impiegare più tempo ma studiare bene e con il proprio ritmo: molto spesso un lavoro durante l’università da inserire nel curriculum è un ottimo biglietto da visita ad un colloquio di lavoro.

Le lauree in cui per trovare lavoro conta di più l’età

Ci sono lauree o percorsi formativi in cui l’età in cui si entra nel mercato del lavoro è più importante di un voto di laurea alto.

Questo vale per:

  • le discipline STEM (Science Technology Engineering Mathematics); in questo settore spesso si premia coloro che sanno mettere in pratica le conoscenze acquisite durante l’Università, a prescindere dal voto. Questo ovviamente non vuol dire che che bisogna studiare male: le aziende hi-tech e le multinazionali, soprattutto nel comparto ICT e IT, nei loro annunci di lavoro inseriscono spesso tra i requisiti il conseguimento di una laurea unita alla capacità di lavorare in team internazionali, richiedendo quindi un’ottima conoscenza delle lingue. Tuttavia, spesso il voto passa in secondo piano di fronte alle capacità di dimostrare le proprie conoscenze tecniche. Questo accade soprattutto nei lavori in ambito ingegneristico, di sviluppo informatico nel settore dell’information technology, banking, fintech, insuretech, ingegneria meccanica, ingegneria elettronica, ingegneria elettrica.
  • Medicina, Veterinaria e Infermieristica: si tratta di facoltà caratterizzate da molti esami e molto vari. Medina in particolare porta gli studenti a specializzarsi in ambiti determinati e quindi a concentrarsi su alcune discipline e a trascurarne altre. In questi casi, il voto di laurea conta meno, perché eccellere in tutti i corsi seguiti durante l’università è impossibile, mentre le opportunità lavorative sono spesso dettate dalla capacità di adattarsi e dalla personalità dimostrata sul campo.

Le lauree in cui per trovare lavoro conta più il voto

Ci sono poi dei settori in cui, al contrario, è importante conseguire un ottimo voto di laurea e ottenere più titoli e certificazioni. Si tratta spesso di settori in cui il numero di laureati presenti supera la domanda di lavoro da parte delle aziende. In particolare parliamo delle:

  • Lauree umanistiche e discipline scientifico-umanistiche: in questi ambiti, un Erasmus, un corso di lingua o un tirocinio presso una realtà lavorativa riconosciuta possono pesare parecchio sul proprio curriculum. Ovviamente è preferibile condensare queste esperienze entro i 28-30 anni d’età, anche se non è detto che specializzarsi con una scuola di formazione post laurea o dottorato sia comunque sbagliato.
  • Giurisprudenza, economia, scienze sociali, terzo settore: si tratta di un settore molto particolare. L’importanza del voto di laurea è condizionata a seconda che si voglia sostenere un concorso pubblico o meno. Nel secondo caso il voto è importante, ma lo è ancora di più essere veloci nel candidarsi per posizioni che possono essere le più diverse, dai servizi di consulenza alle risorse umano. Lo stesso discorso vale si vuole intraprendere la libera professione, come quella del commercialista o avvocato. Se invece vogliamo sostenere concorsi per entrare nella pubblica amministrazione, lavorare in contesti esteri, come gli organi dell’Unione europea, il voto di laurea diventa uno sbarramento. 

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