Cosa fare dopo agraria: sbocchi lavorativi e consigli utili

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Il conseguimento di una laurea in agraria offre interessanti sbocchi lavorativi in tutti quei settori che afferiscono all’ambiente, alla coltura e all’agronomia.

Si tratta di un dato di fatto che trova riscontro nella grande richiesta di profili qualificati e specializzati che caratterizza l’attuale mercato, in particolare per quanto riguarda gli ambiti che riguardano le energie rinnovabili, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione dei prodotti del territorio.

La laurea in Agraria consente quindi una rapida collocazione nel mondo del lavoro, con ampi margini di carriera e crescita professionale.

Laurea in agraria: cosa si studia

Chi intende laurearsi in agraria ha la possibilità di scegliere, sulla base delle personali ambizioni e propensioni, tra tre curriculum, ognuno dei quali è focalizzato su specifici ambiti disciplinari.
Eccoli nel dettaglio: 

  • Agricoltura
  • Alimentazione
  • Ambiente

I percorsi che afferiscono il settore dell’agricoltura e il settore primario si focalizzano sulle scienze e tecnologie agrarie, le cui competenze offrono sbocchi negli ambiti che riguardano la gestione sostenibile delle risorse naturali, le produzioni zootecniche e le tecniche per la produzione delle colture.

L’indirizzo afferente l’alimentazione si focalizza su conoscenze e approfondimenti afferenti alle scienze e tecnologie alimentari.
Il curriculum fornisce una preparazione che può essere spesa negli ambiti della ristorazione, della viticoltura, dell’enologia e delle biotecnologie.

Per quanto riguarda invece il curricula incentrato sull’ambiente (scienze forestali e ambientali), i relativi programmi di studio approfondiscono materie e argomenti legati alla tutela dell’ambiente, alla pianificazione del territorio, alla progettazione/gestione di aree verdi.

Completanto i programmi materie di base come la matematica, la biologia, la chimica, la botanica, la statistica e la biochimica.

Ogni ateneo decide in maniera autonoma i requisiti di accesso ai corsi, per molti dei quali è previsto il ‘numero programmato’, gestito attraverso un test di ingresso atto a verificare la preparazione di base su alcune materie fondamentali quali ad esempio la biologia e la chimica.

Le realtà che offrono percorsi di studio in agraria sono presenti sul tutto il territorio nazionale.
Le università di Bologna, Milano, Padova, Firenze e Palermo sono tra quelle che hanno attivato la più ricca proposta di corsi di laurea; una proposta in grado di allinearsi a qualsiasi esigenza di specializzazione.

Un’alternativa alla laurea in agraria è offerta dal corso di laurea triennale in ingegneria agroindustriale attivato dall’università telematica Niccolò Cusano nell’ambito della proposta relativa all’indirizzo ingegneristico industriale.

Si tratta di un percorso di studi che si focalizza sull’aspetto ingegneristico relativo alle varie fasi del processo produttivo.

La laurea eroga competenze e conoscenze afferenti le tecnologie e i sistemi di lavorazione destinati all’industria agroalimentare e alla produzione agroindustriale

Oltre alle tradizionali materie di base come matematica, chimica, fisica, statistica e informatica il programma approfondisce i seguenti argomenti:

  • Disegno industriale
  • Termodinamica applicata
  • Operazioni dell’industria alimentare
  • Progettazione e formulazione degli alimenti
  • Meccanica applicata e automatica
  • Impianti industriali
  • Tecnologie e materiali per la produzione agroalimentare
  • Elementi di biochimica e nutrizione umana
  • Gestione aziendale
  • Progettazione di impianti agroalimentari
  • Elementi di management per l’industria agroalimentare
  • Energia e ambiente

Sono inclusi nel programma tirocini formativi la cui finalità è avvicinare il corsista al mondo del lavoro permettendogli di mettere in pratica conoscenze e nozioni teoriche.

Gli sbocchi si concretizzano principalmente nel settore industriale, in tutti quegli ambiti che riguardano la produzione e la trasformazione degli alimenti.
In particolare, un laureato trova impiego nei seguenti settori:

  • Manifatturiero e trasformazione industriale tradizionale e agroindustriale
  • Produzione e gestione dell’energia
  • Servizi tradizionali

Agraria: sbocchi lavorativi

Come accennato nel corso della premessa, conseguire una laurea in agraria conviene, sia per gli sbocchi che offre sul mercato del lavoro e sia per le possibilità di fare carriera anche a livello internazionale.

Negli ultimi anni è aumentata a dismisura la richiesta di profili laureati in agraria, le cui competenze sono necessarie per tutte quelle aziende che intendono posizionarsi sul mercato internazionale con soluzioni innovative applicabili nei campi delle energie rinnovabili, della valorizzazione dei prodotti locali e della tutela ambientale e paesaggistica; senza contare le innumerevoli richieste proventienti dal settore bio.

Le opportunità si concretizzano nei comparti delle energie alternative, della tutela del territorio e in generale in tutte le attività correlate al settore agricolo (certificazioni biologiche, agricoltura integrata, gestione delle risorse idriche, ecc.).

Nel dettaglio, i settori in cui più facilmente trova impiego un laureato sono i seguenti:

  • Agroindustriale
  • Produzione industriale di mezzi destinati all’agricoltura
  • Pubbliche Amministrazioni (gestione aree verdi, gestione del territorio ecc.)
  • Consulenza tecnica agroambientale
  • Industrie di trasformazione e industrie conserviere
  • GDA (Grande Distribuzione Alimentare)
  • Ristorazione collettiva
  • Consorzi di bonifica
  • Parchi Nazionali e aree protette
  • Enti Pubblici, province e Regioni
  • Insegnamento
  • Ricerca

La maggior parte dei settori appena citati fanno riferimento sia all’ambito pubblico che a quello privato.

Tra le opportunità più interessanti segnaliamo i concorsi indetti dalle Regioni, Province e Comuni per reclutare profili esperti da inserire nei Ministeri delle risorse agricole e forestali.

Entriamo nel dettaglio dei profili, ovvero dei ruoli che è possibile ricoprire con una laurea in agraria.
Ecco di seguito un elenco delle principali figure professionali legate all’indirizzo di studi:

  • Esperto di cooperazione agricola
  • Consulente di imprese agrigole
  • Consulente di aziende zootecniche
  • Esperto di progettazione e direzione di piani di sviluppo agricolo
  • Consulente per la qualità
  • Vivaista
  • Esperto di progettazione e collaudo di opere di miglioramento fondiario
  • Perito esperto nella valutazione dei danni alle colture
  • Esperto in tecniche di produzioni vegetali
  • Esperto in tecniche di allevamento
  • Addetto alla trasformazione e alla vendita di prodotti
  • Assistente presso organizzazioni internazionali
  • Addetto al controllo qualità
  • Ricercatore
  • Direttore/amministratore di aziende agrarie e zootecniche

Tra le opportunità accessibili ai laureati in agraria rientra anche la libera professione.
Effettuando l’iscrizione all’albo è possibile intraprendere una carriera in proprio o in alternativa operare e collaborare con Regioni, Province, parchi naturali ecc.

L’esperienza accumulata nel settore, il costante aggiornamento e le abilità personali sono i requisiti con i quali è possibile fare carriera ed arrivare a ricoprire ruoli di tipo dirigenziale e tecnico, sia nel settore pubblico che in quello privato.

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Credits: weerapat / Depositphotos.com

Come diventare perito agrario

Il perito agrario è uno dei ruoli che può essere ricoperto da un laureato in agraria.
Si tratta di un profilo esperto e qualificato che svolge solitamente attività di consulenza nel settore dell’agricoltura e della zootecnica.
Può anche svolgere la professione come dipendente o titolare di un’azienda.

Dal punto di vista operativo il perito agrario si occupa di innumerevoli mansioni, la maggior parte delle quali finalizzate a rendere più moderni ed efficienti le procedure zootecniche e di produzione agricola, attraverso l’introduzione di tecnologie e tecniche all’avanguardia nella filiera produttiva.

Ecco di seguito alcune delle attività svolte dal professionista in questione:

  • Progetta e gestisce interventi finalizzati ad ottimizzare la produzione agricola
  • Gestisce la rotazione delle colture
  • Gestisce gli interventi di manutenzione di parchi e giardini
  • Cura interventi di natura catastale
  • Svolge attività di consulenza relativa alla gestione dei terreni

Per chi ha l’esigenza o desidera iscriversi all’albo professionale (Albo Unico Periti Agrari e Periti Agrari laureati) per conseguire l’abilitazione ad esercitare la libera professione è previsto un Esame di Stato, indetto tramite Ordinanza Ministeriale.

A seconda del livello di studi portato a termine, l’Esame fornisce la qualifica di ‘perito agrario’ o ‘perito agrario laureato’.

Il perito agrario è un profilo in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore, conseguito presso un istituto tecnico agrario, o di un diploma afferente al settore tecnologico ad indirizzo ‘agraria, agroalimentare e agroindustriale’.

Il perito agrario laureato, come lascia intendere la stessa denominazione, è un profilo in possesso di un titolo di laurea, triennale o magistrale.

Per poter accedere all’esame è necessario aver terminato il tirocinio, così come stabilito all’interno dell’Ordinanza.
Quest’ultima contiene tutti i requisiti e le direttive per essere ammessi alle prove.

Come diventare agronomo

Passiamo ad analizzare un’altra figura connessa con l’indirizzo agrario: l’agronomo.

Il primo step per diventare agronomo è il conseguimento di una laurea in agraria.
Il titolo non è sufficiente per essere abilitato a svolgere la professione ma rappresenta il requisito essenziale per l’iscrizione all’albo professionale.

L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, ovvero l’albo, è diviso in due sezioni. La sezione A accoglie iscritti in possesso di laurea magistrale, che vengono quindi definiti dottori agronomi e dottori forestali. La sezione B accoglie iscritti in possesso di laurea triennale, che vengono quindi definiti  agronomi e forestali junior.

In entrambi i casi l’iscrizione è subordinata al superamento di un tirocinio formativo.

Per quanto riguarda l’aspetto pratico-operativo l’agronomo si occupa degli interventi relativi alla produzione agricola; interventi che riguardano sia gli aspetti progettuali che quelli economici, con un occhio sempre rivolto alla questione ‘ecologia’.

Il lavoro si svolge prevalentemente nell’ambito della progettazione di processi produttivi, agricoli, zootecnici e agroalimentari, tendenti ad utilizzare le migliori soluzioni sia dal punto di vista dell’efficienza che del rispetto ambientale.
Particolare attenzione viene data all’impatto ambientale determinato dall’azione agricola sul territorio.

Tra le mansioni svolte da un agronomo la difesa delle produzioni vegetali, la gestione degli allevamenti e la valorizzazione dei prodotti agricoli.

Nel seguente elenco alcune delle attività principali:

  • Fornire consulenza in merito alla cura di animali e vegetali
  • Fornire consulenza relativamente ai finanziamenti statali destinati al settore agrario
  • Progettare interventi forestali (ad es. Rimboschimenti)
  • Gestire sopralluoghi presso le aziende
  • Controllare lo stato di salute di piante e vegetali
  • Rilasciare le certificazioni relative alla qualità dei prodotti

Le competenze di un professionista trovano applicazione in contesti sia pubblici che privati; in particolare nell’ambito di aziende agricole, parchi e giardini.

Ora sai come trovare lavoro dopo una laurea in scienze agrarie, o meglio conosci i settori ai quali potrai approcciarti per presentare la tua professionalità; non ti resta che inziare a formarti e specializzarti sulla base delle informazioni contenute in questo articolo.

Se desideri ricevere ulteriori info e dettagli sui percorsi di studio e specializzazione afferenti il mondo dell’agraria non devi fare altro che contattare il nostro staff attraverso il form online che trovi cliccando qui!

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