Università | 29 Novembre 2023
Teoria cognitivista di Piaget: i pilastri

Teoria cognitivista di Piaget: i pilastri

La teoria cognitivista di Piaget analizza i processi mentali degli esseri umani, dall’infanzia fino all’età adulta. Jean Piaget è considerato il padre della psicologia dello sviluppo, vale a dire di quella branca della psicologia secondo cui l’uomo non nasce con tutte le abilità mentali già formate. Secondo il cognitivismo, infatti, gli esseri umani acquisiscono le capacità intellettive piano piano nel corso della propria vita.  

Per saperne di più sulla teoria cognitivista di Piaget prosegui la lettura dell’approfondimento qui sotto.  

Jean Piaget e le teorie cognitiviste

Dopo una laurea in scienze naturali e un dottorato in zoologia, Jean Piaget trova la sua vocazione e inizia a studiare psicologia e psichiatria prima a Zurigo e poi a Parigi. Già durante gli studi si appassiona molto al tema dello sviluppo del pensiero infantile. Comincia anche a osservare il comportamento dei bambini e, grazie ai suoi figli, riesce a tenere dei diari giornalieri, in cui annota con attenzione i loro pensieri e il loro comportamento.  

Inizia così a gettare le basi di quella che sarà conosciuta come la teoria cognitivista di Piaget. Il presupposto di partenza è il seguente: il pensiero dei bambini non è né incoerente né “infantile”, ma risponde semplicemente a dei principi diversi rispetto al pensiero adulto. I bambini, per esempio, attribuiscono caratteristiche umane agli oggetti inanimati (animismo) oppure spiegano gli eventi naturali in relazione a sé stessi (egocentrismo). Per un bambino il sole tramonta per far sì che tutto diventi buio e lui possa addormentarsi (egocentrismo).  

Teoria cognitivista Piaget: in cosa consiste?

Piaget associa i vari stadi di sviluppo del pensiero alle fasi dell’evoluzione umana:  

  • pensiero del bambino – pensiero dell’uomo primitivo  
  • pensiero del ragazzo – pensiero dell’uomo moderno 
  • pensiero dell’uomo – pensiero dell’uomo contemporaneo  

Secondo Piaget, il bambino ragiona per schemi mentali o meglio mette in atto delle strategie che gli servono per conoscere il mondo e imparare ad agire. Esistono due tipi di schemi: quelli d’azione che consistono nelle attività fisiche e motorie, come afferrare un oggetto, e quelli mentali che corrispondono ad attività cognitive più complesse, come classificare gli oggetti a seconda di parametri quali dimensione, forma e colore. Volendo proporre un Piaget semplificato e comprensibile a tutti, gli schemi mentali si possono definire anche come le unità elementari della conoscenza, che sono soggette a un’evoluzione nel corso del tempo.

Durante la crescita i bambini sviluppano diverse forme di intelligenza. La prima opera per assimilazione. Cosa significa? I bambini imparano a conoscere il mondo mediante schemi e processi che sono già in loro possesso. L’assimilazione consente cioè di immagazzinare informazioni con operazioni come il gioco. La seconda forma di intelligenza opera per accomodamento. I bambini imparano a modificare quegli schemi in loro possesso per effetto delle nuove informazioni che ricavano da nuove esperienze.  

Piaget semplificato: la teoria stadiale

Secondo la teoria cognitivista di Piaget, il bambino attraversa quattro stadi fondamentali di crescita delle capacità intellettive:  

  • Fase senso motoria da 0 a 2 anni – durante questo periodo si sviluppano i sensi e il movimento indispensabili per conoscere la realtà esterna. Cominciano a manifestarsi anche i riflessi e iniziano a crescere per gradi le capacità di linguaggio. In questa fase è molto importante anche l’affettività, perché fino ai 2 anni di vita il bambino dipende totalmente dalla madre  
  • Fase preoperatoria dai 2 anni fino ai 6/7 anni – durante questo periodo i bambini non sono in grado di formulare dei veri e propri ragionamenti. Cominciano, però, a sviluppare alcune caratteristiche come l’egocentrismo, che sono fondamentali per aiutare le forme di ragionamento più astratto. Ragionano cioè per analogia. Se un bambino nella fase preoperatoria subisce un atteggiamento aggressivo da parte di un gatto, crederà che tutti i gatti sono aggressivi 
  • Fase delle operazioni concrete dai 7 anni agli 11 anni – durante questo stadio i bambini acquisiscono le nozioni di spazio, tempo, identità, quantità, numero e sostanza
  • Fase delle operazioni astratte o formali dagli 11 anni ai 15 anniin questo quarto stadio i ragazzi sviluppano il pensiero ipotetico-deduttivo. L’adolescente è cioè in grado di comprendere concetti come la possibilità, la probabilità, l’infinito e il caso ed è in grado di elaborare schemi e teorie e di ragionare per ipotesi.  Non solo, i ragazzi acquisiscono ideali e valori che saranno alla base della loro personalità, che si struttura intorno ai 12 anni e viene influenzata per forza di cose dalla cultura, dalle regole e dal senso di moralità. Quando tutte le fasi del pensiero sono state raggiunte, si ottiene come frutto finale proprio la personalità.  I ragazzi cominciano cioè ad avere un progetto evolutivo riguardante sé stessi e per questo motivo sognano, fantasticano e maturano progetti per il loro futuro. Iniziano anche a fare i conti con la realtà e con la società, in cui non si riconoscono. La società con le sue regole, infatti, impedisce loro di essere sé stessi  

In campo pedagogico la teoria degli stadi di Piaget è molto importante. Grazie alle quattro fasi è possibile strutturare un percorso educativo più corretto, in quanto si ha piena consapevolezza di cosa è in grado di apprendere un bambino in un determinato momento della sua crescita.  

La funzione del gioco nello sviluppo cognitivo di Piaget

Nelle teorie di Piaget il gioco ha un ruolo importantissimo, in quanto stimola lo sviluppo di una serie di abilità fondamentali, da quelle sociali a quelle intellettive, da quelle motorie a quelle morali. A ogni stadio dello sviluppo per Jean Piaget corrisponde una tipologia di gioco: 

  • gioco di esercizio – Fase senso motoria da 0 a 2 anni 
  • gioco simbolico ovvero la rappresentazione della realtà attraverso dei giochi di finzione – Fase preoperatoria dai 2 anni fino ai 6/7 anni 
  • gioco di regole con il bambino che elabora temini e condizioni per poter giocare – Fase delle operazioni concrete dai 7 anni agli 11 anni 
  • gioco di costruzione in cui il bambino supera la fantasia per dare vita ad azioni più concrete. Si tratta di uno stadio a metà tra il gioco e il compito – Fase delle operazioni astratte o formali dagli 11 anni ai 15 anni 

 Esiste poi secondo le teorie di Piaget un’ulteriore classificazione del gioco, che tiene conto soprattutto dell’aspetto sociale:  

  • gioco solitario dai 2 ai 3 anni 
  • gioco parallelo a partire dai 4-5 anni – il bambino gioca da solo ma condivide lo spazio e i giocattoli anche con altri 
  • gioco associativo a partire dai 4-5 anni – il bambino svolge attività simili o uguali a quelle messe in atto da altri bambini e si scambia i giochi 
  • gioco cooperativo o di squadra dagli 11 ai 16 anni – attività strutturate e di gruppo in cui ognuno ha un proprio ruolo ben definito  

Corsi di laurea e master in area pedagogica e psicologica

Per approfondire le teorie cognitiviste di Piaget e il cognitivismo in generale bisogna seguire un corso di laurea dell’area pedagogico-psicologica. La laurea magistrale in Psicologia classe LM-51, per esempio, prevede un piano di studi che include materie come psicobiologia dei processi cognitivi ed emozionali, psicologia dei processi cognitivi ed emozionali e neuroscienze cognitive dello sviluppo.  

Ci sono anche diversi master post-universitari che consentono di specializzarsi in questo particolare settore. Qualche suggerimento? Il master di I livello destinato ai laureati triennali in Psicodiagnostica evolutiva: analisi e lettura grafologica del disegno, del gesto e dell’intenzionalità. Il piano di studio del master include prevede materie come comunicazione non verbale e linguaggio, distorsioni cognitive che generano ansia, psicologia dell’immagine e virtualità nell’età evolutiva ecc. Si tratta solo di un esempio, perché i percorsi di studio incentrati sullo sviluppo cognitivo dei bambini sono molto numerosi e davvero interessanti.  

Credits immagine: Cunaplus/DepositPhoto.com

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