Corsi di Laurea | 24 Settembre 2022
Come funziona la tecnica del palazzo della memoria?

Come funziona la tecnica del palazzo della memoria?

Ogni giorno studenti di ogni ordine e grado si ritrovano di fronte alla necessità di memorizzare nozioni e informazioni; ecco perché è importante sapere come funziona la tecnica del palazzo della memoria, un metodo di memorizzazione antichissimo ma tutt’oggi efficace.

Il motivo per il quale una tecnica così antica è ritornata in auge è da ricercare nel progresso tecnologico, che da un lato agevola tante operazioni ma che dall’altro finisce inevitabilmente per impigrire gli individui.

Il processo ‘umano’ di memorizzazione diventa sempre più difficile a causa delle numerose memorie ‘virtuali’ che per tantissime operazioni sostituiscono le funzioni mnemoniche dell’uomo.
Abbiamo quindi progressivamente perso l’allenamento a ricordare, abituandoci ad utilizzare sistemi di memoria esterni, i quali però non possono essere utilizzati in ambito scolastico.

Fatte le dovute premesse analizziamo nel dettaglio il palazzo della memoria per capire come funziona e come utilizzarla al meglio nello studio.

Che cosa è il palazzo della memoria

Alla luce di quanto affermato nella premessa è piuttosto facile capire il motivo per il quale gli studenti utilizzano le tecniche di memorizzazione per ricordare informazioni e nozioni.

L’esigenza di migliorare le funzioni mnemoniche per rendere al massimo nello studio è avvertita in maniera particolare dagli studenti che frequentano corsi di laurea e master.
Notoriamente l’apprendimento universitario è caratterizzato da enormi quantità di argomenti da memorizzare e assimilare contemporaneamente.
Utilizzare un metodo di studi efficace che comprenda metodi e tecniche che agevolano e ottimizzano lo studio diventa fondamentale.

La tecnica del palazzo della memoria si rivela estremamente efficace e utile in quanto consente di memorizzare velocemente e a lungo termine, anche le informazioni più difficili.

Il metodo palazzo della memoria viene considerata un’evoluzione del metodo dei Loci; esso consiste nel trasformare informazioni in immagini, possibilmente belle e strane, da posizionare in determinati luoghi (in latino Loci).

Abbiamo quindi capito che si tratta di una tecnica piuttosto antica, ma esattamente chi ha inventato il palazzo della memoria?

Le origini sono legate alla figura del poeta lirico greco Simonide di Ceo (550 a.C.) il quale vide crollare il palazzo presso il quale, pochi istanti prima, aveva partecipato ad un banchetto.

Il poeta fu di grande aiuto per il riconoscimento dei partecipanti rinvenuti sotto le macerie; egli infatti ricordava perfettamente dove fossero seduti prima del crollo.

Tra gli altri personaggi famosi che hanno utilizzato la tecnica si ricordano Pico della Mirandola, che riusciva a ripetere a memoria la Divina Commedia, o anche Sherlock Holmes, che la utilizzava per le sue indagini. Anche Cicerone si serviva della tecnica nell’ambito delle sue famosissime orazioni.

L’efficacia della tecnica, ampiamente testata nel corso dei secoli, è dovuta al fatto che si basa sui due tipi di memoria più potenti dell’essere umano: la memoria visiva e la memoria spaziale.

La prima è legata alla visualizzazione mentale di immagini, la seconda al posizionamento mentale in luoghi conosciuti.

Con il termine ‘conosciuti’ ci riferiamo a quei luoghi che fanno parte già della memoria a lungo termine; luoghi noti che legati a nuove informazioni ne facilitano la memorizzazione.

L’espressione comune ‘in primo luogo’ ancora oggi utilizzata, deriva proprio dalla tecnica dei Loci.

Quando utilizzare la tecnica

Come accennato nel precedente paragrafo il palazzo della memoria si rivela particolarmente efficace e produttivo per gli studenti universitari, ovvero nell’ambito di un apprendimento impegnativo e complesso sia per quanto riguarda la tipologia di concetti da assimilare e sia per la quantità di informazioni.

Giurisprudenza e medicina sono tra le facoltà per le cui caratteristiche la tecnica si rivela più utile.

In generale, la mnemotecnica può essere utilizzata in tutte quelle casistiche in cui bisogna costruire, e quindi memorizzare e ricordare, un discorso o un ragionamento.
In altre parole è utile in tutti quei casi in cui è fondamentale organizzare in maniera ordinata una serie di concetti e definirne i relativi collegamenti.

Il consiglio, qualunque sia la materia da studiare, è allenarsi ad utilizzare la tecnica partendo da liste semplici e piccoli palazzi.

Come costruire un palazzo mentale

Prima di iniziare la costruzione del palazzo è necessario individuare tutti i concetti chiave dell’argomento o degli argomenti da assimilare.
È quindi necessario stilare una lista di parole chiave che sintetizzano i vari concetti da memorizzare.

Il primo step per costruire un palazzo della memoria, o palazzo mentale che dir si voglia, è individuare un luogo fisico conosciuto, un percorso familiare composto da immagini chiare.

Successivamente si procede con l’associare ad ogni immagine un concetto o un’informazione.
Per evitare confusioni è importante identificare, nell’ambito del luogo scelto, un senso di percorrenza, seguendo il quale sarà più semplice strutturare un ragionamento logico.

Per rendere maggiormente chiara la realizzazione di un palazzo della memoria faremo degli esempi pratici.

La scelta più comune relativamente ad un ‘luogo conosciuto’ riguarda la propria casa.
Ogni stanza rappresenta una tappa del percorso, per cui viene associata ad uno specifico argomento.

Successivamente, all’interno delle stanze bisogna poi selezionare una serie di oggetti (mobili, complementi d’arredo o qualsiasi altro elemento ben visibile).
Ad ogni oggetto viene poi associato un concetto chiave, trasformato in un’immagine.
Per aumentare il potere evocativo dell’immagine è preferibile che essa risulti originale, strana, fuori dall’ordinario; più bizzarra sarà e più facile risulterà ricordarla.

Una valida alternativa alla propria abitazione potrebbe essere la strada percorsa quotidianamente per raggiungere l’università, o l’ufficio, o qualsiasi altro posto che prevede la ripetitività del percorso.
In tal caso bisogna individuare, nel tragitto, una serie di elementi conosciuti, come ad esempio un negozio, una fontana, una panchina, e così via…

Un piccolo suggerimento per quanto riguarda la scelta degli oggetti: è preferibile evitare di scegliere oggetti troppo ravvicinati o simili tra loro in quanto potrebbero creare confusione nel momento in cui bisogna ricordare i concetti ad essi associati.

Per lo stesso motivo è importante utilizzare sempre lo stesso senso di percorrenza, senso orario o antiorario a seconda delle preferenze.
Strutturare un percorso con collegamenti per i quali si ritorna indietro significa creare disorientamento.

Per rendere efficace la tecnica mnemonica appena descritta è necessario il ripasso, ossia la fase che consente di verificare il livello di apprendimento e di imprimere indelebilmente le informazioni nella memoria a lungo termine.

La segmentazione

Una volta acquisita una certa dimestichezza con la costruzione del palazzo della memoria, e dopo aver compreso come sfruttarne appieno tutte le potenzialità, può nascere l’esigenza di ampliare il palazzo, ovvero la struttura del luogo scelto.

La necessità si genera soprattutto per la preparazione degli esami universitari, per i quali sono previsti centinaia di pagine e decine di capitoli da studiare.
A questo punto, con un po’ di esperienza, è possibile utilizzare, nell’ambito della stessa tecnica del palazzo della memoria, un’altra tecnica definita ‘segmentazione’.

Si tratta in pratica di suddividere ulteriormente gli elementi scelti come punti di riferimento in elementi più piccoli.

Per capire meglio, prendiamo in considerazione il divano al quale avremo precedentemente associato un’informazione; esso può a sua volta diventare un micro-palazzo, associando i relativi elementi ad altri concetti.
I sub-loci di un divano potrebbero essere ad esempio il cuscino, lo schienale, il copridivano o qualsiasi altro elemento che compone la struttura e il suo decoro.

Ora sai come funziona la tecnica del palazzo della memoria e sai come ricordare tante cose in poco tempo.
Non ti resta che testare l’efficacia della mnemotecnica iniziando ad impostare l’apprendimento sulla base dei suggerimenti contenuti in questa guida.

Credits: SIphotography/ Depositphotos.com

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