La dieta Mediterranea e gli alimenti base: la tematica affrontata dal master In Nutrizione Clinica

dieta mediterranea

Pane, pasta, legumi, frutta, verdura e olio extravergine d’oliva: la dieta mediterranea è nota a tutti per i suoi innumerevoli benefici sulla salute e sulla longevità.

E’ uno stile di vita salutare che, secondo i risultati di studi scientifici, aiuta a prevenire numerose malattie croniche quali ad esempio  il diabete, la bulimia, l’obesità, l’ipertensione e alcune patologie cardiovascolari.
La dieta mediterranea rappresenta inoltre un importantissimo strumento di prevenzione dei tumori.

Il modello alimentare è stato di recente trattato anche dal congresso sulla Nutrizione Clinica, tenutosi a Firenze lo scorso mese.
Tra gli interventi più interessanti è da segnalare quello del segretario della Sinuc (Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo) Paolo Orlandoni, il quale ha evidenziato la correlazione tra la dieta mediterranea e la riduzione del rischio di morte per ictus; riduzione quantificabile in una percentuale pari al 30%.
In caso di pazienti colpiti da ictus l’alimentazione può causare uno stato di malnutrizione e quindi un peggioramento della condizione; un corretto supporto nutrizionale può prevenire la malnutrizione e scongiurare peggioramenti.

Quella dell’alimentazione è una tematica sempre più dibattuta; la sua importanza nell’ambito del benessere fisico e psichico degli individui è stata, ed è tutt’oggi, oggetto di ricerche e studi che nel corso degli anni hanno individuato e confermato i benefici del regime alimentare mediterraneo.

Ma partiamo dalle origini…

Un po’ di storia

Il primo a scoprire i benefici della Dieta Mediterranea fu Ancel Keys, il nutrizionista americano che durante i suoi soggiorni nel Cilento capì che la longevità delle popolazioni locali era in gran parte dovuta allo stile alimentare.

Dopo aver stabilito la base per i suoi studi nel paesino cilentano di Pioppi, frazione del comune di Pollica, Keys si dedicò alle ricerche che lo portarono alla stesura del libro ‘Eat well and stay well, the mediterranean way’.

Lo studioso si accorse che le popolazioni del bacino mediterraneo (italiani, spagnoli, portoghesi, greci, croati) erano più longevi e meno suscettibili ad alcune patologie rispetto agli americani.
Dopo anni di studi e ricerche comprese che il motivo di tale fenomeno era dovuto al differente modello alimentare che caratterizzava le due aree del pianeta.

Fu lo stesso Keys a coniare la definizione di ‘Dieta Mediterranea’, quella che poi sarebbe diventata, nel corso degli anni, un vero e proprio modello alimentare, considerato da medici, dietologi e ricercatori sano ed equilibrato.

Nel 2010 la Dieta Mediterranea ha perfino ottenuto dall’UNESCO il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

La piramide degli alimenti

Per quanto lo stile alimentare studiato, analizzato e promosso da Keys abbia subito nel corso degli anni una serie di modifiche, gli alimenti base della Dieta Mediterranea restano il pane, la pasta, i legumi, la verdura, la frutta e l’olio extravergine d’oliva.

I principi cardine sono sintetizzati graficamente nella piramide alimentare, nella quale sono indicati in ordine decrescente gli alimenti da consumare con più frequenza e quelli da limitare drasticamente.

Alla base del grafico attività sportiva e movimento; seguono i cibi da consumare quotidianamente tra i quali pane, pasta, riso, frutta e verdura.
Rientrano nel consumo giornaliero, subito dopo il primo scalino della piramide, anche latte e derivati, frutta a guscio, spezie e il protagonista assoluto di tutti i piatti mediterranei e cilentani: l’olio extravergine d’oliva.
Salendo verso il vertice incontriamo quegli alimenti interessati da un consumo moderato: parliamo di latte, carni bianche, uova e pesce povero.
Il vertice è occupato dai dolci e dalle carni rosse, da consumare occasionalmente.

Per non commettere errori nell’osservare uno stile alimentare che rispecchi la piramide è fondamentale mantenere una certa moderazione nelle porzioni, di qualsiasi alimento si parli.

nutrizione clinica

Lavorare nell’ambito della nutrizione

Come già accennato in precedenza l’alimentazione è una tematica di grande attualità in quanto elemento imprescindibile per la salute e il benessere degli individui.

Con l’aumento della patologie correlate ad abitudini alimentari scorrette aumenta anche la richiesta di esperti in nutrizione.
Numerose sono le figure professionali operanti direttamente o indirettamente nel settore, che diventa per tanti giovani laureati in Scienze della Formazione un interessante e promettente orizzonte occupazionale.

Non a caso tra le proposte dell’Università Telematica Niccolò Cusano figura il master in Nutrizione Clinica, attivato in convenzione con l’Università Popolare A.I.Nu.C.

Si tratta di un percorso post-laurea di primo livello che in quanto afferente all’ambito della nutrizione non può non includere anche il modello alimentare mediterraneo.

Ma procediamo per gradi e scopriamo insieme tutte le caratteristiche del corso e le potenzialità per chi desidera specializzarsi nel campo della nutrizione clinica.

Partiamo dagli argomenti oggetto di approfondimento:

  • Principi generali di nutrizione clinica: si parte dall’anamnesi e dal diario alimentare per arrivare alla nutri genetica; nell’ambito dello stesso modulo saranno inoltre analizzate le differenze che sussistono tra allergie, intolleranze e deficit enzimatici.
  • Alimentazione e patologie gastro – enterologiche: l’area tematica tratta nel dettaglio il sistema immunitario, disbiosi intestinale e candidosi, intolleranza al lattosio, steatosi epatica, malattia celiaca.
  • Nutrigenetica: dai fondamenti di genetica all’interazione genetica/nutrizione passando per i polimorfismi genetici predisponenti.
  • Alimentazione preventiva e terapeutica, uno dei moduli più importanti e interessanti del corso basato sui seguenti argomenti: sindrome metabolica, principi generali, obesità e diabete; ormoni tiroidei e metabolismo basale; alimentazione in pediatria; ruolo dell’alimentazione nella ADHD e ADD; alimentazione e ciclo vitale della donna; alimentazione e patologie cutanee; alimentazione in geriatria; alimentazione nella prevenzione delle malattie cardiovascolari; alimentazione e patologie otorino-laringoiatriche; trattamento nutrizionale del malato oncologico; nutrizione ed estetica; nutrizione e odontoiatria; nutrizione enterale e parenterale; alimentazione nel fitness e nello sport.
  • Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): dalla classificazione all’approccio nutrizionale più idoneo, passando per una corretta diagnosi.
  • Elaborazione schemi nutrizionali: è qui che si inserisce la Dieta Mediterranea modificata, affiancata da altre tipologie di diete tra le quali quelle disintossicanti, proteiche, metaboliche, disintossicanti e nutri genetiche.
  • Tecniche diagnostiche e di misurazione dei parametri corporei: diagnosi di intolleranze alimentari e di intolleranze al lattosio; diagnosi di celiachia; il mineralogramma; test genetici; tecnica di misurazione BMI Impedenziometria.
  • Nutraceutica e la bioterapia nutrizionale: sindrome infiammatoria, stress ossidativo, nutrizione antiaging e radicali liberi, terapie nutrizionali antiossidanti (punteggio ORAC), la BTN per la depurazione di fegato, rene e dell’apparato gastro-enterico.
  • Rimedi naturali: omeopatia, fitoterapia, floriterapia, micro e macro nutrienti delle terapie nutrizionali.

Il master è aperto ai soci dell’ Associazione U.P.A.I.Nu.C e si rivolge in via preferenziale a medici, biologi, dietisti, insegnanti di sostegno e a tutte quelle figure che operano nell’ambito della nutrizione; il corso è indicato sia per i neo-laureati che ambiscono a lavorare nel settore, sia per i professionisti già attivi che hanno l’esigenza di riqualificare, aggiornare e/o approfondire le proprie competenze.

Tra gli obiettivi formativi quello di favorire un approccio di largo spettro al settore dell’alimentazione.
Il corso intende affrontare la tematica nutrizione anche in senso olistico, ovvero analizzando gli errori alimentari che possono causare disturbi e patologie.

Al termine del master i corsisti avranno sviluppato le capacità necessarie per: individuare le reali problematiche dei pazienti; individuare le possibilità diagnostiche per risolvere le problematiche; predisporre gli schemi alimentari più idonei  per alleviare i sintomi del paziente e migliorare la sua qualità della vita. Avranno inoltre acquisito conoscenze e competenze aggiornate in merito alle novità scientifiche nel campo della diagnostica e della terapia nutrizionale.

Per avere ulteriori informazioni sul percorso di studi o per richiedere maggiori dettagli in  merito alle modalità di adesione all’Associazione U.P.A.I.Nu.C compila il modulo online che trovi cliccando qui!