RNA: che cos’è, a che serve, differenza con il DNA

RNA

In biologia, in chimica, e quindi anche in numerosi ambiti medici, viene spesso citato l’acronimo RNA, una sigla che ricorda per assonanza il DNA, e che in effetti deriva proprio dall’acido desossiribonucleico contenente le informazioni genetiche necessarie per il processo di sintesi delle proteine.

Con l’obiettivo di rendere comprensibile, anche ai non addetti ai lavori, la funzione del RiboNucleic Acid e la relativa fondamentale importanza per tutte le forme di vita, l’università telematica Niccolò Cusano ha realizzato questa breve ma esaustiva guida, concisa ma allo stesso tempo chiara ed esaustiva.

Che cos’è l’acido RNA e a cosa serve

Per iniziare a familiarizzare con l’argomento riportiamo di seguito la definizione di RNA presente sul sito di Wikipedia:

“In chimica l’acido ribonucleico, in sigla RNA (dall’inglese RiboNucleic Acid; meno comunemente, in italiano, anche ARN) è una molecola polimerica implicata in vari ruoli biologici di codifica, decodifica, regolazione e l’espressione dei geni.”

In parole più semplici si tratta di una macromolecola biologica che converte le informazioni genetiche del DNA in proteine.
Alcuni ricercatori hanno definito la molecola come una sorta di dizionario dell’informazione genetica, che traduce il linguaggio codificato del DNA, ossia i segmenti nucleotidici (geni), negli amminoacidi delle proteine.

La molecola dell’RNA è formata dall’unione in catene di ribonucleotidi.
Per chiarire ulteriormente il ribonucleotide è costituito da tre elementi: un gruppo fosfato, una base azotata e uno zucchero a 5 atomi di carbonio (ribosio).

La lunghezza delle catene può variare da meno di un centinaio a diverse migliaia di nucleotidi, a seconda del ruolo ricoperto dalla molecola.

Sintesi (trascrizione)

Dal momento che il DNA non può lasciare il nucleo, non può neanche generare una proteina.

La sintesi dell’RNA, il cui nome scientifico è ‘trascrizione’, ha per protagonista l’RNA polimerasi, un enzima intracellulare che utilizza il DNA contenuto all’interno del nucleo della stessa cellula come stampo per la creazione dell’RNA.
Durante il processo di sintesi alcuni enzimi svolgono l’elica del DNA per consentire l’accesso al polimerasi, il quale si sposta lungo il filamento per costruire l’m-RNA, il cosiddetto messaggero la cui funzione è spiegata in maniera dettagliata nel corso del prossimo paragrafo.

In altre parole l’enzima trascrive le informazioni contenute nel DNA in un linguaggio diverso.
Gli organismi eucarioti (da fonte Treccani: “costituiti da una o più cellule che … hanno un nucleo ben differenziato che contiene la maggior parte del DNA, racchiuso da un involucro poroso…”) come l’essere umano, possiede 3 differenti classi di RNA polimerasi, ognuna delle quali crea determinati tipi di RNA con ruoli biologici specifici e diversi nel contesto della vita cellulare.

  • RNA polimerasi I: trascrive l’RNA ribosomiale
  • RNA polimerasi II: trascrive l’RNA messaggero, gli snRNA e i miRNA
  • RNA polimerasi III: trascrive l’RNA transfer e gli altri RNA non codificanti

Tipologie

Esistono 3 tipi di RNA, ognuno dei quali ha una propria funzione nel processo di sintesi proteica:

  • m-RNA: messaggero
  • t-RNA: di trasporto
  • r-RNA: ribosomiale

L’m-RNA è fondamentale per la sintesi proteica, ossia il processo che determina la formazione di una proteina; esso trasporta le informazioni genetiche, codificate nel DNA, dal nucleo al citoplasma.
Viene quindi sitetizzato nel nucleo durante il processo di trascrizione, nell’ambito del quale la sequenza di base di un filamento di DNA viene trascritta nella forma di un singolo filamento di m-RNA.
Ogni gruppo di nucleotidi (codone) è formato da sequenze di tre nucleotidi, la cui finalità è trasportare le informazioni necessarie per la sintesi degli amminoacidi.

Il t-RNA è una molecola relativamente piccola, che riconosce le informazioni della sequenza ribonucleica dell’m-RNA ed associa ad ogni codone uno specifico amminoacido.
Il suo ruolo è di trasferire ai ribosomi i vari amminoacidi, la cui unione forma il cosiddetto ‘legame peptidico’ ossia il precurosre della sintesi proteica.
Ogni molecola riconosce una particolare tipologia di codone, per cui ad ognuna di esse è legato uno specifico amminoacido.

L’r-RNA è fondamentale per il riconoscimento del t-RNA (RNA di trasporto) e per la formazione dei ribosomi, organuli adibiti alla biosintesi delle proteine.

Differenze tra RNA e DNA

Prima di analizzare le principali differenze cerchiamo di comprendere ciò che accomuna l’RNA e il DNA.
Entrambi sono acidi nucleici, che insieme a proteine, carboidrati e lipidi costituiscono le quattro principali macromolecole essenziali per tutte le forme di vita.
Entrambi sono formati da nucleotidi.

Il DNA è presente nel nucleo di tutte le cellule mentre l’RNA è presente sia nel nucleo che nel citoplasma.

Il DNA (acido desossiribonucleico) contiene il patrimonio genetico degli organismi viventi; da esso dipende la formazione dell’RNA, e di conseguenza la sintesi delle proteine.
Si tratta di un biopolimero costituito generalmente da due filamenti di nucleotidi, orientati in direzioni opposte, che si avvolgono l’uno all’altro fino a formare la cosiddetta ‘doppia elica’.
Ogni filamento può contenere fino a 3 miliardi di nucleotidi.

La prima differenza è quindi nella struttura; il DNA è formato da due catene (filamenti) di polinucleotidi mentre l’RNA è formato da una singola catena polinucleotidica.

Lo zucchero del DNA è deoxyribose (deossiribosio) e può legarsi a quattro basi azotate differenti: adenina (A), timina (T), guanina (G), citosina (C).
Nell’RNA lo zucchero è il ribosio, il quale può legarsi a quattro basi azotate: adenina, guanina e citosina, comuni al DNA, e all’uracile (U).

acido ribonucleico

DNA e RNA nella nutrigenetica

Lo studio del DNA e dell’RNA rappresenta la base di numerose specializzazioni mediche.
La genetica e la più recente branca dell’epigenetica rappresentano il fulcro intorno al quale ruota la moderna nutrizione.

In particolare, la genetica nutrizionale costituisce, attualmente, uno dei fondamenti su cui si basa la prevenzione delle principali patologie attraverso lo studio delle esigenze nutrizionali di ogni singolo individuo.
La nutrigenetica è orientata quindi alla prevenzione, attraverso la valutazione del rischio di sviluppare una determinata patologia e l’identificazione degli alimenti in grado di arginare l’effetto negativo di una diversità genetica.

La specializzazione per poter operare nel campo della nutrizione con competenze aggiornate è identificabile nel master in ‘Genetica ed epigenetica applicata al trattamento nutrizionale’ attivato dall’università telematica Niccolò Cusano.

Si tratta di un corso post-laurea di I livello, erogato in collaborazione con A.I.Nu.C. (Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica) che si rivolge in via preferenziale a medici, biologi, farmacisti, dietisti, psicologi, fisioterapisti, odontoiatri, veterinari e a tutti i profili che direttamente o indirettamente operano nel campo della nutrizione.

La finalità del percorso di specializzazione è l’erogazione di competenze relative ai principali strumenti innovativi per indagare attraverso test di diagnostica molecolare, la suscettibilità alle malattie e per elaborare piani nutrizionali per mantenere un corpo in salute.

Il programma del master prevede lo studio di tutti i principali argomenti afferenti alla nutrigenetica; nel dettaglio gli approfondimenti:

  • Elementi di biologia e genetica
  • DNA
  • RNA
  • Genoma umano, in salute e in malattia
  • Ereditarietà genetica
  • La diagnostica genetica
  • Concetti di epigenetica
  • Concetti di nutrigenomica
  • Concetti di nutrigenetica
  • Principi nutrizionali generali
  • Il metabolismo
  • La dieta genetica nell’obesità e nei disturbi del comportamento alimentare
  • Restrizione calorica e genetica
  • Il DNA in oncologia
  • Genetica ed epigenetica in reumatologia
  • Nutrigenomica e nutraceutici
  • Reazioni avverse agli alimenti
  • Genetica ed epigenetica in gastroenterologia
  • Esempi di pannelli genetici
  • La bioninformatica
  • La consulenza genetica
  • Dieta genetica e dieta preventiva
  • La farmacogenomica
  • Profili di espressione genica associati ad interventi nutrizionali
  • La sirtuine
  • Il polimorfismo 5-HTT nella terapia nutrizionale
  • Aspetti genetici ed epigenetici della tiroide
  • Interazione tra polimorfismi genetici e capacità riproduttiva
  • La genetica nutrizionale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari
  • Dieta genetica e infiammazione
  • La genetica nella sclerosi multipla
  • La genetica nello sport
  • La genotossicità
  • La metabolomica
  • La genetica dell’autismo
  • Polimorfismi genetici in pediatria
  • La dieta genetica nella donna
  • La dieta antiaging

Al termine del master il corsista sarà in grado di individuare il piano nutrizionale più efficace per minimizzare i rischi legati ai vari tipi di polimorfismo genetico e per coadiuvare le relative terapie
Le competenze acquisite consentiranno al discente di elaborare pannelli genetici a seconda delle esigenze nutrizionali.

L’obiettivo finale del corso è la formazione di profili esperti in genetica nutrizionale in grado di svolgere le seguenti attività: elaborare piani alimentari personalizzati, da affiancare alle terapie, partendo dallo studio delle variazioni nell’assetto genetico; interpretare e refertare correttamente i dati provenienti dal laboratorio di biologia molecolare; elaborare diete antiaging finalizzate a contrastare l’invecchiamento fisico e psichico attraverso specifici nutraceutici.

Il master ha un costo di 2.600,00 euro, da corrispondere in 4 rate.

Particolarmente interessante, soprattutto per i professionisti attivi professionalmente e per chi non può spostarsi per raggiungere l’ateneo, la possibilità di seguire il corso a distanza, eliminando tutti i vincoli di orario o di presenza in aula per le lezioni.
L’e-learning Unicusano eroga i contenuti del master attraverso una piattaforma telematica di ultima generazione, all’interno della quale è disponibile tutto il materiale didattico per preparare gli esami.
Oltre ad e-book, slides e test di autoapprendimento, lo strumento mette a disposizione del corsista anche le video-lezioni in streaming, che in quanto pre-registrate possono essere seguite in qualunque momento della giornata, 7 giorni su 7, 24 ore su 24.

La presenza in ateneo è prevista esclusivamente in occasione degli esami.

Per ulteriori info e dettagli sul master online della Niccolò Cusano non esitare a contattare il nostro staff attraverso il form che trovi cliccando qui!