Cos’è il BIM e come cambia il mondo dell’architettura

cos'è il BIM

Se sei un architetto o un ingegnere; se sei appassionato di ingegneria o di architettura e desideri intraprendere una carriera in questo mondo, allora dovresti sapere cos’è il BIM, a cosa serve e quali sono le sue potenzialità.

Dal settore edile, dove viene impiegato per la progettazione e la fase di costruzione (architettura, ingegneria, impianti tecnici ecc.), fino al facility management, il modello viene oggi utilizzato in svariati ambiti professionali.

In questa guida l’Università telematica Niccolò Cusano ti spiegherà:

  • Cos’è il metodo BIM, come nasce e come si applica?
  • In che modo la metodologia BIM ha semplificato il lavoro a ingegneri e tecnici?
  • Come apprendere il metodo per lavorare bene e accedere a nuove e interessanti opportunità professionali.

Tutto sul Building Information Modeling

Iniziamo subito con il significato dell’acronimo BIM (Building Information Modeling) che in italiano diventa Modellizzazione delle Informazioni di Costruzione.

Il BIM è quindi un metodo utilizzato per l’ottimizzazione delle fasi di pianificazione, realizzazione e gestione di costruzioni; non è quindi un software ma è comunque subordinato all’utilizzo di uno o più software che raccolgono i dati rilevanti di una costruzione, li combinano e li collegano, restituendo una costruzione virtuale sotto forma di modello geometrico tridimensionale.

BIM: definizione

Nel corso del paragrafo precedente ti abbiamo già spiegato cosa vuol dire BIM, il significato della sigla e la traduzione in italiano; passiamo quindi ad analizzare nel dettaglio le funzionalità.

Si tratta di un metodo che usa un modello parametrico contenente tutte le informazioni che riguardano l’intero ciclo di vita di un’opera, dal progetto alla costruzione, fino alla sua demolizione e alla dismissione.

Attraverso il BIM puoi creare un vero e proprio modello informativo condiviso, che contiene informazioni su geometria, materiali, struttura portante, caratteristiche termiche e prestazioni energetiche, impianti, costi, sicurezza, manutenzione, ciclo di vita, demolizione, dismissione.

Il BIM consente di costruire fin da subito un modello di edificio, prima della sua effettiva edificazione, mettendo in campo diversi attori.
Il tutto viene effettuato all’interno di un software che permette, appunto, la partecipazione di soggetti differenti, che cooperano al fine di ottenere la miglior progettazione.

All’interno della tecnologia MIB sono presenti tutti i dati relativi all’intero ciclo di vita di un edificio (ad es. dati meccanici, dati finanziari, dati legali, dati relativi ai materiali) sulla base dei quali viene rappresentata digitalmente l’opera: disegni in 2D, testi, elementi di tempo (4D) e di costo (5D).

Come è nato BIM?

Fino a qualche anno fa, i progetti venivano costruiti per raccogliere informazioni su un particolare piano di costruzione. Questo approccio 2D rendeva però assai complessa la visualizzazione di dimensioni e requisiti tecnici.

Successivamente è arrivato CAD (Computer Aided Design), che ha aiutato i disegnatori a vedere i vantaggi dei piani in un ambiente virtuale. L’evoluzione di CAD è diventato il 3D, che ha reso i progetti ancora più realistici.

Il BIM rappresenta, ad oggi, lo standard per chi si occupa di progettazione e costruzione, perché va oltre il semplice sistema 3D.

Questo perché tutti gli elementi che lo costituiscono sono “intelligenti” e condivisi: se un elemento viene modificato, il software BIM aggiorna il modello per mostrare la modifica effettuata.
Ciò permette al modello di rimanere coerente e coordinato durante l’intero processo in modo che ingegneri strutturali, architetti, ingegneri e progettisti possano condividere informazioni e lavorare in un contesto davvero collaborativo.

Il Building Information Modeling può essere applicato con diversi livelli di maturità.
Ad oggi vengono considerati 6 livelli di applicazione del BIM, in funzione dell’approfondimento delle informazioni inserite e del grado di collaborazione applicato.

I livelli del BIM

Il BIM consta di diversi livelli, che possono essere raggiunti per vari tipi di progetti. Ogni livello rappresenta un diverso insieme di criteri che mostra un particolare livello di “maturità”. I livelli BIM iniziano dallo 0 e passano a 4D, 5D e persino 6D. Lo scopo di questi livelli è valutare l’efficacia o la quantità di informazioni condivise e gestite durante l’intero processo.

  • Livello 0 – CAD standardizzato: richiede l’organizzazione di un lavoro tradizionale intorno a un sistema di standard
  • Livello 1- BIM Solitario (lonely BIM) o non collaborativo: si usa il metodo di progettazione parametrica e gestione dei dati all’interno del proprio workflow ma non c’è collaborazione tra i professionisti. In altre parole, ci sono degli standard che non non implicano molta collaborazione e ogni stakeholder pubblica e gestisce i propri dati
  • Livello 2 – BIM Collaborativo: in questo caso, c’è collaborazione tra i soggetti implicati nella pianificazione. Le informazioni sulla progettazione di un ambiente sono condivise attraverso un formato file comune. Quando le aziende combinano questo con i propri dati, risparmiano tempo, riducono i costi ed eliminano la necessità di tornare sulla lavorazione
  • Livello 3 – BIM Condiviso: questo modello è ancora più collaborativo. Invece di avere ogni membro del team che lavora sul suo modello 3D, Level 3 permette a tutti di usare un singolo modello di progetto condiviso. Il modello esiste in un ambiente “centrale” e può essere accessibile e modificato da tutti.

A cosa serve il BIM

Il BIM assolve ad una serie di funzioni che riguardano sia la fase di progettazione e sia la fase operativa.
Risulta fondamentale per i progetti del settore edile ai quali collaborano più professionisti.
In fase di progettazione funge da piattaforma multidisciplinare che raccoglie, organizza e in un certo senso coordina l’operatività di tutti i progettisti coinvolti nel progetto di costruzione di un modello.
In altre parole il BIM permette lo sviluppo e la gestione di progetti multidisciplinari, agevolando la partecipazione di tutte le parti coinvolte.
Nell’ambito del facility management è utile per la pianificazione, la gestione e il controllo di tutte le risorse impiegate nell’aspetto manutentivo di un edificio.
Ci teniamo a sottolineare la multidisciplinarità del metodo, ovvero l’aspetto caratterizzante del BIM attraverso il quale si rendono possibili la condivisione e il controllo costante del lavoro da parte dei profili che intervengono nel progetto.

Applicazione del BIM

Parlando di applicazione del BIM, l’Unione Europea ha introdotto alcuni indirizzi, rivolti ai paesi membri, che riguardano l’utilizzo del sistema nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.

Secondo le indicazioni UE, è fortemente consigliata l’applicazione del BIM come mezzo per accrescere l’efficacia e la trasparenze delle procedure di appalto.
È importante sottolineare che nel testo della direttiva non si ha esplicito richiamo all’uso di particolari software, quanto piuttosto alla creazione di metodologie di gestione e verifica dei dati costituenti tutto il processo edilizio.

L’Europa ha fissato un periodo di trenta mesi per il recepimento di tali direttive da parte degli Stati membri.
Nella fattispecie, il DM 560/2017 ha stabilito modalità e tempi di progressiva introduzione, da parte di: stazioni appaltanti, amministrazioni concedenti e operatori economici per l’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche.

L’obbligo dell’utilizzo di metodi e strumenti elettronici di modellazione decorre:

  • dal 1° gennaio 2019 per le opere di importo da 100 milioni di euro;
  • dal 2020 per i lavori complessi oltre i 50 milioni di euro;
  • dal 2021 per i lavori complessi oltre i 15 milioni di euro;
  • dal 2022 per le opere oltre i 5,2 milioni di euro;
  • dal 2023 per le opere oltre 1 milione di euro;
  • dal 2025 per tutte le nuove opere.
progettare con BIM
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Apprendere il BIM: il Master Unicusano

Date le normative attuali conoscere tutto sul BIM è fondamentale si aper gli ingegneri e sia per gli architetti e i tecnici in generale.

Ad oggi il mondo del BIM e della digitalizzazione del settore AEC è in costante fermento.
La ricerca da parte delle aziende di figure professionali con competenze in grado di allinearsi agli scenari attuali e futuri è il segnale di un forte cambiamento in atto.
Ciò significa che per essere competitive le stesse aziende dovranno acquisire il know-how necessario per sfruttare al meglio le numerose opportunità offerte dal BIM.

Proprio per abbracciare questa sfida, l’Università Niccolò Cusano ha attivato il Master II Livello in BIM e digitalizzazione nell’industria AEC, pensato per acquisire le competenze sulla metodologia BIM che risulta essere di grande interesse per le aziende.

Il corso si rivolge in maniera particolare ai laureati in Ingegneria e Architettura interessati e motivati ad intraprendere un percorso di carriera nel settore; ma si rivolge anche ai  profili di Project Management delle aziende (PMI e Grandi Imprese di costruzioni, Ingegneria, Architettura) e impiegati presso la PPAA.

Durata e argomenti

Il Master ha una durata di 1500 ore e si svolgerà in modalità telematica.
Ciò significa che è possibile seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Nello specifico, sono previsti:

  • lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  • congruo numero di ore destinate all’auto-apprendimento, allo studio individuale e domestico;
  • eventuali verifiche di auto-apprendimento per ogni materia

Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale finalizzato ad accertare il conseguimento degli obiettivi proposti.

Ecco nel dettaglio gli argomenti previsti dal programma:

  • Introduzione al BIM
  • Modellazione BIM: Architecture
  • Condivisione del lavoro
  • Modellazione BIM: Structure
  • Modellazione BIM: MEP
  • Computational Design
  • Model & Code Checking
  • BIM: il quadro normativo
  • Project Management & BIM: Executing, Monitoring e Controlling
  • Laboratorio di Piano di Gestione Informativa
  • Big Data nell’industria AEC
  • BIM nel Facility Management
  • Smart Survey
Al termine del master i corsisti avranno acquisito le competenze e le conoscenze per progettare con il BIM e per utilizzare le nuove tecnologie applicate nell’industria AEC (Architecture, Engineering Construction).
Il costo del master è di 2.800,00 euro, da corrispondere in 5 rate.
Per i laureati Unicusano e per tutti i laureati da meno di 24 mesi è prevista una quota di iscrizione ridotta pari a 2.500,00 euro.

Per ulteriori info e dettagli sul master Unicusano non esitare a contattare il nostro staff attraverso il form online che trovi cliccando qui!

Credits: duiwoy / Depositphotos.com