Come imparare la lingua dei segni: consigli utili

come imparare la lingua dei segni

Abbattere le barriere linguistiche/comunicative e allo stesso tempo svolgere la professione di interprete: ecco due delle principali motivazioni per le quali ci si domanda come imparare la lingua dei segni.

La sordità e tutti i deficit che affliggono l’apparato uditivo determinano un’invalidità più o meno grave che può compromettere la vita sociale ed economica degli individui.

Per raggiungere le cosiddette ‘pari opportunità’ e migliorare la condizione della comunità sorda diventa fondamentale la figura dell’interprete LIS.

Nel corso di questo post Unicusano intende approfondire il ruolo del professionista esperto nel linguaggio dei segni, analizzando i requisiti e i percorsi accademici richiesti per acquisire le competenze e i titoli che abilitano alla professione.

LIS: introduzione alla Lingua dei Segni

Quando si parla di lingua dei segni si fa comunemente riferimento alla tipologia di comunicazione utilizzata dalle persone sorde per interagire e comunicare con gli altri.

L’introduzione ufficale della LIS è avvenuta nel 2020, anno in cui i governi mondiali hanno finalmente deciso di rendere accessibile ai non udenti tutte le principali informazioni e comunicazioni, come ad esempio i telegiornali, i discorsi ufficiali tenuti dal Presidente del Consiglio e i bollettini quotidiani relativi alla situazione e ai dati Covid.

In Italia la decisione di inserire interpreti LIS nell’ambito dell’informazione televisiva è stata formalizzata attraverso il DL n. 41 del 22/03/2021.
Il Decreto che all’articolo 34-ter “Misure per il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana e l’inclusione delle persone con disabilità uditiva”, riconosce, promuove e tutela la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST).

Nell’ambito dell’articolo vengono inoltre riconosciute le figure dell’interprete LIS e dell’interprete LIST come professionisti esperti di traduzione e interpretazione.

Entriamo nello specifico del linguaggio e cerchiamo di capire in cosa consiste.

Identificata anche con l’acronimo LIS, la Lingua Italiana dei Segni è nello specifico un sistema di comunicazione che si basa sul canale visivo-gestuale per la veicolazione dei messaggi.

Così come per le lingue vocali ogni comunità ha la sua lingua dei segni: in Italia la LIS, nel Regno Unito la BSL (British Sign Language), in Francia la LSF (Langue des Signes Française), in Brasile la LIBRA (Língua Brasileira de Sinais), negli USA la ASL (American Sign Language), in Nuova Zelanda la NZSL (New Zealand Sign Language).

Il linguaggio utilizzato dalla Comunità Sorda Italiana prevede, proprio come una qualsiasi lingua parlata, regole grammaticali ben precise.

A differenza di quello che comunemente si pensa, i segni utilizzati dalle persone non udenti non identificano la specifica traduzione di una parola.
Il linguaggio è impostato su un vocabolario e una grammatica peculiari e complessi, fatti di regole precise che non corrispondono alla lingua parlata.

La lingua si basa su segni delle mani, espressioni del volto, movimenti della bocca e del corpo.
Il requisito imprescindibile per comunicare in maniera chiara ed efficace è l’esecuzione precisa di ogni singolo gesto.

I segni, ovvero i gesti effettuati con le mani, per esprimere una parola o un concetto sono associati a: particolari posizioni del palmo e delle braccia; posizioni statiche o movimenti.
La gestualità del corpo (viso compreso) permette di trasmettere anche aspetti non verbali, come ad esempio l’intonazione della voce.

Oltre a gesti e movimenti la LIS prevede anche un alfabeto manuale che rappresenta manualmente le lettere utilizzate nella scrittura (dattilologia).
Tale alfabeto non viene però utilizzato per parlare ma soltanto per ‘scrivere nello spazio’ parole della lingua parlata che non hanno un corrispettivo in segni.

Cosa si intende per sordità

Prima di addentrarci nell’ambito del linguaggio utilizzato dalle persone sorde è d’obbligo una breve premessa per cercare di capire cosa si intende per sordità.

Iniziamo subito col precisare che si tratta di una disbilità che rientra nella categoria degli ‘handicap invisibili’.

Tecnicamente la sordità identifica un deficit della capacità uditiva (riduzione o perdita dell’udito) che a seconda dei casi può essere provocato da un danno all’apparato uditivo o da una fisiologica degenerazione (invecchiamento).

A seconda dell’entità della perdita uditiva, la sordità è classificata a livello internazionale in quattro gradi, le cui soglie sono espresse in decibel (dB).

  • Sordità lieve: tra i 20 e i 40 dB (la voce bisbigliata non viene percepita)
  • Sordità moderata: tra i 40 e i 70 dB (la voce di un normale livello di conversazione non viene udita perfettmente; difficoltà a distinguere le parole)
  • Sordità grave: tra i 70 e i 90 dB (si avvertono soltanto i suoni delle parole, anche se pronunciate a intensità elevata)
  • Sordità profonda: uguale o superiore a 90 dB (le parole non sono assolutamente udite, per cui non si è in grado di percepire nulla)

I deficit che riguardano le funzioni uditive vengono tecnicamente definite ‘ipoacusie’ che a seconda della localizzazione si dividono in:

  • Ipoacusie di trasmissione: affliggono l’apparato di trasmissione dei suoni, per cui riguardano la parte più esterna dell’orecchio (condotto uditivo, membrana e ossicini del timpano).
    Sono causate da malformazioni, traumi o processi infiammatori.
  • Ipoacusie neurosensoriali: affliggono il nervo acustico, per cui riguardano l’orecchio interno.
    Sono causate principalmente dall’esposizione prolungata a rumori e dal naturale processo di invecchiamento.
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Credits: IgorVetushko/Depositphotos.

Come imparare il linguaggio dei segni

Entriamo nel merito della lingua utilizzata dalle persone sorde per cercare di capire come funziona, in linea generale, la modalità di comunicazione.

Come abbiamo già accennato in precedenza la lingua dei segni prevede una grammatica, una sintassi e delle regole proprie, che non si basano sulla lingua parlata del Paese al quale appartengono.

Ogni gesto è definito da 4 parametri che nello specifico sono:

  1. Configurazione della mano (ad ogni segno corrisponde una differente configurazione della mano)
  2. Orientamento della mano
  3. Movimento della mano
  4. Luogo di esecuzione dei segni

Nell’esecuzione dei gesti vengono solitamente utilizzate entrambe le mani, di cui una viene definita ‘dominante’ e l’altra ‘non dominante’. Per i mancini la mano dominante è la sinistra.

Per imparare la LIS e diventare un professionista è necessario frequentare un corso di interprete LIS.

Dal momento che si tratta di una lingua impostata su regole precise e segni arbitrari, l’apprendimento è tutt’altro che semplice; ecco perché è importante che l’insegnamento venga svolto da persone madrelingua, ossia da persone nate sorde.

Come diventare interprete LIS

In Italia, per la figura dell’interprete LIS non esiste un percorso di studi specifico; non esiste un corso di laurea per imparare il linguaggio dei segni ma una serie di corsi di formazione attivati da istituti privati.

I corsi, disponibili presso istituti dislocati su tutto il territorio nazionale, prevedono vari livelli di formazione, ognuno dei quali corrisponde ad un anno accademico.

Durante i primi 3 anni i programmi si focalizzano sulla parte teorica e sulla conoscenza base della lingua.
Durante i successivi due anni si approfondisce il linguaggio affiancando alla teoria l’esperienza pratica di un tirocinio.

Al termine dei cinque anni è previsto un esame finale, il cui superamento consente di ottenere l’attestato ufficiale, e quindi la qualifica di Interprete o Assistente alla comunicazione con le quali è possibile iniziare a lavorare.

Trattandosi di corsi privati i numeri dei livelli e le modalità di frequentazione degli stessi potrebbero variare a seconda delle regole stabilite dall’istituto erogatore.

Di seguito abbiamo raccolto alcuni degli enti e degli istituti più autorevoli, presenti sul territorio nazionale, presso i quali sono attivi corsi per diventare interprete LIS:

  • ENS (Ente Nazionale Sordi): presente in tutte le regioni italiane, è considerato il più autorevole a livello nazionale
  • Gruppo SILIS (Studio e Informazione sulla Lingua dei Segni Italiana): attivo su Roma
  • AES (Accademia Europea Sordi): attiva su Roma
  • ISSR (Istituto Statale Sordi Roma): attivo su Roma
  • COUNSELIS: attivo su Napoli
  • Mason Perkins: attivo a Siena
  • LIS-LEARNING: attivo su Bologna

Concludiamo il paragrafo analizzando i principali sbocchi lavorativi per un interprete LIS.

Un professionista può lavorare all’interno di licei e scuole di ogni livello, laddove sono presenti studenti non udenti; come interprete nell’ambito di conferenze, congressi e workshop; come mediatore tra un professionista ed un cliente.
Può inoltre lavorare nell’ambito degli eventi e dello spettacolo.

La retribuzione da dipendente oscilla tra i 1.200 e i 1.500 euro mensili.
Un libero professionista, ovvero un freelance che lavora con partita iva, può arrivare a guadagnare fino al 400 euro per una singola giornata lavorativa.

Cosa si studia nei corsi LIS

La struttura dei corsi LIS prevede una parte teorica e una parte pratica.

Si parte quindi dall’alfabeto LIS (dattilologia), base fondamentale per avvicinarsi alla modalità comunicativa impostata sui segni.

Tra gli argomenti teorici, finalizzati a consentire un corretto approccio alla comunità dei sordi, rientrano la conformazione dell’apparato uditivo e il relativo funzionamento, le problematiche e le caratteristiche dell’ipoacusia, la cultura delle persone affette da ipoacusia.

I programmi dei corsi prevedono, inoltre, numerose esercitazioni, da svolgere in aula oppure a casa.

Per gli studenti è fondamentale acquisire e perfezionare le espressioni facciali, che nell’ambito della LIS assumono spesso un preciso significato.

Percorso parallelo alla LIS: i corsi di laurea

Come accennato in precedenza i corsi LIS permettono di acquisire il titolo, e quindi la professionalità, per operare come interprete.

Per chi vuole arricchire il proprio know how culturale e linguistico, e acquisire una preparazione più completa e competitiva a livello professionale, è consigliabile affiancare al percorso LIS un corso di laurea.
Specifichiamo che la laurea da sola non è sufficiente per essere abilitati a svolgere la professione in questione, per cui il corso di laurea deve essere inteso come un plus da aggiungere al proprio curriculum.

Tra gli indirizzi di studi che prevedono programmi e materie affini e complemetari alla professionalità dell’interprete segnaliamo Logopedia (L/SNT2), Mediazione linguistica (L-12), Scienze della comunicazione (L-20), Scienze dell’Educazione e della formazione (L-19), Scienze della formazione primaria (LM-85 bis), DAMS (L-3).

Ora sai come imparare la lingua dei segni e come diventare interprete LIS; non ti resta che identificare il corso di formazione più adatto alle tue esigenze e iniziare subito a specializzarti.

Credits: Amaviael/Depositphotos.com