Università | 14 Giugno 2022
Consulente per la protezione sociale: chi è, mansioni, concorsi

Consulente per la protezione sociale: chi è, mansioni, concorsi

Quella del consulente per la protezione sociale è una figura professionale di cui si parla spesso negli ultimi tempi, grazie ad un nuovo concorso INPS che prevede l’assunzione di 1858 consulenti per la protezione sociale.

Ma cosa fanno esattamente questi professionisti e quali sono i requisiti necessari per partecipare al concorso INPS? Inoltre, a quanto ammonta lo stipendio di un consulente per la protezione sociale INPS? Se ti stai facendo tutte queste domande, sei nel posto giusto: in questa guida approfondiremo tutto quello che c’è da sapere su questa professione.

Iniziamo subito dicendo che il consulente per la protezione sociale (CPS) è una figura che è stata istituita dall’allora presidente del INPS Tito Boeri nell’ambito di un accordo sindacale siglato il 21 marzo 2018, con un duplice scopo: da una parte adeguare la macchina amministrativa dell’Istituto, in un ottica di svecchiamento, e dall’altra creare una corrispondenza più precisa tra i servizi erogati a cittadini e imprese e gli effettivi bisogni di entrambe le categorie.

Questa esigenza si era resa evidente dopo la chiusura del primo concorso indetto per il reclutamento di 967 Consulenti (con il bando pubblicato in Gazzetta ufficiale il 27 aprile 2018 e la successiva graduatoria approvata l’11 giugno 2019; dopo diversi scorrimenti nella gradutatoria furono assunte 3.500 unità), anche grazie alle affermazioni dell’allora ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico.

In particolare, Tridico affermò che l’istituto non si occupa solo di previdenza, ma anche di protezione sociale (arrivando a definire l’INPS come il “braccio armato” dell’art. 3 della Costituzione) e quindi si prefigge scopi come la tutela dell’uguaglianza e l’attuazione della coesione sociale.

L‘introduzione della figura del Consulente per la Protezione Sociale ha quindi risposto alla necessità di garantire una forma di protezione ancora più efficiente per i cittadini, necessità nata in seguito all’ampliamento delle prestazioni offerte oggi dall’INPS, ossia prestazioni che hanno l’obiettivo di eliminare qualsiasi forma di rischio o pericolo in ambito previdenziale e assistenziale.

Chi è e cosa fa il consulente per la protezione sociale

Per rispondere a queste domande basta leggere l’accordo sindacale che ha istituito questa figura professionale. All’interno del testo si afferma che il Consulente, una volta inserito a livello strutturale nei processi produttivi dell’Istituto, deve essere in grado di gestire, ma soprattutto di risolvere, problematiche di particolare complessità. In tal senso possiamo quindi affermare che il Consulente svolge mansioni di produzione e consulenza, in un’ottica di problem solving.

Andando a tradurre queste parole nella pratica, possiamo affermare che il Consulente si occupi della gestione dello sportello e delle pratiche per il cittadino e, più nello specifico, della gestione delle procedure, e tutto ciò che vi gravita intorno, per l’assistenza sociale e previdenziale. Ecco perché questa figura deve essere dotata non solo di specifiche e dimostrabili competenze culturali, ma anche di un’ottima dialettica e di buone conoscenze informatiche.

Quali titoli di studio servono per diventare consulente per la protezione sociale?

Per il concorso dedicato alla figura di Consulente per la protezione sociale si sono utilizzati criteri diversi rispetto al passato: non più, e non solo, una selezione basata sull’esperienza, quanto piuttosto improntata sulle competenze in possesso dei candidati, competenze che potesse essere dimostrate con il conseguimento di lauree magistrali nelle materie di interesse per le attività dell’istituto e perciò giurisprudenza, economia e ingegneria gestionale. Bisogna però sottolineare che la lista delle lauree che permettono di accedere alla selezione è in realtà più ampia.

L’accordo sindacale che istituito il profilo, insieme al bando di corso del 2018 e al verbale del Consiglio di Amministrazione che autorizza il concorso 2020, ha infatti incluso, nella rosa dei titoli accademici utili, le lauree magistrali o il diploma di laurea di vecchio ordinamento corrispondente alle medesime.

I titoli per l’accesso al nuovo concorso sono indicati nell’art.2 della delibera del CdA del 28 ottobre, ma altre informazioni utili si possono ricavare anche da un documento di precisazione pubblicato dall’INPS per il precedente concorso, in particolare in merito ai titoli di studio e agli altri titolo che danno diritto a punteggi aggiuntivi, come quelli di inglese e di informatica.

Oltre ai titoli accademici, per accedere alle procedure di selezione è necessario essere in possesso di alcuni requisiti di carattere generale, comuni ad ogni bando di concorso, ossia:

  • il possesso della cittadinanza italiana o di un Paese membro dell’Unione europea
  • una posizione regolare rispetto agli obblighi di leva e rispetto all’impiego in sé presso una Pubblica Amministrazione (pertanto non essere stati destituiti, dispensati, licenziati, decaduti o interdetti dall’impiego presso la medesima)
  • il godimento dei diritti civili e politici
  • l’idoneità fisica allo svolgimento della mansione.

Qual è lo stipendio di un Consulente per la Protezione Sociale INPS?

Il profilo di Consulente per la Protezione Sociale equivale a tutti gli effetti a quello di un funzionario amministrativo, perciò i candidati assunti saranno inquadrati nell’area Cposizione economica C1, nei ruoli del personale dell’INPS.

L’assunzione prevede la stipula di un contratto full time e a tempo indeterminato, tuttavia per il definitivo inserimento in organico bisognerà superare un periodo di prova della durata di 4 mesi, come stabilito dall’art. 14 CCNL Comparto Funzioni centrali, firmato il 12 febbraio 2018.

Per quanto riguarda lo stipendio, secondo quanto risulta dai minimi tabellari allegati al CCNL (e periodicamente aggiornati), è prevista una retribuzione lorda di 1859,54 euro lordi mensili, con corresponsione della tredicesima mensilità. Si tratta ovviamente dello stipendio iniziale, che in seguito potrà essere incrementato grazia alla corresponsione di incentivi come il TEP (Trattamento economico di professionalità), oppure passando a profili diversi attraverso processi di mobilità interna.

Il concorso INPS per 1858 posti

Per poter accedere alla posizione di Consulente per la Protezione Sociale INPS è necessario superare una selezione pubblica; inoltre, come specificato dall’accordo del 2018 (art. 3) è prevista anche una modalità di accesso dall’interno, a parità di inquadramento economico, tramite la procedura selettiva per la mobilità orizzontale (art. 4 Accordo in materia di mobilità orizzontale tra i profili previsti nel vigente sistema organizzativo, sottoscritto il 26 luglio 2017).

Per quanto riguarda invece l’accesso dall’esterno, la procedura è disciplinata dai relativi bandi e si articolo attraverso le normali fasi concorsuali. Se necessaria, si prevede inizialmente una prova preselettiva, che consiste in un quiz con domande di carattere psicoattidudinale, logica, lingua inglese, competenze informatiche e cultura generale. Nel concorso del 2018 tutti i candidati erano stati convocati presso la Fiera di Roma, ma è probabile che, con l’applicazione delle nuove norme in materia di concorsi pubblici, le prove saranno svolte su tutto il territorio nazionale, in modalità decentrata.

Una volta superata la prova preselettiva, seguono le due prove scritte, che nel precedente concorso si sono svolte in continuità: in ciascun turno di convocazione i candidati hanno svolto consecutivamente la prima e la seconda prova scritta; anche in questo caso tutti i candidati sono stati convocati alla Fiera di Roma, ma le cose potrebbero svolgersi diversamente per questo concorso.

Sono ammessi a sostenere le prove scritte un numero di candidati pari a 10 volte i posti a concorso: tenendo conto degli degli ex-aequo e degli esonerati dallo svolgimento della prova preselettiva, bisogna aspettarsi circa 20.000 candidati.

La prima prova scritta consiste nella soluzione di quesiti a risposta multipla sulle seguenti materie:

  • bilancio e contabilità pubblica;
  • pianificazione, programmazione e controllo, organizzazione e gestione aziendale;
  • diritto amministrativo e costituzionale;
  • diritto del lavoro e legislazione sociale.

La seconda prova scritta consiste, invece, nella risoluzione di quesiti a risposta multipla su materie come:

  • scienza delle finanze;
  • economia del lavoro;
  • principi di economia;
  • diritto civile;
  • elementi di diritto penale.

La prova orale, infine, è volta alla verifica della conoscenza delle materie oggetto delle prove scritte e oltre che della conoscenza e della padronanza della lingua inglese e dell’informatica.

È importante ricordare che, prima dell’espletamento dell’eventuale prova preselettiva, l’amministrazione stila una graduatoria in base ai titoli in possesso al momento della presentazione della domanda (un’altra laurea, conseguimento di master di II livello o di dottorati di ricerca, certificazione di conoscenza della lingua inglese e dell’informatica), cui viene attribuito un punteggio fissato a priori dal bando medesimo.

Il punteggio ottenuto in questa graduatoria si sommerà poi a quello raggiunto al termine dell’espletamento della procedura concorsuale, creando così la graduatoria definitiva.

Quando si svolgeranno le prove del concorso INPS?

La preselezione si svolgerà dal 4 al 12 luglio 2022 presso la Nuova Fiera di Roma.

Le prove scritte si terranno dal 18 al 20 luglio 2022 presso la Nuova Fiera di Roma. La conferma delle date sarà pubblicata il 14 giugno 2022 in Gazzetta Ufficiale e sul sito dell’INPS.

Diventare consulente per la protezione sociale: i corsi di laurea Unicusano

Come anticipato, per diventare consulente per la protezione sociale sono necessari alcuni requisiti, il cui possesso è fondamentale per accedere al concorso INPS. In particolare, possono iscriversi al concorso coloro che sono in possesso di uno di questi titoli di laurea:

  • finanza (LM-16 o 19/S);
  • ingegneria gestionale (LM-31 o 34/S);
  • relazioni internazionali (LM52 o 60/S);
  • scienze dell’economia (LM-56 o 64/S);
  • scienze della politica (LM-62 o 70/S);
  • scienze delle pubbliche amministrazioni (LM-63 o 71/S);
  • scienze economiche per l’ambiente e la cultura (LM-76 o 83/S);
  • scienze economicoaziendali (LM-77 o 84/S);
  • scienze per la cooperazione allo sviluppo (LM-81 o 88/S);
  • scienze statistiche (LM-82);
  • metodi per l’analisi valutativa dei sistemi complessi 48/S);
  • statistica demografica e sociale (90/S);
  • statistica economica finanziaria ed attuariale (91/S);
  • statistica per la ricerca sperimentale (92/S);
  • scienze statistiche attuariali e finanziarie (LM-83);
  • servizio sociale e politiche sociali (LM-87);
  • programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali (57/S);
  • sociologia e ricerca sociale (LM-88);
  • sociologia (89/S);
  • metodi per la ricerca empirica nelle scienze sociali (49/S);
  • studi europei (LM-90 o 99/S);
  • giurisprudenza (LMG-01 o 22/S);
  • teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica (102/S).

Molti di questi corsi di laurea sono offerti dell’Università telematica Niccolò Cusano, che permette agli studenti di ottenere una formazione di eccellenza con tutta la praticità della didattica online.

Credits: DepositiPhoto/DPImage

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