Le tappe dell’esodo giuliano dalmata

esodo giuliano dalmata

La legge n.92 del 30 Marzo 2004 ha ufficialmente istituito il Giorno del Ricordo, ovvero una giornata di commemorazione civile, fissata il 10 febbraio, dedicata a una delle più drammatiche vicende italiane del secondo dopoguerra: l’esodo giuliano dalmata e il massacro delle foibe.

La data celebra la memoria di un’intera popolazione costretta dagli eventi storici ad esiliare dai confini dell’Italia orientale per sfuggire alla pulizia etnica attuata dal governo comunista jugoslavo.

In questo post l’università telematica Niccolò Cusano intende ripercorrere  le principali tappe di quei drammatici eventi, per conoscere una parte importante della nostra storia e per cercare di capire le motivazioni che hanno portato ad ‘insabbiare’, per circa sessant’anni, un capitolo così tragico del dopoguerra italiano.

Buona lettura!

Esodo istriano: origini e conseguenze

Gli eventi dai quali ha origine l’esodo istriano sono identificati nella caduta del regime fascista di Mussolini, con il successivo scioglimento del relativo Partito, e la dissoluzione delle Forze Armate.

Nelle regioni balcaniche confinanti con l’Italia le forze comuniste di Josip Broz, detto ‘Tito’, prendono il sopravvento sui territori di Croazia e Slovenia.

Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 esplode la prima ondata di violenza.
I partigiani di Tito si vendicano dei fascisti, colpevoli di aver condotto su quegli stessi territori una politica di italianizzazione piuttosto violenta, gestita con metodi discutibili nel periodo a cavallo tra le due guerre.

I fascisti e gli italiani ostili al comunismo diventano nemici da eliminare; inizia così il massacro delle foibe.
Migliaia di persone vengono gettate nelle cavità carsiche, tipiche della Venezia Giulia, utilizzate in precedenza anche dai fascisti per eliminare gli avversari politici.

Dopo una fase di resistenza da parte dei tedeschi, con la caduta del Terzo Reich, il IX Korpus di Tito occupa l’Istria e la Dalmazia; siamo nel maggio del 1945.

Il nuovo governo comunista si accanisce nuovamente contro gli italiani.
Il processo di eliminazione si svolge attraverso un’esecuzione a dir poco atroce, che vede i condannati a morte legati l’uno all’altro, con un fil di ferro stretto intorno ai polsi, attendere la propria fine sugli argini delle foibe.
L’avvio della strage di massa è innescato da un mitra che spara a raffica sui primi tre o quattro componenti della catena umana, i quali precipitando nelle cavità trascinano con loro il resto dei condannati.

Per i sopravvissuti alla caduta la sofferenza è inimmaginabile: costretti ad attendere la propria inevitabile fine sui cadaveri dei compagni e tra sofferenze fisiche indicibili.

Con il Trattato di Parigi, firmato il 10 febbraio 1947, la Jugoslavia ottiene l’Istria, Fiume, Zara, la Dalmazia e le isole del Quarnaro, per cui inizia a dedicarsi con maggiore forza alla ‘gestione’ degli italiani sui territori conquistati.

L’intento di Tito si palesa chiaramente in una strategia che mira ad un’integrazione subordinata degli italiani ritenuti meritevoli; tutti gli altri, ovvero quelli di determinate classi sociali e quelli contrari all’annessione, sono da espellere in quanto non integrabili nello Stato jugoslavo. Si tratta ovviamente della maggioranza, per la quale inizia un tragico esodo innescato dalla speranza di allontanarsi da un clima di terrore e incamminarsi verso condizioni di vita migliori.

Le stime attuali rivelano che dal 1944 al 1958 più di 250.000 persone furono costrette ad abbandonare le proprie case e le proprie terre, al confine orientale con l’Italia, per cercare fortuna altrove.

Gli esuli arrivati in Italia non vengono accolti in maniera benevola; al contrario, la maggior parte viene confinata in campi profughi allestiti all’interno di caserme, scuole e strutture di vario genere.
Oltre ai numerosi disagi pratici, gli esuli giuliano-dalmati sono costretti a sopportare l’atteggiamento ostile dei connazionali.

Come accennato nel corso della premessa, per molto tempo eventi come il massacro delle foibe e l’esodo istriano sono stati in un certo senso silenziati, per motivi di natura culturale, ideologica e politca.
Qualcuno ha addirittura ‘giustificato’ i terribili eventi come una sorta di reazione popolare spontanea, attivata dall’idea radicata che i profughi fossero in realtà fascisti.

Il ‘treno della vergogna’

Dell’anno 1947 viene ricordato un episodio passato alla storia come il ‘treno della vergogna’.
L’episodio riguarda alcuni esuli provenienti da Pola che sbarcarono ad Ancona per poi proseguire il viaggio in treno fino a La Spezia.

Durante la prima sosta sul territorio italiano gli esuli non ricevettero la solidarietà che si aspettavano; la gente del posto, convinta che si trattasse di fascisti in fuga, riservò agli ‘stranieri’ connazionali un’accoglienza fredda e ostile, al punto che si rese necessario l’intervento dei militari.

Da Ancona il viaggio proseguì a bordo di un treno merci.
Presso la stazione di Bologna la Croce Rossa Italiana e la Pontifica Opera di Assistenza avevano predisposto un pasto caldo, ma la sosta saltò a causa di una sassata contro i convogli organizzata dai ferrovieri comunisti per impedire la fermata in stazione del cosiddetto ‘treno dei fascisti’.

Il treno fu quindi costretto a ripartire per Parma, dove finalmente i profughi, tra i quali tanti anziani e bambini, riuscirono a ricevere assistenza e qualche pasto prima di raggiungere definitivamente La Spezia.

massacro delle foibe

Un approfondimento storico: il master Unicusano

Per chi intende approfondire l’argomento e il relativo periodo storico, per esigenze professionali (ad es. gli insegnanti) o per interesse personale, l’università telematica Niccolò Cusano ha attivato il master in ‘Esodo giuliano-dalmata e foibe: un patrimonio storico-culturale da non dimenticare’.

Si tratta di un corso post-laurea di primo livello (rivolto sia a laureati triennali che magistrali) che intende approfondire alcuni aspetti di un argomento che non è soltanto storico, ma afferisce a questioni che riguardano elementi geografici, sociali, giuridici, economici, psicologici e politici.

L’intento del master è fornire una lettura scientifica del periodo storico.
Il programma è incentrato su argomenti che mirano a recuperare e conservare la memoria di una tragedia alla quale, per lungo tempo, è stata data poca importanza, sia dall’opinione pubblica che dagli stessi testi storici.

Il piano di studi, estremamente ampio, ripercorre il periodo storico che riguarda la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano dalmata.

Ecco nel dettaglio gli argomenti:

  • La Repubblica di Venezia sulla costa Adriatica orientale e i popoli vicini
  • Ascesa austriaca e declino veneziano – i porti di Trieste e di Fiume
  • Dalla restaurazione alla primavera dei popoli – La formazione delle coscienze nazionali in area adriatica
  • L’irredentismo, fenomeno politico e culturale
  • Lo jugoslavismo austroslavismo e panslavismo – La Nascita del Regno di Jugoslavia
  • La prima guerra mondiale – Lo scoppio del conflitto e la neutralità
  • Interventismo, entrata in guerra dell’Italia e i rapporti italo-slavi (Serbi, Croati, Sloveni)
  • La questione di Fiume e i nuovi confini orientali italiani dal congresso di Parigi all’impresa di d’Annunzio
    Esodo italiano dimenticato in Dalmazia tra le due guerre 1920-1938
  • Nazionalismi e la frontiera tra le due guerre (1920 – 1940)
  • Seconda guerra mondiale: l’invasione della Jugoslavia 1941 e sue conseguenze fino al settembre 1943
    La resa dell’Italia e il quadro politico militare in Adriatico orientale fino al maggio 1945
  • Le foibe del 1943 – Le donne vittime della violenza
  • Antifascismo, resistenze e collaborazionismo (1941 – 1947)
  • Le foibe del 1945
    La linea Morgan zona A e zona B
    La tragedia di Vergarolla
  • Il Trattato di Pace di Parigi 10 febbraio 1947
  • Intellettuali tra impegno letterario e politico: Quarantotto Gambini, Giani Stuparich altri
    Esodo Giuliano Dalmata: storia e accoglienza dei profughi
  • Memoria esodo e foibe: arte e monumenti celebrativi
    Una proposta esodo giuliano dalmata: fonti orali e testimonianze
  • Memorandum di Londra 1954: la questione di Trieste
  • Trattato di Osimo 1975 tra Italia e Jugoslavia
  • Profili giuridici e Unione Europea
  • Politica, opinione pubblica sull’esodo, le foibe e documenti
    La dissoluzione dell’ex Joguslavia 1991 –  1996
  • Il ruolo del MAE: l’Università Popolare di Trieste
  • La comunità degli italiani a Fiume: origini e sviluppo
  • Un caso di studio: Rovigno d’Istria, tra permanenza ed esodo il Centro di Ricerche storiche, i media tv Capodistria Voce del Popolo

Il corsista avrà la possibilità di acquisire una visione attuale e approfondita della tematica, anche attraverso punti di vista diversi da quelli proposti solitamente in merito all’argomento.

Al termine del corso è previsto un esame finale.
I lavori degli studenti ritenuti meritevoli dalla Commissione d’Esame saranno pubblicati, dopo un’attenta revisione editoriale, sulla rivista trimestrale ‘Quaderni del Nastro Azzurro’.

I corsisti che otterranno la massima votazione per la tesi riceveranno inoltre un attestato dalla Presidenza del ‘Nastro Azzurro’.

Il master ha un costo di 1.500,00 euro, da corrispondere in 4 rate.
Per i laureati Unicusano, i militari, gli insegnanti, i funzionari pubblici e le Forze dell’Ordine è prevista una quota di iscrizione ridotta pari a 1.100,00 euro, da corrispondere in 4 rate.

Il master è fruibile online per cui comodamente da casa.
Grazie ad una piattaforma telematica ogni studente può seguire le lezioni dal proprio pc e può accedere al materiale didattico in qualunque momento della giornata, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
All’interno di un’area riservata sono disponibili i video delle lezioni in streaming, gli e-book, le slides, i test e i manuali di approfondimento.

Attraverso la pratica modalità e-learning è quindi possibile organizzare l’apprendimento sulla base delle personali esigenze, eliminando gli spostamenti in ateneo e i vincoli degli orari.

Non essendo prevista la presenza in aula la specializzazione è aperta a anche a chi ha l’esigenza di conciliare lo studio con un lavoro.

Per ricevere ulteriori info e dettagli sul master Unicusano non esitare a contattare il nostro staff attraverso il form online che trovi cliccando qui!