Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione

  • Area: Formazione
  • Corso di Laurea: Scienze della Formazione
  • Durata del Corso: Tre anni

Requisiti di ammissione

I laureati nei corsi di laurea della classe devono aver acquisito:

  • conoscenze teoriche di base e competenze operative nelle scienze pedagogiche e metodologico-didattiche, integrate da ambiti differenziati di conoscenze e competenze nelle discipline filosofiche, sociologiche e psicologiche, ma sempre in relazione a una prevalenza della formazione generale, relativa alla conoscenza teorica, epistemologica e metodologica delle problematiche educative nelle loro diverse dimensioni, compresa quella di genere;
  • conoscenze teorico-pratiche per l'analisi della realtà sociale, culturale e territoriale, e competenze per elaborare, realizzare, gestire e valutare progetti educativi, al fine di rispondere alla crescente domanda educativa espressa dalla realtà sociale e dai servizi alla persona e alle comunità;
  • abilità e competenze pedagogico-progettuali, metodologico-didattiche, comunicativo-relazionali, organizzativo-istituzionali al fine di progettare, realizzare, gestire e valutare interventi e processi di formazione continua, anche mediante tecnologie multimediali e sistemi di formazione a distanza;
  • una solida cultura di base nelle scienze della formazione dell'infanzia e della preadolescenza finalizzata ad acquisire competenze specifiche, saperi trasversali, metodi e tecniche di lavoro e di ricerca per gestire attività di insegnamento/apprendimento e interventi educativi nei servizi;
  • il possesso fluente, in forma scritta e orale, di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano;
  • adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione.

Ai fini indicati, i curricula dei corsi di laurea della classe:

  • comprendono in ogni caso attività finalizzate a garantire le adeguate conoscenze di base;
  • si differenziano tra loro al fine di perseguire maggiormente alcuni degli obiettivi indicati rispetto ad altri, oppure di approfondire particolarmente alcuni settori applicativi;
  • prevedono, in relazione a obiettivi specifici, l'obbligatorietà di tirocini formativi presso scuole, istituzioni ed enti educativi e formativi, aziende e strutture della pubblica amministrazione, e possono anche prevedere soggiorni presso altre università italiane ed estere, anche nel quadro di accordi internazionali.

Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo

Il Corso di laurea in Scienze dell'educazione e della formazione della Facoltà di Scienze della Formazione dell'UNICUSANO propone agli studenti contenuti culturali e scientifici, esperienze e conoscenze di strategie e metodi necessari per il tipo di formazione richiesto dall'area professionale dell'educazione formale, informale e non formale.
In particolare, il Corso di laurea fornisce competenze specifiche tese a favorire lo sviluppo personale, la maturazione sociale e l'autonomia delle persone singole e dei gruppi nell'ambito dei servizi sociali e sociosanitari impegnati con persone in difficoltà e con scopi di prevenzione primaria e sociale; l'intervento complessivamente formativo si incentra sulla strategia della rete, sia nell'ambito dei servizi residenziali che in quelli diurni e nell'ambito specificamente familiare, attraverso un'azione unitaria continua e globale ed in maniera congiunta fra persone ed ambiente. Inoltre, fornisce competenze necessarie per svolgere compiti di gestione, organizzazione e coordinamento dei suddetti servizi; contribuisce alla diffusione delle strategie di intervento centrate sulla persona e di informazione sui servizi, attraverso un impianto disciplinare che prevede il rispetto delle aree pedagogica, psicologica, sociologica, medica, giuridica, tecnica, professionale.
Il tirocinio è tipico di un percorso formativo che impegna essenzialmente sia la maturazione e la progressiva apertura alla relazione interpersonale sia l'elaborazione di una metodologia di lavoro personale.

Oltre alle competenze nell'uso dei sistemi operativi propri delle nuove tecnologie e attinenti allo specifico campo dell'educazione nel contesto delle comunità e delle istituzioni sociosanitarie, oltre alla pratica orale e scritta delle lingue straniere, un obiettivo formativo qualificante del Corso di Laurea è dato dalla definizione e dalla messa alla prova (con adeguate esperienze di tirocinio) di una figura professionale in grado di partecipare, coordinare e collaborare, alla pari con altre figure professionali in possesso di titoli di laurea, a tutte le attività realizzate presso i servizi sociali, socioeducativi, formativi, riabilitativi volti a ridurre le situazioni di disagio individuale e sociale, e ad eliminare i rischi presenti nel territorio e dovuti a carenze educative, a deprivazioni, ad emarginazioni. Il concreto, il Corso di laurea in Scienze dell'educazione e della formazione si propone specifici obiettivi formativi qualificanti, ovvero l'acquisizione e lo sviluppo di apparati concettuali e metodologici che consentano di:

  • sovrintendere alle dinamiche individuali e di gruppo (nella famiglia e nei centri educativi, rieducativi e riabilitativi) connesse alla presenza di disturbi relazionali e patologie psichiche, dipendenze, handicap;
  • individuare e analizzare bisogni fisici, psicologici e sociali per definire le risposte indispensabili alle necessità di individui minori e adulti in difficoltà nelle diverse età della vita, in diversi ambiti culturali e sociali, nei servizi sanitari e socio-assistenziali;
  • organizzare, in maniera coerente con il fabbisogno territoriale, con le esigenze istituzionali e con quelle dei singoli, interventi miranti all'incremento dell'autonomia e all'integrazione dei soggetti con disturbi e difficoltà;
  • realizzare contesti comunicativi ed espressivi in grado di ridurre, all'interno di strutture istituzionali, il disagio giovanile, il problema del drop out, quello dei minori a rischio sociale e degli adulti in difficoltà;
  • promuove progetti socioeducativi finalizzati alla prevenzione del disagio e al reinserimento come alternative all'assistenza, e particolarmente in relazione ad individui con esperienze di istituzionalizzazione;
  • delineare e collocare adeguatamente nel tessuto sociale progetti socioeducativi e iniziative culturali in grado di ridimensionare le situazioni di disagio e le condizioni di devianza, soprattutto minorile, in favore del benessere individuale e sociale;
  • promuovere progetti di educazione ambientale finalizzati alla prevenzione e alla rimozione dei rischi per la salute e per il territorio, rivolti alla popolazione;
  • elaborare progetti per la prevenzione e la protezione dei rischi nei luoghi di lavoro (come da decreto legislativo 262/94 e successive integrazioni);
  • progettare, di concerto con gli Enti Locali, interventi educativi finalizzati all'adozione e all'affido familiare;
  • organizzare collaborazioni e intese con i servizi sociosanitari, le istituzioni pubbliche, le strutture di accoglienza, secondo modalità operative diversificate per livelli, obiettivi, strategie, contesti territoriali, utenti (con attenzione a tutte le età, dai minori agli anziani), aggiornate e coerenti con le innovazioni proposte dalla ricerca;
  • assicurare una presenza di sostegno nelle strutture sanitarie, con un approccio metodologico-operativo volto alla riduzione del disagio, in particolare nei reparti di pediatria, oncologia, nelle strutture per malati terminali ed affetti da AIDS conclamato;
  • elaborare un sistema coordinato per l'accoglienza e la limitazione del rischio di devianza connesso alla presenza, presso specifiche strutture e anche al loro esterno, di soggetti migranti e nomadi;
  • potenziare il significato sociosanitario, educativo e formativo degli interventi centrati sulle individuali competenze comunicative, espressive e relazionali.

Conoscenze richieste per l'accesso

Le conoscenze e competenze che sono assunte come prerequisito per l'accesso al corso sono quelle di base e trasversali, quali la comprensione della lettura, le abilità logico-linguistiche e logico-matematiche. Sono inoltre richieste conoscenze di cultura generale, lingua italiana, lingua inglese, nonché competenze informatiche di base.
In particolare, le conoscenze e le competenze richieste per l'accesso al corso di studi sono:

  • conoscenza di base delle discipline psicopedagogiche e scientifiche, dei loro metodi e dei loro principali nuclei tematici, lessicali e di sviluppo storico;
  • disponibilità elevata nell'approccio allo studio e alle esperienze del tirocinio;
  • alfabetizzazione informatica;
  • competenze relazionali e sociali.

L'accesso al corso di laurea è consentito a coloro che sono in possesso di un diploma di scuola media superiore conseguito in Italia o di titolo di studio conseguito all'estero e riconosciuto come equivalente.
Per accertare il possesso di tali conoscenze, prima dell'immatricolazione, lo studente deve sostenere una prova oggettiva di verifica del possesso delle competenze sopra indicate. La prova di verifica per la preparazione iniziale degli studenti si articola in sezioni relative alle aree menzionate al precedente comma ed è costituita da 60 quesiti a scelta multipla. La prova di verifica non è ostacolante rispetto all'accesso al corso di laurea ma può dar luogo ad obblighi formativi aggiuntivi. I candidati che nella prova di verifica abbiano ottenuto un risultato inferiore al 50% del punteggio massimo sono tenuti ad assolvere agli obblighi formativi aggiuntivi.
Le attività per l'acquisizione degli obblighi formativi aggiuntivi, che lo studente è tenuto a conseguire durante il primo anno di corso, sono organizzate dal Comitato didattico della Facoltà. Tali attività possono essere svolte in presenza o a distanza.

Caratteristiche della prova finale

L'esame finale, sostenuto dinanzi ad una Commissione nominata dalla competente Autorità accademica e composta a norma di legge, comprende la discussione di un elaborato scritto di natura teorico-applicativa, costituito da una lettura scientifica, culturale e funzionale di patologie, disturbi, rischi, da una riflessione analitica su metodi e strategie di intervento proposte dallo stato dell'arte scientifico ed operativo, da un progetto educativo finalizzato.
La prova finale può anche assumere la forma di una ricerca approfondita su un argomento specifico o quella di un testo in cui vengano presentati scientificamente e criticamente discussi alcuni aspetti dell'esperienza di tirocinio o stage. Lo studente individua il relatore della propria tesi di laurea tra i docenti di una materia presente nel suo piano di studi e concorda con lui l'argomento della dissertazione.
Alla prova finale sono attribuiti 10 CFU.

Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati

La presenza dell'educatore, soprattutto in funzione preventiva del disadattamento, della devianza e dell'emarginazione, è ampiamente richiesta e pretesa, in linea di diritto e, di fatto, nell'ambito dei servizi sociali di base, in centri di incontro, di accoglienza, di gioco, in punti di aggregazione.
L'Educatore è, pertanto, un operatore pedagogico e sociale che promuove ed anima le attività delle persone affidategli. E ne promuove la protezione sia nelle situazioni di difficoltà che nelle situazioni che presentino rischi e pericoli per l'incolumità fisica e morale, soprattutto attraverso strategie di partecipazione e in funzione della crescita e della maturazione degli utenti stessi.
L'Educatore assume nell'area psicoeducativa una funzione trasversale, unificante e globale: impegnato pedagogicamente in una minore formalizzazione, organicità e programmazione di contenuti, in un'assoluta rapsodicità degli stessi, quotidianamente aiuta e stimola a ricondurre all'unità i vari contenuti dell'esistenza; si profila per lui la responsabilità primaria di integrare educazione familiare e scolastica, in una visione maggiormente articolata per rapporto alla maggiore complessità delle situazioni e dei bisogni. Per questo educatore non è importante che l'ambiente in cui opera sia residenziale, semiresidenziale o si tratti di un servizio organizzato nel quartiere o nell'ambiente di vita dell'utente. Ne conseguono alcune caratteristiche peculiari della sua funzione:

  • la polivalenza, in relazione al luogo dell'esercizio della professione e alla tipologia delle difficoltà degli utenti;
  • la capacità di collocarsi in modo attivo fra i gruppi sociali per la promozione di movimenti tesi all'attuazione dei diritti dell'uomo;
  • la capacità di formulare percorsi formativi coerenti con le diverse tipologie di utenza;
  • la comunitarietà, in quanto presupposto formativo delle capacità di interazione tra le diverse figure professionali che operano nei servizi.

In particolare, in riferimento alla Classificazione analitica per categorie di professioni dell'Istat, che è allineata con i repertori classificativi di rilevanza mondiale (come quello dell' International Labour Office di Ginevra, riprodotto anche in sede comunitaria europea), gli sbocchi professionali dei laureati sono attualmente indicati nel terzo raggruppamento ("Professioni tecniche").

Il Corso di laurea in Scienze dell'educazione e della formazione prepara alle professioni di:

  • Tutor, istitutori, nella formazione professionale ed assimilati (punto 3.4.2.4); e segnatamente di
    a. tutor, istitutori e insegnanti nella formazione professionale (punto 3.4.2.4.1.);
    b. insegnanti tecnico-pratici negli istituti di istruzione secondaria (punto 3.4.2.4.2.);
  • Tecnici dei servizi sociali (3.4.5.), assistenti sociali e assimilati (3.4.5.1.);
  • Tecnici dei servizi sociali (3.4.5.), tecnici dell'assistenza e della previdenza sociale (3.4.5.2.);
  • Tecnici dei servizi sociali (3.4.5.), tecnici dei servizi d'informazione e di orientamento scolastico e professionale (3.4.5.3.);
  • Tecnici dei servizi sociali (3.4.5.), tecnici dei servizi di collocamento (3.4.5.4.);
  • Tecnici dei servizi sociali (3.4.5.), tecnici dei servizi di sicurezza privati ed assimilati (3.4.5.5.);
  • Tecnici dei servizi sociali (3.4.5.), tecnici delle attività religiose e di culto (3.4.5.7.);
  • Tecnici dei servizi pubblici e di sicurezza (3.4.6.).

In sostanza, al termine del corso di studi triennale, i laureati potranno inserirsi nel sistema pubblico, nel sistema delle imprese, delle associazioni di categoria e nel terzo settore con i seguenti profili professionali:

  • educatore professionale e animatore socioeducativo, nelle strutture che gestiscono e/o erogano servizi sociali e socio-sanitari (residenziali, domiciliari, territoriali) previsti dalla legge 328/2000 e riguardanti famiglie, anziani, minori, soggetti detenuti nelle carceri, stranieri, nomadi e servizi culturali, ricreativi e sportivi (centri di aggregazione giovanile, biblioteche, mediateche, ludoteche, musei, ecc.), nonché servizi di educazione ambientale (parchi, ecomusei, agenzie per l'ambiente, ecc.);
  • educatore nelle strutture prescolastiche, scolastiche, extrascolastiche, nei servizi educativi per l'infanzia e per la preadolescenza e in altre attività simili;
  • formatore, progettista di formazione, istruttore o tutor, esperto junior di promozione e gestione delle risorse umane; esperto junior di monitoraggio e valutazione dei processi e dei prodotti formativi;
  • educatore, in tutte le tipologie di comunità infantili, nei servizi di sostegno alla genitorialità.

Da un punto di vista metodologico-operativo, il Corso di laurea in Scienze dell'educazione e della formazione promuove l'inserimento di una figura professionale che ha acquisito una tradizione culturale e scientifica, sociale e riabilitativa ad elevato impatto nella realtà dei servizi socio-educativi e socio-sanitari (strutture ospedaliere e riabilitative, strutture socio-sanitarie e socio-educative, amministrazioni locali e statali centrali e periferiche, organizzazioni non governative, organizzazioni sociali, associazioni in genere, volontariato, servizi formativi). L'educatore, all'interno di enti, strutture ed organismi locali, nazionali, europei e internazionali, è professionista di qualifica medio/alta, con conoscenze e competenze tali da permettere attività e funzioni di consulenza, analisi e progettazione, valutazione e gestione, formazione e comunicazione, nel campo del management educativo, istituzionale, culturale e imprenditoriale.

In particolare, dal punto di vista strategico e metodologico, l'educatore è:

  • promotore e organizzatore di attività di vita comunitaria e per i gruppi ospitati in istituzioni speciali (comunità per tossico- e alcol-dipendenze, carceri e strutture alternative alla detenzione, campi nomadi);
  • esperto di progetti, piani e interventi educativi destinati all'integrazione professionale, culturale e sociale in zone urbane a rischio, in strutture ed istituti educativi e assistenziali, in centri specializzati a carattere residenziale o diurno (centri sociali e ricreativi, punti di aggregazione);
  • educatore in grado di promuovere attività espressive presso centri formativi specializzati come asili, ludoteche, teatri, ecc.;
  • educatore nelle strutture prescolastiche ed extrascolastiche, nei servizi all'infanzia, nei gruppi per l'handicap in relazione alla legge 104/92;
  • educatore professionale di comunità nell'area sociosanitaria, presso centri ospedalieri, ASL, strutture di ricovero, case di riposo, servizi predisposti da comuni e circoscrizioni;
  • esperto del sistema integrato educativo e sociosanitario nell'ambito delle relazioni internazionali, soprattutto per quanto attiene alla formazione, lo scambio e il confronto operativo con realtà europee analogamente impegnate nel potenziamento degli interventi per la salute mentale;
  • promotore e organizzatore di interventi a sostegno delle famiglie per la rimozione e/o riduzione del disagio, del danno, del rischio di devianza, dei rischi connessi a situazioni problematiche;
  • esperto del sistema di monitoraggio degli interventi formativi per lo sviluppo della tutela della salute e dell'ambiente.

La richiesta da parte del mercato del lavoro di questa figura professionale è sempre stata in controtendenza rispetto alle dinamiche delle flessioni occupazionali. Ancora oggi, all'interno del mercato del lavoro, il suo fabbisogno resta elevato tanto da richiedere un'elevata mobilità.