Che lavoro scegliere per laureati in giurisprudenza?

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Una delle domande più comuni di uno studente riguarda proprio gli sbocchi lavorativi offerti dal so percorso di studi. Capire che lavoro scegliere per laureati in giurisprudenza è un passaggio fondamentale proprio per orientarsi nella costruzione della propria carriera.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo che lavoro fare dopo la laurea in giurisprudenza e ti illustreremo tutte le possibilità offerte dal nostro percorso formativo, dagli sbocchi più classici come l’avvocatura a quelli più orientati alle imprese, come i consulenti aziendali.

Ecco quali sono gli sbocchi lavorativi di una laurea in giurisprudenza

Se sei appassionato di diritto, sicuramente la facoltà di giurisprudenza è la soluzione perfetta per te.  Si tratta, sicuramente, di un percorso di studi interessanti, ma anche impegnativo: dovrai affrontare esami complessi e cimentarti in stage e tirocini per affinare le tue capacità. Ma che lavoro scegliere per laureati in giurisprudenza? in realtà, giudice e magistrato non sono affatto le tue uniche possibilità: vediamo insieme tutti gli sbocchi professionali di questa laurea.

In cosa consiste la laurea in Giurisprudenza?

Il Corso di laurea in Giurisprudenza è perfetto per:

  • Acquisire una padronanza degli elementi della cultura giuridica di base nazionale, internazionale ed europea, anche con tecniche e metodologie casistiche, in rapporto a tematiche utili alla comprensione e alla valutazione di principi e istituti del diritto positivo
  • Imparare a progettare atti giuridici
  • Acquisire capacità critiche e autonomia di giudizio per affrontare problemi interpretativi e applicativi del diritto positivo, anche in ambito economico.

Il nostro percorso accademico, di durata quinquennale, è l’ideale per trasformare la tua passione per il diritto in una professione. La didattica, curata dai massimi esperti del settore, è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Se hai deciso di diventare uno studente di giurisprudenza (o già lo sei) sicuramente vorrai conoscere i lavori da fare dopo la tua laurea. Ecco qualche spunto

Cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza?

Gli sbocchi lavorativi dopo la laurea in giurisprudenza sono moltissimi. Tra questi, menzioniamo:

  • Avvocato
  • Consulente legale in imprese e enti pubblici
  • Magistrato
  • Notaio

Vediamo insieme in cosa consistono queste professioni.

Avvocato

L’avvocato è, senza dubbio, una delle professioni più ricercate da uno studente in giurisprudenza. Si tratta di un professionista che svolge attività giudiziale (difesa e rappresentanza in giudizio) e stragiudiziale (consulenze periodiche, stesura di pareri, arbitrati, redazione di contratti particolarmente complessi).

L’accesso a questa professione, però, richiede anche un periodo di pratica forense per due anni presso uno studio legale. Oltre alla laurea, infatti, c’è bisogno di una specifica abilitazione da ottenere mediante svolgimento di un esame. Ti spieghiamo tutto in questa guida su come si diventa avvocato.

Consulente legale

il consulente legale è un professionista molto ricercato nelle aziende, così come negli enti pubblici. Il suo compito è quello di rispondere a consulti su particolari situazioni, così da sapere cosa può fare e quali sono le leggi vigenti per il suo caso. Il consulente, essendo un esperto legale, è utile per consigliare le imprese e dare un apporto al loro sviluppo, accertando che sia conforme alla legge vigente.

Magistrato

Il magistrato è un lavoro che richiede titoli in più per potervi accedere, oltre alla laurea in giurisprudenza. L’accesso alla professione è subordinata alla partecipazione ad un concorso in magistratura. Possono partecipare solamente soggetti con particolari requisiti; ad esempio, sono ammessi gli avvocati regolarmente iscritti all’albo, coloro che hanno concluso il dottorato di ricerca o i diplomati alla scuola di specializzazione per le professioni legali.

Altro titolo che permette la partecipazione al concorso in magistratura è il completamento del tirocinio negli uffici dei tribunali.

Si tratta di una professione senza dubbio interessante, che richiede però molto impegno e determinazione per poterla intraprendere. Ne abbiamo parlato in questa guida su come diventare magistrato.

Notaio

Chiudiamo questo approfondimento su che lavoro fare dopo la laurea in giurisprudenza con un grande classico: il notaio.

Anche in questo caso, la laurea non è sufficiente per accedere alla professione, poiché bisogna svolgere anche un periodo di pratica di 18 mesi presso lo studio di un notaio. Inoltre, almeno 12 mesi di praticantato devono risultare continuativi dopo la laurea. Una volta completato il praticantato ci si può iscrivere al concorso, bandito ogni anno dal Ministero della Giustizia.

Superate le prove (scritte e orali) si potrà accedere alla professione di notaio.

Sbocchi alternativi

Oltre alle professioni che abbiamo citato, il laureato in giurisprudenza può operare in molti campi dove è molto ricercato, come ad esempio il mondo assicurativo e quello bancario.

Inoltre, la laurea in giurisprudenza dà una preparazione molto completa, che ti consente di svolgere professioni anche diverse da quella prettamente giuridica; parliamo, ad esempio, dell’impiego nel mondo HR, del marketing o del commercio.