Come fare un’intervista per la tesi: quello che devi sapere

come fare un'intervista

Se stai per laurearti e hai scelto di preparare una tesi di tipo sperimentale allora dovresti sapere come fare un’intervista.

Sicuramente sai già che una tesi di ricerca si basa su sondaggi, analisi ed esperimenti; e sicuramente sei a conoscenza del fatto che una delle ‘strategie’ per realizzare un buon lavoro è raccogliere dati e informazioni direttamente da esperti del settore.

Lo strumento attraverso il quale mettere insieme materiale utile alla tua ricerca è l’intervista che, per quanto possa apparentemente sembrare un banale dialogo fatto di domande e risposte, richiede una fase di preparazione tutt’altro che semplice e scontata.

Che si tratti di un elaborato ad indirizzo economico, psicologico o statistico, in questo post ti spiegheremo come fare un’intervista antropologica attraverso una serie di dritte e consigli utili.

Come preparare un’intervista

Come ti abbiamo accennato nel corso della premessa, una buona intervista scaturisce da una programmazione strutturata, definita fin nei minimi dettagli.

Il primo step è raccogliere più informazioni possibili sull’argomento, avvalendosi di fonti autorevoli quali ad esempio annuari, banche dati, testi e materiale attendibile recuperato online.

Successivamente si passa alla scelta dell’intervistato, ossia il profilo con competenze e conoscenze in materia che potenzialmente è in grado di fornire risposte esaustive.

Alla scelta del soggetto più adatto ad assecondare le peculiari esigenze di ricerca e approfondimento segue un ulteriore lavoro di raccolta informazioni.

Conoscere in anticipo la persona da intervistare, oltre a consentire all’intervistatore di predisporre le domande giuste, permette di individuare le modalità di approccio più idonee e le tematiche sulle quali focalizzarsi maggiormente.

Le domande

Entriamo nel cuore del nostro post, ovvero nella fase che prevede la predisposizione di una scaletta nella quale appuntare in anticipo le domande per un’intervista; cerchiamo di capire cosa e come chiedere?

Iniziamo subito con una premessa; una buona intervista deve essere originale per cui è fondamentale documentarsi su eventuali indagini simili, al fine di evitare di inserire nella scaletta quesiti ai quali è già stata fornita risposta in precedenza.

Bisogna individuare temi inediti o per meglio dire aspetti di argomenti che non sono mai stati trattati, o che magari sono stati affrontati con marginalità.

É consigliabile rivolgere all’esperto domande precise, che non lascino spazio a risposte generiche e superficiali e che permettano di raccogliere quante più informazioni possibili sulla tematica in oggetto.

In linea generale i cosiddetti ‘quesiti aperti’ stimolano risposte più articolate e complete in quanto lasciano ampio spazio di espressione alle conoscenze dell’interlocutore.

Al contrario le domande definite ‘chiuse’ conducono verso risposte ‘secche’, sintetiche.

Prima di concludere il paragrafo è d’obbligo una piccola precisazione.

La scaletta è da intendersi come una sorta di guida, per cui non è detto che l’intervistatore debba seguirla alla lettera. Una risposta poco chiara o eccessivamente superficiale può richiedere un ulteriore approfondimento.
In tal senso può risultare utile rilanciare con un semplice ‘Cosa intende con ciò?… Può chiarire ulteriormente il concetto?’, finalizzato a far parlare di più l’intervistato.

Il risultato finale

Al termine dell’intervista il materiale raccolto deve essere ordinato e integrato all’interno della tesi sperimentale.

L’obiettivo finale, ovvero il risultato a cui tende l’elaborato, è trattare e approfondire il tema scelto attraverso  un’esposizione logica e coerente dei concetti: in altre parole i dati e le notizie fornite dagli esperti devono avvalorare analisi, ricerche ed esperimenti personali, e viceversa.

domande per un'intervista

Qualche consiglio …

Concludiamo il post con qualche suggerimento di carattere generale, utile per rendere efficace l’intervista ai fini della redazione della tesi.

Per praticità di lettura abbiamo suddiviso i consigli per punti:

  1. Inizia dalle domande ‘semplici’
    Mettere a proprio agio l’intervistato è il primo passo verso un’intervista ben fatta.
    Lo stratagemma consente di introdurre l’argomento e allo stesso tempo permette all’interlocutore di organizzare le idee prima di entrare nel nucleo più articolato del tema.
  2. Il numero delle domande
    Dal momento che si tratta di un’intervista finalizzata a raccogliere informazioni per la tua tesi di ricerca, il numero delle domande dipende dalla complessità dell’argomento e dalla vastità degli aspetti che hai deciso di trattare.
    In linea generale lo standard oscilla tra un minimo di cinque e un massimo di dieci quesiti.
  3. Stile chiaro e conciso
    Ogni signola domanda posta all’intervistato deve risultare immediatamente chiara per cui il suggerimento e di strutturare quesiti semplici, brevi, essenziali e allo stesso tempo precisi e diretti.
    Sono da evitare gli inutili e dispersivi giri di parole.
  4. Registrazione
    Per evitare di perdere passaggi e dettagli importanti, e al fine di agevolare la fase di elaborazione del materiale raccolto, suggeriamo di registrare l’intero colloquio.
    Attenzione però a chiedere il consenso dell’intervistato.

Ora sai esattamente come fare un’intervista per cui non devi fare altro che iniziare ad impostare il questionario e raccogliere i dati necessari per sviluppare la tesi.

Se l’ambito delle ricerche e dell’analisi dei dati ti affascina e desideri intraprendere un percorso di specializzazione, subito dopo aver conseguito la laurea, ti suggeriamo di dare un’occhiata ai master online delle aree economica e psicologica attivati dall’Università Telematica Niccolò Cusano.

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