IBM scommette su Unicusano: a caccia di 130 ingegneri industriali per il polo ‘Digital First’

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COMUNICATO STAMPA

Per il nuovo centro di sviluppo di Rieti dedicato all’information technology, l’azienda statunitense cerca giovani da assumere e inserire nel progetto.

Rieti, 25 marzo 2019 – Nuovi professionisti per un nuovo centro di sviluppo dedicato al mondo del digitale. L’IBM, azienda leader nel settore informatico, è in cerca di 130 giovani laureati e laureandi in Ingegneria industriale per costruire il team del Digital First, il neonato polo di ricerca che ha sede a Rieti. Per mettere in piedi la squadra, IBM guarda al mondo universitario e, in particolare, è andata in cerca di talenti all’Università Niccolò Cusano. Grazie all’iniziativa del Career Service Unicusano, 35 tra gli studenti più promettenti di Ingegneria si sono potuti mettere alla prova consegnando il proprio curriculum e sostenendo colloqui.

Il risultato delle selezioni sarà reso noto nel corso della settimana e i prescelti potranno svolgere un periodo di formazione di sei settimane in azienda e, successivamente, potranno essere assunti con un contratto a tempo determinato o indeterminato. Alla IBM, che spazia dalla produzione di software, hardware e computer fino alla consulenza, si devono alcune invenzioni cruciali nella storia della tecnologia moderna come il floppy disk, il bancomat e la banda magnetica.

I profili degli studenti ricercati da Openjobmetis, che opera per conto del Gruppo IBM Italia, sono soprattutto nelle aree mobile, cloud shift, cognitive, salesforce & Crm e Blockchain.

“Vogliamo sviluppare il centro di ricerca di Rieti e abbiamo intenzione di mettere insieme un team di 130 persone”, ha dichiarato Rocco Landi, service manager Sistemi Informativi. “Per ora siamo ancora lontani visto che siamo a 30 candidati e quindi vogliamo incontrare quanti più giovani possibili. Purtroppo non basta offrire la disponibilità di un posto vacante, abbiamo avuto delle difficoltà nonostante le politiche che abbiamo messo in campo su diversi canali”.

“L’errore più grande – ha aggiunto Landi – è non credere nelle proprie capacità. Basta essere sinceri, mettere nel curriculum tutte le proprie esperienze e avere fiducia perché noi valutiamo attentamente ogni singolo curriculum e siamo pronti a dare una possibilità al candidato giusto”.

Gli aspiranti devono dimostrare di avere un forte interesse nella tecnologia, nell’innovazione e in generale nel settore Ict. Saranno premiati coloro che desiderano espandere le proprie conoscenze e coloro che ragionano con un pensiero analitico e applicano la logica per la soluzione di problemi. Da non sottovalutare, poi, la capacità comunicativa e l’abilità nel lavorare in team.