Nelle Università tradizionali studenti migliori che nelle Università telematiche? FALSO!

Iscriversi all'università, il primo passo per diventare davvero grandi

Chi parla senza conoscere la materia di cui si discute farebbe meglio a tacere. E’ un consiglio valido da che mondo è mondo, un assioma che dovrebbe essere seguito da qualunque persona di buon senso.

Un principio che viene assunto come vero perché ritenuto evidente, ancor più lampante se ci si riferisce a realtà di spessore istituzionale, quali risultano essere un Ministro o una commissione ministeriale.

Letteralmente agghiacciante, da questo punto di vista, è stato lo scivolone di Maria Chiara Carrozza, attuale Ministro dell’Istruzione, che di recente si è lasciata andare a dichiarazioni fuorvianti sulle Università Telematiche, dimostrando di non conoscere minimamente una realtà di cui invece, visto il ruolo che ricopre, sarebbe obbligata a sapere “vita, morte e miracoli”.

Non a caso, nelle ultime ore, l’Unicusano ha chiesto le dimissioni del Ministro Maria Chiara Carrozza, ritenendo semplicemente inconcepibile che un Ministro competente dichiari ai giornalisti che “in Italia i docenti hanno un preciso status giuridico e lo stesso deve valere per quelli delle telematiche”, domandandosi come possa un Ministro ignorare che gli atenei telematici sono (giustamente) costretti a rispettare i requisiti previsti dalle leggi e dalla stessa normativa ministeriale al pari delle Università di stampo tradizionale.

Questo scetticismo nei confronti delle telematiche, almeno per quanto riguarda l’Università Niccolò Cusano, sta diventando stucchevole.

Come si può mettere in discussione una realtà che offre lezioni online e in presenza, che accompagna lo studente nel suo percorso formativo affiancandogli un tutor in grado di seguirlo dal momento dell’immatricolazione al giorno della Laurea, che offre ai propri iscritti la possibilità di studiare sia in via telematica (con le più innovative metodologie di formazione a distanza) che in presenza (presso un campus con sede a Roma, in via Don Carlo Gnocchi 3, con 16.500 mq di aule, docenti, tutor di facoltà e assistenti didattici sempre disponibili).

Gli studenti delle Università tradizionali sono migliori? Falso! Chi afferma una cosa del genere si basa su preconcetti.

Idee precostituite smentite dalla realtà. Anzi, probabilmente è vero il contrario. E’ ragionevole pensare, infatti, che un iscritto dell’Università Niccolò Cusano, al termine della propria esperienza accademica, abbia compreso meglio di un suo collega che si è laureato in un ateneo di stampo tradizionale le materie che caratterizzano il percorso di Laurea completato.

Qualcuno potrebbe chiedersi su che base sia possibile fare una affermazione del genere: semplice. Grazie alle metodologie di insegnamento che contraddistinguono l’Università Niccolò Cusano, coloro che giungeranno alla Laurea presso questo ateneo svilupperanno inevitabilmente competenza, abilità e capacità che li renderanno delle eccellenze pronte ad affacciarsi con ambizioni e prospettive nel mercato del lavoro.

A chi pensa che nelle Università Telematiche si regalino Lauree, inoltre, bisogna rispondere in modo netto e diretto perché manca di rispetto nei confronti di quegli studenti  che hanno raggiunto un traguardo ambito, sospirato e finalmente centrato grazie ad impegno, costanza e dedizione.

Le Università telematiche in tutto il resto del Mondo sono considerate realtà d’eccellenza. La formazione a distanza sta caratterizzando da tempo gli atenei più prestigiosi del Pianeta.

Mentre in Italia burocrati ignoranti, nell’accezione originaria del termine, continuano a dire inesattezze. Loro faticano a rincorrere il presente. L’Università Niccolò Cusano, invece, ha iniziato a scrivere il futuro.