Scienziato della natura: cosa fa, quanto guadagna e come diventarlo

Scienze naturali sbocchi

Lo scienziato della natura è una professione molto ambita e oggi è davvero attuale fare una ricerca on line su argomenti come “scienze naturali sbocchi?” oppure “quanto guadagna uno scienziato?”.

La nuova attenzione per l’ambiente, infatti, ha aperto la strada agli appassionati di natura che vogliono cimentarsi in professioni come l’ecologo, lo zoologo, il paleontologo o il tecnico del controllo ambientale. Qui di seguito, trovi la nostra guida completa sul percorso universitario da prediligere e sulle opportunità professionali dopo la laurea.

Laurea per diventare scienziato: quali sono?

Se ambiente e natura sono la tua passione, devi intraprendere il giusto percorso di studi universitari per diventare uno scienziato della natura. Ma cosa significa esattamente questa definizione? I professionisti che si occupano di natura e ambiente sono diversi. Lo scienziato della natura può cioè essere:

  • naturalista
  • ecologo
  • zoologo
  • paleontologo
  • botanico
  • geologo
  • idrologo
  • geofisico
  • meteorologo

Per prepararsi a queste professioni bisogna iscriversi a un corso in scienze naturali appartenente alla classe di laurea L-32.

Scienze naturali: cosa si studia?

La laurea triennale in scienze naturali e tecnologie per l’ambiente e la natura è un percorso completo che ti consente di acquisire le competenze di base in materie come:

  • chimica e biochimica
  • botanica generale e sistematica
  • geologia ambientale, geomorfologia e petrografia
  • ecologia e geobotanica
  • fisiologia animale
  • genetica
  • matematica ed elementi di statistica
  • fisica
  • mineralogia e paleontologia
  • geografia fisica
  • zoologia generale, zoologia sistemica ed entomologia

Oltre alle lezioni teoriche, scienze naturali prevede diversi laboratori pratici e una serie di attività sul campo.

Se vuoi avere la possibilità di lavorare come scienziato naturale, però, è necessario completare gli studi e iscriverti alla magistrale.

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Magistrale in scienze naturali

La classe della lauree magistrali in scienze della natura LM-60 include diversi corsi. Gli atenei italiani propongono cioè tanti indirizzi specialistici in analisi e gestione degli ambienti naturali, biodiversità e conservazione della natura, biologia ambientale, evoluzione del comportamento animale e dell’uomo, studio dell’evoluzione e valorizzazione della natura, paleobiologia e storia della vita, scienze del mare, scienze ecologiche, scienze e tecnologie naturalistiche e ambientali.

Prima dell’iscrizione alla magistrale bisogna avere le idee molto chiare sulla professione da intraprendere. Non bisogna solo porsi la domanda generica “scienze naturali sbocchi?”, ma fare anche una ricerca più specifica in base alle proprie aspirazioni lavorative. Per questo motivo ti proponiamo un piccolo approfondimento sulle singole professioni a cui puoi ambire grazie al percorso di studi in scienze naturali.

Scienze della natura e dell’ambiente sbocchi lavorativi: naturalista

Una delle professioni post laurea è quella del naturalista, specialista in analisi e gestione dell’ambiente. Di cosa si occupa? L’attività principale è il monitoraggio di flora, fauna e vegetazione. Non solo, si occupa di valutazione di impatto ambientale (VIA), valutazione ambientale strategica (VAS), pianificazione territoriale e gestione del territorio.

Il lavoro consiste nell’esecuzione di ricerche su campo con campionamento e censimento di fauna e flora. Dopodiché il naturalista esegue gli opportuni studi in laboratorio sui campioni raccolti, valuta e interpreta i dati ed elabora una relazione tecnica ambientale.

Questa figura può lavorare sia come libero professionista che come dipendente per aziende private ed enti pubblici come regioni, province, comuni, ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e IPLA (Istituto per le piante da legno e l’ambiente).

Scienze naturali si trova lavoro? Sì, come zoologo

Lo zoologo si occupa dello studio degli animali e del censimento delle specie in aree specifiche, come i parchi nazionali. Di solito, lo zoologo è specializzato in un ambito particolare come l’ornitologia, l’entomologia, l’ittiologia, l’erpetologia e la teriologia (studio dei mammiferi).

Gli zoologi lavorano soprattutto nel campo della ricerca scientifica e dell’insegnamento all’interno di istituti di ricerca, università ed enti per la conservazione delle risorse naturali. Non solo, possono trovare impiego anche nei musei e nei laboratori delle aziende private del settore alimentare, cosmetico e farmaceutico.

Geologo: cosa fa lo scienziato della terra?

La figura del geologo è sicuramente tra le più interessanti per i laureati in scienze naturali. La risposta alla domanda “scienze naturali sbocchi?” potrebbe essere cioè senza dubbio il settore della geologia.

Il geologo, infatti, ha la possibilità di lavorare in proprio oppure come dipendente di enti pubblici. In questo secondo caso, per esempio, si occupa di pianificazione territoriale e di controllo dell’applicazione della normativa ambientale. In altre parole, esegue sondaggi geognostici per individuare la presenza di acque sotterrane e consentire la costruzione di pozzi, effettua mappature geologiche per trovare minerali, gas e petrolio, realizza studi per rilevare le zone a rischio di alluvioni e frane. Non solo, partecipa alla progettazione ed esecuzione di lavori come dighe, ponti, opere idrauliche ed edifici, seguendo gli aspetti legati alle sue aree di competenza. 

Il geologo, tra l’altro, può specializzarsi in ambiti specifici e diventare:

  • geochimico – qualificato nello studio della composizione chimica della Terra per studi geologici, archeologici, ambientali e per la ricerca di risorse energetiche
  • geofisico – si occupa di fenomeni fisici per prospezioni minerarie, opere di ingegneria civile e difesa dell’ambiente
  • geomorfologo – specializzato nello studio del suolo. Lavora nel settore della conservazione e dello sfruttamento delle risorse naturali
  • idrogeologo – è esperto in acque sotterranee (falde acquifere) e studia il sottosuolo per la costruzione dei sistemi idrici
  • idrologo – specializzato in idrologia, vale a dire nello studio delle acque dal punto di vista chimico e fisico. Analizza soprattutto le acque di provenienza meteorica 
  • vulcanologo – esperto in vulcani e fenomeni vulcanici. Si occupa anche della sorveglianza dei vulcani attivi e dell’elaborazione delle previsioni sulle possibili eruzioni 

Le figure appena elencate lavorano come ricercatori universitari, ricercatori CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dipendenti di aziende private (imprese di geo ingegneria, aziende del settore estrattivo ecc.) e come dipendenti di enti pubblici (regioni, province, comuni, ARPA ecc.).

Per intraprendere la carriera di geologo, bisogna specializzarsi scegliendo come percorso magistrale scienze geologiche applicate, classe di laurea LM-74. Se si hanno le idee chiare già dalle scuole superiori, è meglio optare anche per una triennale più mirata come scienze geologiche, classe di laurea L-34.

Scienze naturali sbocchi: il paleontologo

Il paleontologo è una delle professioni più interessanti in ambito naturale. Si occupa, infatti, dello studio delle specie (animali e piante) vissute sulla Terra in epoche lontane. Il lavoro prevede  la conduzione di scavi, lo studio dei campioni raccolti (fossili) e l’archiviazione dei materiali. La paleontologia dà cioè un importante contributo alle scienze naturali, dalla botanica alla zoologia, di cui rappresenta la parte storica.

Il paleontologo lavora soprattutto negli istituti di ricerca, pubblici e privati, nelle università e nei musei.  Ma quanto guadagna un paleontologo? Lo stipendio di questo scienziato varia molto a seconda che la professione venga svolta su campo o all’interno di una università o di un centro di ricerca.

In linea di massima, uno scienziato della natura in Italia percepisce una retribuzione mensile pari a 2 mila euro. La cifra è ovviamente una stima media e riguarda il paleontologo come il geologo o il naturalista.

L’ecologo o il dottore degli ecosistemi

L’ultima figura della guida è quella dell’ecologo. Ma cosa fa lo scienziato specializzato in ecosistemi? Le sue mansioni includono:

  • valutazioni dell’impatto sull’ambiente di specifiche attività dell’uomo
  • fornitura di consulenze in tema di ecosistemi
  • controllo delle aree protette
  • presentazione di progetti di ricerca scientifica
  • valutazioni riguardanti la gestione e lo smaltimento dei rifiuti
  • predisposizioni di relazioni tecniche sulla bonifica dei terreni e sul ripristino di ex aree estrattive come le cave

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