Diritto allo studio: la guida completa

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Hai mai sentito parlare di diritto allo studio? Molto probabilmente sì, se sei un lavoratore che desidera completare o proseguire i suoi studi. In questo caso devi sapere che il diritto allo studio del lavoratore rappresenta un principio fondamentale del nostro ordinamento, regolato da normativa. Se sei un datore di lavoro, un responsabile delle risorse umane o, per l’appunto, un lavoratore, devi conoscere questo diritto e tenerne conto.

La legge italiana, insieme alle disposizioni previste dai vari CCNL, permette a chi studia e lavora di usufruire di permessi studio. Si tratta di particolari agevolazioni per frequentare i corsi e sostenere gli esami.

Per saperne di più, abbiamo realizzato una guida completa al diritto allo studio. Dalla normativa alla documentazione per farne richiesta: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Diritto allo studio: cosa dice la normativa

Per la precisione, quando si parla di normativa relativa al diritto allo studio, si fa riferimento alla normativa permessi studio 150 ore. Ovvero la Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). Cosa prevede nello specifico questa normativa e quali sono le agevolazioni per i lavoratori che intendono farne richiesta?

L’articolo 10 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, recita così:

I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali.

I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti.

Il datore di lavoro potrà richiedere la produzione delle certificazioni necessarie all’esercizio dei diritti di cui al primo e secondo comma.

Come vedi, agli studenti lavoratori sono riconosciuti dei permessi retribuiti allo studio. Inoltre hanno diritto a turni di lavoro in grado di agevolare la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami.

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Permessi studio: come funzionano

Come funzionano nel dettaglio i permessi studio 150 ore della normativa in esame? I permessi studio di 150 ore riguardano la categoria dei lavoratori studenti. La normativa però specifica a quali categorie spettino tali permessi diritto allo studio, ovvero:

  • iscritti e frequentanti di corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria o secondaria
  • Iscritti e frequentanti di corsi di qualificazione professionale

Inoltre, la normativa specifica che gli enti e le scuole che rilasciano attestati di formazione devono essere statali o paritarie legalmente riconosciute. In generale devo essere enti o scuole abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

In base a tale specifica, rientrano tra gli aventi diritto delle 150 ore i lavoratori studenti iscritti alle università telematiche. Requisito fondamentale è che gli atenei online siano legalmente riconosciuti e abilitati. È necessario inoltre che i corsi proposti siano seguiti in concomitanza con l’orario lavorativo.

L’università online Niccolò Cusano rientra quindi tra le università telematiche per lavoratori studenti con diritto allo studio.

Ricordiamo inoltre che i lavoratori studenti che usufruiscono dei permessi di 150 ore di diritto allo studio della normativa non hanno obbligo di prestazione straordinaria. In sostanza il permesso non deve essere recuperato con ore di straordinario o durante i riposi settimanali.

I permessi studio sono retribuiti secondo paga ordinaria.

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Diritto 150 ore per lo studio: le disposizioni dei CCNL

Finora abbiamo visto in linea generale cosa dice la normativa sul diritto 150 ore per lo studio, ovvero la legge n. 300/1970. Ma c’è un altro elemento che regola il diritto allo studio dei lavoratori, ovvero le disposizioni dei vari CCNL. Con la sigla CCNL si intendono i Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro. Insieme allo Statuto dei Lavoratori (legge n. 300/1970), i CCNL regolano definizione, durata e modalità dei permessi. Ecco, in linea di massima, cosa prevedono i vari CCNL:

  • il limite massimo dei permessi per il diritto allo studio è fissato in 150 ore all’anno per singolo lavoratore e sono concesse al 3% del personale in servizio a tempo indeterminato
  • nel caso di un corso con durata di 300 ore, ripartite su due anni solari, è possibile concedere anche 300 ore di permesso se, durante il secondo anno, il lavoratore rientri ancora tra i destinatari del beneficio, in base ai criteri di priorità
  • il lavoratore studente ha diritto, per il solo giorno della prova, ai permessi studio previsti per sostenere gli esami dei corsi relativi a titoli universitari, post universitari, di istruzione primaria, secondaria e qualificazione professionale
  • i permessi studio possono essere usufruiti solo per corsi in concomitanza con l’orario di lavoro
  • sono esclusi dal beneficio dei permessi i corsi serali e i corsi telematici svolti fuori dall’orario di lavoro

Contratti che permettono di usufruire delle 150 ore di diritto allo studio

Quali sono i contratti lavorativi che danno il diritto allo studio 150 ore della normativa a tutela dei lavoratori studenti? Come avrai intuito, i permessi studio per lavoratori studenti non spettano indistintamente a tutti i tipi di lavoratori.

La possibilità di usufruire di questo tipo di permesso retribuito riguarda due categorie di lavoratori:

  • personale a contratto indeterminato full time
  • personale a contratto indeterminato part-time verticale

Non possono usufruire quindi del permesso studio i lavoratori a tempo determinato, coloro che hanno un contratto a progetto o che lavorano con Partita Iva. Non possono essere dunque rilasciati permessi di studio quando il lavoratore non ha una situazione contrattuale stabile. Il lavoratore con contratto a termine può però beneficiare del permesso retribuito solo ed esclusivamente per i giorni in cui deve sostenere un esame.

Le 150 ore sono concesse ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale verticale con regola della proporzionalità, per le diverse tipologie di assenza. Nel caso di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, trova ugualmente applicazione la regola del riproporzionamento.

Come ricevere i permessi allo studio: la documentazione richiesta

Terminiamo la nostra guida sul diritto allo studio parlando della documentazione richiesta per l’erogazione dei permessi.

Finora abbiamo visto come funzionano le 150 ore di diritto allo studio per dipendenti privati. Ma cosa bisogna fare per richiedere i permessi?

Lo Statuto dei Lavoratori stabilisce che il datore di lavoro ha il diritto di richiedere al lavoratore la seguente documentazione:

  • indicazione del soggetto erogante la formazione (università, scuola o ente privato)
  • indicazione delle ore o dei giorni di permesso richiesti per seguire il corso o sostenere la prova d’esame
  • attestato di frequenza che certifichi la concomitanza degli stessi con l’orario lavorativo

Per richiedere questa documentazione, i datori possono:

  • Inviare comunicazione scritta a mezzo posta
  • Inviare comunicazione scritta a mezzo posta elettronica
  • Indicarlo nel regolamento aziendale
  • Affiggere un avviso visibile nei locali adibiti all’attività lavorativa

I lavoratori studenti hanno l’obbligo di fornire preventivamente la documentazione al datore di lavoro o al responsabile delle risorse umane. Anche se la normativa non prevede un periodo minimo entro il quale il dipendente debba notificare l’azienda, è buona prassi stabilire un margine di preavviso.

Un’idea potrebbe essere creare un modulo di richiesta 150 ore di diritto allo studio per dipendenti privati da presentare al datore di lavoro all’occorrenza.

Sul diritto allo studio abbiamo detto davvero molto. Nella speranza che la nostra guida ti sia stata utile, ti auguriamo di conciliare lavoro e studio e realizzare il sogno di una laurea.

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