Università | 28 Aprile 2026
Pedagogia sociale: cos’è, cosa studia e come si applica nel lavoro educativo

Pedagogia sociale: cos’è, cosa studia e come si applica nel lavoro educativo

La pedagogia sociale cos’è? Si tratta di una branca della pedagogia generale che studia l’educazione in rapporto alla società. Detto in altre parole, la pedagogia sociale considera la società intera come luogo educativo.

Vuoi saperne di più perché devi preparare l’esame di pedagogia sociale e ti piacerebbe avere una panoramica della materia prima ancora di seguire il corso? Allora, continua la lettura della nostra guida. Affronteremo argomenti come “cosa studia la pedagogia sociale”, il “concetto di educazione non formale”, “la figura del pedagogista” e così via.

La pedagogia sociale: cos’è?

La pedagogia sociale è una branca abbastanza recente della pedagogia. La sua data di nascita ufficiale risale al 1899, quando lo studioso Paul Natorp pubblica il libro Sozialpadagogik. I riferimenti italiani storici per questa materia, invece, sono stati Lorenzo Milani, Mario Lodi e Alberto Manzi. Lorenzo Milani è il noto Don Milani, a cui si deve la Scuola di Barbiana.

Volendo dare una definizione semplice di pedagogia sociale, potremmo dire che è la branca della pedagogia che considera l’educazione come un atto sociale e le persone come soggetti sociali.

In base a questo concetto, non esistono solo i luoghi istituzionali deputati all’educazione, come la scuola. La pedagogia sociale si occupa cioè di tutti quei luoghi da considerarsi “educativi”, come i centri di formazione al lavoro, i centri di aggregazione sociale, i servizi sociali, i centri culturali e così via.

Cosa studia la pedagogia sociale?

Per rispondere in maniera esaustiva alla domanda “la pedagogia sociale: cos’è?”, dobbiamo delimitare bene il campo di azione di questa materia.
La pedagogia sociale analizza i bisogni delle persone, studia i processi educativi legati alla socializzazione e alla crescita personale e verifica come un dato contesto sociale influenza la persona. Tutta questa fase di studio preliminare è finalizzata alla definizione di un piano di intervento che risponda ai bisogni delle persone e favorisca il processo di formazione alla socialità, alla responsabilità, alla solidarietà e non solo.

Un esempio pratico? La pedagogia sociale analizza, per esempio, i servizi offerti alle famiglie dagli enti locali (servizi sociali) e ne verifica l’adeguatezza in termini di risposta ai bisogni dei soggetti coinvolti. Dopodiché, propone dei piani di intervento tramite la figura del pedagogista sociale.

Nel terzo millennio, per esempio, la pedagogia sociale ha riconosciuto come prioritari per gli esseri umani il bisogno di socialità, il bisogno di espressione, il bisogno di riconoscimento e il bisogno di condivisione di linguaggi e valori. L’individuazione di questi bisogni è il punto di partenza per la proposta di piani di intervento che vengono messi in atto con bambini e adulti in contesti diversi, tra cui cooperative sociali, centri per anziani, carceri, centri di aggregazione all’interno di quartieri degradati e così via.

Animazione sociale ed educazione degli adulti

Come abbiamo visto, dunque, i campi di intervento della pedagogia sociale vanno dall’animazione sociale all’educazione degli adulti fino alla pedagogia di comunità.
Ma come avvengono? La pedagogia sociale usa vari strumenti, come la peer education o educazione tra pari. Si tratta di una sorta di laboratorio sociale in cui i partecipanti sono tutti alla pari. Detto in altre parole, i partecipanti ricevono spiegazioni dagli altri partecipanti con un effetto importante in termini di miglioramento dell’autostima e delle capacità comunicative e relazionali. Questa modalità aiuta molto l’apprendimento delle cosiddette life skills, vale a dire di quelle competenze fondamentali nella vita quotidiana. Una per tutte? La capacità di instaurare buone relazioni sociali.

La pedagogia di comunità o l’educazione di comunità, per esempio, si esplicita attraverso la formula della cosiddetta comunità educante. Cosa significa? In Italia, per esempio, sono stati istituiti i Patti Educativi di Comunità. Si tratta di una sorta di alleanza tra la scuola e le istituzioni del territorio per l’organizzazione di offerte formative fuori dall’orario scolastico canonico. Nasce così una vera e propria comunità educante in cui gli appuntamenti formativi avvengono all’interno di scuole, associazioni, comuni, oratori, biblioteche, centri culturali ecc.

Pedagogia sociale: corso di laurea

Se sei arrivato fino a questo punto della nostra guida, incentrata sulla domanda “pedagogia sociale: cos’è?”, sei uno studente del corso di laurea in Scienze Sociali oppure del corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione.
In entrambi i casi, l’esame di pedagogia sociale è una materia molto importante. La troverai sia nel piano di studi di Scienze Sociali sia nel piano di studi della laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione L-19.

Ma come prepararsi per superare questo esame senza problemi? Potresti usare uno strumento che la pedagogia sociale utilizza nei proprio piani di intervento: l’idea dello scambio formativo tra pari. Cosa significa? Potresti usare il metodo di studio teach to learn, che per certi versi assomiglia alla strategia peer to peer.
Devi semplicemente organizzare dei gruppi di studio con i tuoi colleghi. Prima di incontrarvi, però, dovrete suddividere bene il materiale da studiare. Vi assegnerete cioè un argomento specifico, che preparerete prima dell’incontro. Non è necessario incontrarsi fisicamente. Se siete lontani o comunque avete difficoltà a vedervi per problemi di tempo, basta organizzare una call online. Sarete virtualmente tutti insieme e potrete comunque sperimentare il metodo teach to learn.

Una volta che il gruppo si è formato, vi assegnerete a turno il ruolo di insegnante con il compito di spiegare il vostro argomento. Questo metodo funziona molto bene. Per esporre ai colleghi il tuo argomento, infatti, dovrai sviscerare la materia, sforzarti di trovare le parole più semplici e chiare per la tua esposizione e individuare esempi per rendere ancora più efficace la spiegazione. Questo sforzo da insegnante ha effetti molto positivi: apprenderai perfettamente l’argomento, troverai il modo per esporlo con parole tue e ripasserai senza neanche accorgertene.

Di solito, l’esame di pedagogia sociale dei corsi di laurea di Unicusano prevede una parte scritta e una parte orale. L’esame scritto consiste in un test a risposta multipla. In linea di massima, le prove scritte necessitano di un minimo di esercitazione. Devi cioè abituarti a questa formula. È consigliabile, quindi, esercitarti prima della prova. Fai qualche test in modo da arrivare preparato. Avere dimestichezza con la formula dell’esame aiuta a tenere a bada ansia e tensione, nemiche della buona riuscita di un test.

Pedagogista cosa fa?

La pedagogia sociale ti affascina e ti piacerebbe capire quali sbocchi professionali consente questa materia? Potresti decidere di intraprendere, per esempio, la carriera di pedagogista sociale.
Oggi, la figura del pedagogista è stata riconosciuta con l’istituzione di un albo professionale dedicato. Con la legge numero 55 del 2024, infatti, è nato l’albo a cui è possibile iscriversi come pedagogista. Tra i requisiti è previsto il possesso della laurea magistrale in Scienze Pedagogiche LM-85.
L’Università Niccolò Cusano propone ben due corsi di laurea LM-85. Si tratta di due lauree con curriculum diversi, entrambi molto indicati, vale a dire Scienze Pedagogiche con curriculum Esperto e coordinatore dei Servizi educativi territoriali e Scienze Pedagogiche con curriculum Esperto e Coordinatore dei Servizi educativi per l’infanzia.
Questi percorsi ti consentono di acquisire il titolo di pedagogista e di iscriverti al relativo albo professionale. In realtà, l’albo istituito con la legge 55 del 2024 è doppio. Questo significa che è consentita anche l’iscrizione come educatore professionale socio-pedagogico. Questa figura rappresenta un altro degli sbocchi possibili per quanti vedono nella pedagogia sociale e nelle forme dell’intervento educativo-sociale la propria area di interesse e, di conseguenza, la propria professione del futuro.

Credits Immagine: Monkeybusiness/DepositPhotos

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