Vaccinazione anti-Covid nel mondo: un’immunizzazione a due velocità

La nuova infografica di Unicusano descrive l’uscita dalla pandemia nei diversi Paesi e continenti. Confrontando dati distanti

Quanto velocemente ci stiamo vaccinando? La domanda non è banale, perché non tutti nel mondo in queste settimane stanno affrontando l’uscita dalla pandemia allo stesso modo e con la stessa tempestività. La vaccinazione anti-Covid-19 viaggia con tutta evidenza a un doppio ritmo, particolarmente rapida nei Paesi e nei continenti più sviluppati, lenta nelle aree meno ricche del pianeta. A raccontarlo è la fotografia scattata dall’Università Niccolò Cusano, che ha elaborato e confrontato i dati di fonti ufficiali su contagi e immunizzazioni relativi a tutte le fasi della pandemia, dai primi casi registrati a inizio 2020 fino alle ultime settimane. I grafici di Unicusano mostrano come sia le infezioni che la diffusione e la somministrazione dei vaccini abbiano finora seguito trend diversi nelle differenti aree geografiche.

Sul fronte vaccinazioni appare netto il divario tra Nord America, Europa e altre parti del pianeta. A fine aprile nel Vecchio Continente aveva ricevuto almeno una dose una quota della popolazione superiore al 20% contro una media mondiale inferiore all’8%. Ma risultava ampio anche il gap relativo alle persone completamente immunizzate. Al 30 aprile aveva ricevuto tutte le dosi di vaccino previste dal protocollo il 18,8% della popolazione nordamericana contro l’8,7% di quella europea e il 3,5% a livello globale.

Tra i Paesi spiccano i dati sulle vaccinazioni effettuate in Israele, con il 58,3% di popolazione pienamente vaccinata: un tasso straordinario se di considera il dato dell’Unione Europea, 8,93%, del Regno Unito, 22,03%, o degli Stati Uniti, 30,32%. L’Italia, con il 9,9%, ha comunque iniziato le somministrazioni ad un ritmo più sostenuto di Ue e Germania, quest’ultima al 7,8%.

I dati aggiornati al 13 maggio confermano questa tendenza, con popolazione vaccinata e in Italia al 29,94%, in Spagna al 31,89%, in Francia al 28,59% e in Germania al 35,70%. Per quanto riguarda le persone che hanno concluso la vaccinazione, invece, l’Italia è al 13,38%, la Spagna al 14,92%, la Francia al 12,86% e la Germania al 10,56%.

Il nostro Paese ha dimostrato di saper somministrare dosi con buona celerità. In Italia il rapporto tra dosi di vaccino somministrate rispetto a quelle disponibili è sempre stato abbastanza elevato, e ad aprile, quando le vaccinazioni hanno subito un’accelerazione era stabilmente oltre l’80%. È emerso però qualche divario tra le varie Regioni della penisola. Tra le 10 più popolose, la Sicilia si è dimostrata la più lenta a vaccinare nella prima fase delle immunizzazioni. Segnali molto soddisfacenti sono invece giunti da Veneto ed Emilia Romagna, con un dato superiore al 90%.

Più nel dettaglio, al 17 maggio, risultano vaccinati con almeno una dose oltre il 33% degli abitanti della Lombardia e del Veneto, oltre il 32% della popolazione della Puglia e dell’Emilia Romagna. La Sicilia è vicina al 27%

Tra i diversi vaccini, infine, quello di Pfizer/BioNTech è stato il più diffuso in Italia, seguito da Vaxzevria, più noto come Astrazeneca, Moderna e Janssen. Per ogni tipo di vaccino la curva delle somministrazioni in Italia ha sostanzialmente seguito quella della disponibilità.

Dati più completi li trovate nella nuova infografica realizzata dall’Università Niccolò Cusano.

Copia e incolla il codice sottostante per pubblicare l’infografica sul tuo sito:

Per saperne di più e scoprire tutti i dati e le curiosità raccolte… leggi la nuova infografica Unicusano qui sotto.