Come diventare energy manager: studi e possibilità

come diventare energy manager

Nell’ambito di una forte sensibilizzazione verso la tematica ambientale e di un aumento della richiesta di profili specializzati nel settore energetico ‘green’ spopola un quesito: come diventare energy manager?

La cosiddetta efficienza energetica, intesa come utilizzo ottimizzato delle risorse, è diventata un’esigenza per tutte le aziende che operano sul mercato.

Si aprono così nuove e promettenti opportunità occupazionali per i profili tecnici qualificati nel settore delle energie.

Prima di addentrarci nell’ambito del percorso di studio e specializzazione più idoneo per diventare un manager appetibile dal punto di vista professionale cerchiamo di familiarizzare con il profilo.

Chi è e cosa fa il manager del settore energetico

Entriamo nel cuore del nostro post per approfondire quelle che sono le principali mansioni di un energy manager e le caratteristiche della relativa professionalità.

Partiamo dalla definizione fornita da Wikipedia:

“L’energy manager è una figura professionale – in Italia collegata a un obbligo di legge per i grandi consumatori – che vede tra i propri compiti principali l’analisi, il monitoraggio e l’ottimizzazione dell’uso dell’energia delle imprese e degli enti, pubblici o privati, consentendo così di conseguire benefici economici, energetici, ambientali e legati alla produzione di beni e servizi.”

Il suo ruolo consiste nell’individuare soluzioni innovative che permettano di ottimizzare i costi inerenti all’energia. Oltre ad essere responsabile dell’utilizzo razionale dell’energia ha il compito di verificare periodicamente i consumi attraverso gli audit oppure i report prodotti da sistemi automatizzati.

In sintesi, tra le funzioni di un energy manager rientrano:

  • il controllo, la regolazione e un oculato utilizzo degli impianti;
  • la promozione di comportamenti consapevoli da parte dei dipendenti;
  • la proposta di investimenti rivolti a migliorare i processi produttivi.

Rientrano, talvolta, tra le mansioni del profilo in analisi, anche gli acquisti di energia elettrica.

Nell’ottica di una tendenza ‘green’, che coinvolge ormai tutte le realtà produttive che operano sul mercato attuale, l’energy manager gioca un ruolo fondamentale: acquisti green e selezione di impianti e macchinari che nei limiti del possibile riducono l’impatto sull’ambiente sono alcune delle attività che solitamente è tenuto a svolgere un professionista esperto nel settore energetico.

In linea generale possiamo dire che il ruolo cambia in base alle dimensioni dell’impresa.

Nelle grandi aziende ad esempio il profilo è essenzialmente un dirigente preposto alla guida di un team di esperti tecnici.

Nelle aziende e gli enti di modeste dimensioni la figura assume la funzione di consulente esterno in possesso di competenze prevalentemente tecniche.

Nei casi in cui la consulenza è rivolta a singole residenze il profilo interviene a supporto del cliente attraverso associazioni di consumatori, agenzie e punti energia. In tal caso, venendo a mancare la parte gestionale il profilo non è definito manager ma energy auditor.

La figura in oggetto e la relativa professionalità rappresentano il fulcro intorno al quale ruota l’attività della FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia).

Riconosciuta giuridicamente l’associazione, senza scopo di lucro, gestisce la nomina degli energy manager e allo stesso tempo si occupa di promuovere l’utilizzo efficiente dell’energia attraverso iniziative istituzionali e l’erogazione di servizi rivolti a chi opera nell’ambito energetico.

Tra le attività della FIRE la promozione di una normativa allineata alle evoluzioni del settore.

La Legge 10 del 1991 prescrive la presenza di un energy manager in tutte le industrie che registrano un consumo di energia annuo superiore ai 10.000 tep e in tutte le altre organizzazioni che superano i 1.000 tep.

La stessa legge definisce il profilo come il ‘responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia’ evidenziando quelli che sono i principali compiti:

  • Art. 19: individuare le azioni, gli interventi e le procedure per promuovere l’uso razionale dell’energia; predisporre bilanci energetici in funzione dei parametri economici e degli usi energetici finali; predisporre i dati energetici da comunicare.
  • Art. 26: redazione della relazione tecnica e dell’attestazione di verifica inerenti al progetto teso a rispettare l’obbligo, imposto dalla legge a tutti gli edifici pubblici e/o adibiti ad uso pubblico, di soddisfare il fabbisogno energetico ricorrendo, laddove possibile, a fonti rinnovabili.
  • Monitorare lo stato dei lavori e la corretta esecuzione dei contratti di Servizio di Energia nei casi in cui il committente è un ente pubblico con l’obbligo di nominare un energy manager.

lavorare nel mondo dell'energia

Lavorare nel mondo dell’energia

In seguito alle recenti evoluzioni legislative e all’introduzione del regime di libera concorrenza nei settori energetici e delle utility nasce l’esigenza, per aziende, industrie e strutture pubbliche, di avvalersi di professionisti in possesso di competenze specialistiche.

Come già anticipato all’inizio del post si aprono ottime opportunità occupazionali.

È piuttosto evidente che la domanda in questione si presenta particolarmente esigente per cui oltre ad una laurea in Ingegneria è fondamentale approfondire il proprio know how con un corso di specializzazione.

A tal proposito l’Università Telematica Niccolò Cusano, in partnership con S.C.I.R.E. (Scientific Consortium for Industrial Research and Engineering, ha attivato il master in ‘Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili’.

Si tratta di un corso post-laurea di II livello, ideale per chi desidera diventare energy consultant, che mira a formare profili in possesso delle competenze necessarie per mettere a punto sistemi integrati per la produzione distribuita di energia elettrica basata sull’utilizzo di fonti rinnovabili.

Nel dettaglio il programma del corso prevede lo studio e l’approfondimento dei seguenti argomenti:

  • Conoscenze di base di analisi fluidodinamica
  • Conoscenze di base di analisi termodinamica
  • Conoscenze di base di sistemi energetici
  • Scenario energetico e obiettivi a breve-medio-lungo termine
  • Efficienza energetica
  • Fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e/o combinata
  • Smart city e smart grid
  • Le nuove tecnologie per l’efficienza energetica
  • Produzione dell’energia distribuita
  • Sicurezza degli impianti e degli apparati
  • Sistemi di monitoraggio e controllo

Il master prevede un costo di 1.700,00 euro da corrispondere in 4 rate. Per gli ingegneri iscritti all’Ordine è prevista una quota ridotta pari a 1.300,00 euro.

Ora che sai come diventare energy manager non ti resta che richiedere ulteriori dettagli sul percorso di specializzazione attraverso il modulo online che trovi qui!