Come diventare sessuologo: studi e possibilità

diventare sessuologo

Il sessuologo clinico è quella figura professionale che aiuta per persone ad avere una visione più completa del mondo della sessualità. Si tratta di una figura sempre più richiesta dagli individui e delle coppie: ma come si fa per diventare sessuologo? Quale percorso formativo bisogna seguire per intraprendere questa professione e quali sono le aree di intervento?

Scopriamolo insieme in questa guida dedicata alla figura del sessuologo.

Chi è e cosa fa il sessuologo

La sessuologia è una disciplina molto estesa, che comprende lo studio degli aspetti medici, biologici, etologici, psicologici, culturali, pedagogici e sociali della sessualità. Il sessuologo quindi è lo studioso che si occupa di sessuologia nei diversi ambiti applicativi e della ricerca: le sue competenze possono essere applicate quindi a scopo clinico, terapeutico ed educativi.

Con il termine sessuologo si riferisce molto spesso a una qualsiasi figura che operi nell’area della sessualità umana e della salute sessuale, come l’andrologo, il ginecologo, lo psicologo, lo psicoterapeuta, l’educatore sessuale, il sociologo o l’antropologo del comportamento sessuale. In generale, quindi, il sessuologo è lo specialista a cui ci si rivolge per risolvere i disturbi inerenti la propria sessualità, intervenendo sulle disfunzioni che ostacolano o rendono difficoltosa una espressione piena e completa della propria vita sessuale.

Come diventare sessuologo

Se la figura del sessuologo è ormai nota nell’immaginario comune, a livello professionale e legislativo questa figura non ha ancora trovato una collocazione e una definizione ben precisa.

Il percorso di studi di chi vuole intraprendere la professione del sessuologo inizia prima di tutto da una laurea in Medicina e Chirurgia oppure in Psicologia. Per la prima sono necessari 6 anni di studio, mentre per la seconda il percorso di studi è di 5 anni. Non esiste quindi una facoltà di sessuologia, mentre il corso di laurea in sessuologia è considerato una specializzazione della psicologia o della medicina.

Dopo il conseguimento della laurea in Medicina o in Psicologia è quindi necessario proseguire gli studi con un percorso di specializzazione delle durata di 4 anni organizzato da uno degli enti riconosciuti, come l’Istituto di Sessuologia Clinica (ISC). Durante il corso di studi saranno approfonditi i principali modelli teorici in materia sessuologica e vengono presi in considerazione i dati rilevabili da ogni sistema coinvolto nella sessualità. Inoltre, si studiano anche i fondamenti neurobiologici dell’attività sessuale e come questa possa essere influenzata dal funzionamento della psiche. Un laureato in sessuologia, quindi, non solo conosce le componenti del comportamento sessuale ordinario, ma anche delle disfunzioni sessuale e delle eventuali psicopatologie a esse associate.

La formazione può essere poi ulteriormente completata e approfondita con un master in psicosessuologia clinica.

Oltre all’ISC in Italia ci sono diverse scuole che propongono corsi di formazione in sessuologia, tra cui:

  • S.i.s.e.s.
  • I.c.p.
  • F.i.s.s.
  • I.s.p.s.i.
  • C.i.s.

Infine, è bene sottolineare che non esiste un Albo unico dei sessuologi, bensì albi interni ai quali le singole associazioni scientifiche iscrivono i corsisti che hanno seguito i loro corsi e master, assumendosi la responsabilità della loro formazione.

Cosa fa il sessuologo: gli sbocchi professionali

La figura del sessuologo può inserirsi sia nel settore pubblico che in quello privato, come consulente di coppia.

Nel settore pubblico, l’iter di assunzione sarà il medesimo previsto per i medici, mentre nel caso di lavoro presso un ente privato, la selezione avverrà sulla base dei titoli e del curriculum. In alternativa, è possibile intraprendere la libera professione come medico o psicologo specializzato nella sfera dei disturbi sessuali.

A questo punto sarà naturale chiedersi quanto guadagna un sessuologo. Per rispondere a questa domanda si può far riferimento allo stipendio medio di uno psicologo, pari a 1650€, ossia circa 30.000e l’anno. Il guadagno tuttavia puà variare in base a diversi parametri come l’esperienza del professionista (dai 650€ di uno stagista ai 5.000€ del professionista affermato) e il luogo in cui esercita la propria professione, con notevoli differenze tra il Nord e il Sud Italia.

Di cosa si occupa il sessuologo

Il sessuologo si occupa di diversi problemi di tipo sessuale, come il calo del desiderio, la disfunzione erettile, il vaginismo e l’anorgasmia. Alcuni di queste problematiche possono avere un’origine medica, ma in molti casi alla base di questi disturbi c’è un problema di origine psicologica, la cui soluzione deve coinvolgere anche il partner, considerando il fatto che una vita sessuale non soddisfacente può comportare la fine di una relazione.

La consulenza sessuologica è un intervento solitamente breve, a carattere principalmente informativo, rivolto sia al singolo che alla coppia. In questo contesto si possono affrontare tematiche legate a difficoltà temporanee, disturbi di lievi entità o di disagio nella relazione.

Lo scopo della consulenza sessuologia è affrontare queste problematiche con l’obiettivo di permettere una piena e soddisfacente espressione della vita sessuale. Attraverso la consulenza sessuologica si possono definire interventi mirati per chiarire gli elementi che permettono alla persona di vivere al meglio la propria sessualità oppure per definire un percorso più strutturato da intraprendere.

Sessuologia e società

La sfera sessuale è una delle più intime dell’individuo, tanto che molte problematiche e situazioni di disagio vengono vissute con rassegnazione, senza cercare una soluzione. Un approccio che spesso ha conseguenze negative sia per l’individuo che per la coppia, costretti a nascondere il proprio disagio, per paura di incorrere in incomprensioni o derisione da parte di amici e familiari.

I primi studi sulla sfera sessuale risalgono al 19°, ma solo alla fine del XX secolo nascono i primi studi approfonditi su questo settore. Una forte spinta allo studio della sessuologia è arrivata dalla rivoluzione sessuale, alla fine degli anni Sessanta. che contribuì a riscrivere i comportamenti relativi alla sessualità e alle relazioni interpersonali. La rivoluzione sessuale non portò solo cambiamenti nella società, ma anche nella legislazione, con l’introduzione del divorzio e l’abrogazione del reato di adulterio, e nella gestione sanitaria, con la legalizzazione dell’aborto e l’uso della contraccezione e della pillola anticoncezionale.

La rivoluzione sessuale e la ridefinizione dei ruoli e dei rapporti interpersonali è tuttora in corso e uno degli aspetti fondamentali è rappresentato dal fatto che le problematiche sessuali non sono più considerate un motivo di vergogna. Al contrario, sono sempre di più le coppie che affrontano percorsi per migliorare la propria vita sessuale e risolvere problematiche che in passato avrebbero portato all’interruzione della relazione.

In questo nuovo contesto sociale, la sessuologia è una disciplina fondamentale. Da una parte la maggior consapevolezza sessuale porta anche ad una maggiore ricerca di soluzioni ai problemi che limitano o impediscono la vita sessuale. Dall’altra, però, nonostante la rivoluzione sessuale sia ormai iniziata 50 anni fa, l’approccio alla sessualità da parte di uomini e donne ha subito una serie di tendenze altalenanti.

Dopo un momento di completa libertà, la società ha imposto nuovi modelli, ai quali uomini e donne devono ancora abituarsi: in questo caso l’aspetto psicologico gioca un ruolo fondamentale e la figura del sessuologo rappresenta un punto di riferimento molto importante in un contesto molto diverso rispetto al passato e così intimo, nel quale sono in atto numerose variabili.

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