Diritto dell’Unione Europea: info e cronistoria

diritto dell'Unione Europea

Cosa si intende per diritto dell’Unione Europea? A cosa serve e quali sono gli ambiti in cui interviene?

A questi e ad altri quesiti daremo risposta in questo post per consentire a chi desidera lavorare nell’UE di comprendere esattamente quali sono le possibilità di occupazione, gli sbocchi possibili e le specializzazioni necessarie.

In particolare ci soffermeremo sul delicato settore che afferisce alla gestione delle crisi umanitarie, fornendoti lo strumento formativo idoneo per diventare un operatore specializzato, qualificato e competente.

Diritto UE: cosa comprende

Con il termine Diritto dell’Unione Europea si fa riferimento all’insieme delle norme che disciplinano l’organizzazione e lo sviluppo dell’attuale UE e i rapporti tra questa stessa e gli stati membri.

Le fonti del diritto comunitario sono due:

  • Diritto primario, che comprende i trattati istitutivi e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea.
  • Diritto derivato, o secondario, fondato sui principi e gli obiettivi fissati nei trattati; comprende regolamenti e direttive.

Il diritto dell’Unione Europea può avere un’efficacia vincolante, espressa attraverso regolamenti, direttive e decisioni, oppure non vincolante, espressa attraverso pareri e raccomandazioni.
Il sistema sanzionatorio e coercitivo, attraverso il quale si esercita l’attuazione del diritto, prende il nome di Corte di Giustizia.

Gli elementi di Diritto Comunitario prevalgono sul Diritto Interno; i regolamenti sono quindi direttamente applicabili negli ordinamenti interni in virtù del fatto che gli Stati membri hanno trasferito all’Unione una parte delle proprie competenze.
In altre parole gli Stati dell’UE non possono emanare normative che risultino in qualche modo in contrasto con gli atti dell’Unione.

Un po’ di storia

Terminata la seconda Guerra Mondiale l’attività politica degli Stati era basata prevalentemente sulle costituzioni nazionali, le cui norme avevano natura vincolante sia per lo Stato e per i suoi organi e sia per i cittadini.

Con il declino economico e politico del continente europeo si è reso necessario un rinnovamento e più in particolare un nuovo ordinamento europeo.

Il Dopoguerra è stato in tal senso caratterizzato dalla convivenza di numerose organizazioni quali l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), l’UEO (Unione Europa Occidentale), la NATO (Patto Atlantico), il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea.

Il gruppo di organizzazioni UE (Unione Europea) introduce una novità importante: è composto da Stati che rinunciano a parte della loro sovranità per conferire poteri all’Unione.
Nell’esercitare tali poteri l’UE può emanare atti sovrani la cui efficacia è pari a quella nazionale.

La costruzione dell’Unione Europea è legata alla figura di Robert Schuman, ministro degli Esteri francese che nel 1950 presenta il piano per l’unificazione dell’industria europea del carbone e dell’acciaio in un’unica Comunità.
Il piano diventa realtà nel 1951 con l’istituzione della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), nel corso del Trattato di Parigi.

Qualche anno più tardi gli stessi stati del Trattato, ovvero Belgio, Repubblica Federale di Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, istituiscono la CEE (Comunità Economica Europea) e la CEEA (Comunità Europea per l’Energia Atomica) sulla base dei trattati di Roma del 25 marzo 1957.

Il processo di unificazione politica dell’Europa prosegue nel 1992 con il trattato di Maastricht che definisce un’unione sempre più stretta tra i popoli europei.

Tra i primi sviluppi dell’UE l’entrata in vigore dei trattati di Amsterdam (1999) e di Nizza (2003) finalizzati a garantire il riconoscimento dell’Unione anche in seguito all’ingresso di nuovi stati membri.

L’evidente debolezza relativamente alla volontà di approfondire il grado di integrazione in Europa suscita molteplici critiche, al punto che il 15 dicembre del 2001 viene sottoscritta la Dichiarazione sul futuro dell’Unione Europea.
Tra i punti cardini della Dichiarazione l’impegno dell’UE ad agire in maniera più democratica seguendo criteri di trasparenza ed efficienza.

In tale direzione si muove la proposta di una Costituzione Europea presentata al Consiglio dell’UE nel 2003 e adottata nel 2004 a Bruxelles dai capi di Stato membri.

La Costituzione, incentrata sul superamento delle coesistenti Unione europea e Comunità europea a favore di un’Unione Europea fondata su un unico trattato costituzionale, viene bocciata in fase di ratifica.

Soltanto nel 2007  si riesce finalmente ad approvare un trattato (il trattato di Lisbona) che apporta importanti modifiche ai preesistenti trattati dell’Unione Europea e che di fatto accresce il potere di azione dell’UE.
Con il trattato di Lisbona l’Unione Europea e la Comunità Europea vengono fuse in un’unica Unione Europea il cui diritto rimane caratterizzato dai seguenti tre trattati:

  1. Trattato sull’Unione Europea
  2. Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea
  3. Trattato che istituisce la Comunità Europea dell’energia atomica

Né il primo né il secondo trattato hanno natura costituzionale.

Aree di attività dell’Unione Europea

Il diritto UE afferisce a numerosi settori tra i quali:

  • affari economici e monetari
  • affari istituzionali
  • affari marittimi e pesca
  • agricoltura
  • aiuti umanitari e protezione civile
  • allargamento
  • ambiente e cambiamenti climatici
  • audiovisivo e media
  • bilancio
  • commercio estero
  • concorrenza
  • consumatori
  • cultura
  • diritti umani
  • dogane
  • energia
  • giustizia, libertà e sicurezza
  • imprese
  • istruzione, formazione, gioventù, sport
  • lotta contro la frode
  • mercato interno
  • occupazione e politica sociale
  • politica estera e di sicurezza
  • politica regionale
  • regime fiscale
  • relazioni esterne
  • ricerca e innovazione
  • sanità pubblica
  • sicurezza dei prodotti alimentari
  • società dell’informazione
  • sviluppo
  • trasporti

Master

diritto comunitario

Il Diritto dell’Unione Europea rientra tra le materie del master in ‘Operatore esperto nella gestione delle crisi umanitarie, prevenzione dei conflitti e processi di ricostruzione post-conflitto’ attivato dall’Università Telematica Niccolò Cusano.

Si tratta di un corso post-laurea di primo livello, afferente alla facoltà di Scienze Politiche, il cui obiettivo è fornire conoscenze approfondite in merito alla normativa e alla prassi vigente in materia di gestione delle crisi umanitarie e di ricostruzione post conflitto.

Il piano didattico del corso prevede lo studio e l’approfondimento delle seguenti tematiche:

  • Nozioni generali introduttive: le crisi umanitarie internazionali e gli strumenti di intervento
  • Il divieto dell’uso della forza e il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite
  • Le operazioni di mantenimento della pace, le strategie di prevenzione dei conflitti e i processi di ricostruzione post-conflitto nella prassi delle Nazioni Unite
  • Elementi di diritto internazionale umanitario
  • Elementi di diritto internazionale penale
  • La cooperazione internazionale in materia di difesa e le organizzazioni a carattere regionale
  • Elementi di Diritto dell’Unione Europea: il servizio di protezione civile europeo
  • La disciplina giuridica delle missioni umanitarie nel diritto internazionale e nel diritto interno

Al termine del percorso di alta formazione i discenti avranno acquisito la professionalità necessaria per ricoprire ruoli operativi e di supporto nell’ambito di strutture amministrative e delle forze armate.
La formazione permette inoltre di operare come membro di organizzazioni non governative impegnate negli stessi processi di cui sopra.

Il master Unicusano ha un costo di 1.100,00 euro, importo da corrispondere in due rate di pari importo.

E’ prevista una quota di iscrizione ridotta, pari a 800.00 euro, per gli avvocati iscritti all’Ordine, per i Funzionari Pubblici, per le Forze dell’Ordine, per i laureati Unicusano in Scienze Politiche e Giurisprudenza.

Per agevolare la frequentazione del corso a chi già lavora il master prevede l’erogazione dei contenuti online, attraverso una piattaforma telematica che mette a disposizione dei corsisti tutto il materiale didattico, senza limiti di visualizzazione e vincoli di orario.

Per comprendere la praticità della modalità formativa basti pensare al fatto che le lezioni possono essere seguite comodamente in streaming, da un pc o da qualsiasi dispositivo mobile connesso alla rete internet.

Se la tua ambizione è lavorare presso l’Unione Europea, nell’ambito della gestione delle crisi umanitarie, non devi fare altro che richiedere maggiori informazioni sul master Unicusano attraverso il modulo online che trovi cliccando qui!