Unicusano Basket: allenamenti intensi e 3 settimane alla partenza per la Croazia

Unicusano Basket, diaro di bordo.*

*di Max Cannalire

Tre settimane alla partenza per la Croazia e gli allenamenti sono diventati intensi, pratici, basati sulla tecnica, sul perfezionamento di certi movimenti. Una fase di preparazione in piena regola, per i singoli rappresentanti. Una liaison c’è, nel gruppo, tra chi parte, e chi resta a Roma e nelle rispettive sedi. Questa sera non faccio le 5 in piedi a scegliere i rappresentanti della UniCusano al 5° Torneo Internazionale InterUniversitario di Pola. Faccio solo le 2, perché ho avuto il piacere di degustare, in un noto ritrovo della parte Est di Roma, una mezza porzione di rigatoni alla gricia e un quarto di porzione all’amatriciana. Uno spettacolo, con due dirigenti anzi tre, di partenza per la stupenda cittadina croata, un tempo appartenente all’Italia.
Ci siamo fatti due risate, sugli errori e sui difetti, ne abbiamo parlato serenamente: ho comunicato loro il Regolamento Interno approvato per la squadra, sia per il viaggio a Pola che per il resto dell’attività. Non è quello di fare bene soltanto di fronte ad altre 23 avversarie, ma la volontà di continuare a innaffiare il seme gettato dall’ateneo di Stefano Bandecchi e dalla sua famiglia per far sì che quel grande Sport, il Basket, che è Cultura, prosegua il suo corso. Non ho la palla di vetro, e non so se i nostri siano più forti di avversari che non conosco bene come le altre formazioni non conoscono le qualità dei nostri 10 giovanotti (al posto dei 12 iniziali ipotizzati). Una cosa però la so: c’è gente, a Via Don Carlo Gnocchi, nostra sede, che si è messa in discussione. Che correva mentre altri ancora doveva riprendere confidenza con le attività motorie. Ho visto ragazzi e ragazze venire al campo all’aperto, misurarsi con una disciplina motoria che richiede disciplina, sacrificio, e che sa procurare del sano divertimento, se interpretata, come deve, non dovrebbe, come deve, essere, collettivamente, di squadra. E il cammino per diventare una squadra è passato dalla prima uscita della passata stagione, una amichevole persa di 5 punti contro una squadra esperta, di amici e rivali che abbiamo trovato al campo dell’Istituto Scolastico Religioso La Salle, dove abbiamo perso 64-59 giocandocela fino a un minuto dalla fine; fino a Poggio Mirteto dove siamo trattati coi guanti, il 5 giugno scorso, e abbiamo vinto 52-32 con gli amici fraterni della Sabina City Basket.
In mezzo un torneo 3 contro 3 che ripeteremo, probabilmente, quest’anno, con alcune partite amichevoli. Ma, soprattutto, con Valerio Bianchini che ci ha consigliato di arrivare almeno a 3 allenamenti a settimana, che è quello che stiamo facendo, arrivando persino al quarto. Con tanta buona volontà, con gente che ancora fatica, a stare appresso alle antiche tonalità di sacrificio, ma che, gagliardamente, tornerà su quegli stessi livelli di quando i muscoli erano indolenziti ma le gambe correvano appresso al sano pensiero di far viaggiare il corpo e portarlo a signori ritmi. Correre a perdifiato, scriveva Baglioni diversi decenni fa. Correre perché gli altri se lo fanno più di te, sono già un paio di passi avanti. Farlo con grinta, con orgoglio, con senso di appartenenza. Sennò rischiamo di perdere, uno alla volta, tutti. Con il rispetto che si deve a tutti gli avversari continuiamo il lavoro.
Venerdì quello fisico, sabato al La Salle, per un’ora e mezzo che diventano anche due. Con qualche amico che ci aiuta, dall’alto della sua esperienza. Per provare a dire a noi stessi che no, non è solo un gioco. Lo è ma deve portare al senso di un insieme. Come quando ascoltiamo la Musica espressa da un’orchestra. Da soli, credetemi, nessuno va lontano. Anzi, nemmeno parte.
Lo Sport è sacrificio ma concede delle soddisfazioni che restano nel tempo. La mentalità non è una cosa che si possa acquisire passeggiando per strada e scegliendo al mercato tra i broccoletti e i pomodori. O la costruisci, con tenacia, o resti a metà del guado. In quanti, con le rare certezze che ci sono, possono permettersi ciò?
E’ come preparare un esame. Lo fai da solo per parecchio tempo. Ma lo puoi rifinire in un gruppo di persone di buone volontà, capaci di tenere lontane le più modeste, mediocri, nefaste soddisfazioni. Con le parti migliori di quella dote che si chiama Orgoglio, il miglior abbinamento a una cosa che ti dà, lo Sport, se sei uno corretto e motivato. Si chiama dignità. Non si compera. E se sei somaro, asino resti.

Unicusano Basket, prossimo appuntamento: martedì 29 , ore 19, amichevole contro l’American University presso Campo Sportivo Sant’Ivo a Roma.