Debora Carletti a Jaen in Spagna

  • Erasmus all'Università di Jaén

La mia avventura Erasmus è iniziata nel momento in cui ho letto nel documento presente nel sito dell'università il mio numero di matricola.

La voglia di partire era talmente tanta che ho immediatamente iniziato a cercare casa e volo per la destinazione che mi era stata assegnata: Jaen.

Avevo a disposizione 5 mesi nella magica Spagna e in questo periodo avrei dovuto sostenere alcuni esami, quindi l’obiettivo era ricercare materie interessanti da poter seguire nel primo semestre.

La scelta non è stata facile, molte materie le avevo già affrontate e molte altre erano presenti solo in un altro periodo, ma non mi sono persa d'animo e consigliata dai professori ho optato per: Diritto Internazionale e Diritti Umani.

Era giunto il momento di partire e un sabato sera sono arrivata a destinazione, lasciate le valigie a casa, ricordo perfettamente di essere uscita di corsa per andare a fare la spesa in quanto la domenica a Jaen riposano tutte le attività commerciali.

I giorni seguenti sono andata alla scoperta della città, mi sono informata sulle linee bus di zona e ho cercato i luoghi di raduno esn, così da potermi mettere in contatto con altri ragazzi del progetto Erasmus+. Un aspetto molto positivo dell’esperienza è che l'università aveva messo a disposizione per ogni ragazzo Erasmus, un Buddy ossia una guida che potesse fornirci tutte le informazioni per completare al meglio la documentazione, l'immatricolazione e per spiegarci le modalità di accesso alla piattaforma.

Grazie all’ufficio esn non ho avuto problemi con le faccende logistiche, come l’acquisto di una scheda SIM, l’installazione di internet per casa e ho ricevuto anche molte dritte sui posti economici dove fare la spesa e su come spostarmi in città. Questo ufficio si occupava, inoltre, di mettere in contatto tutti i ragazzi e di organizzare ogni weekend un evento in un luogo diverso, per condividere al meglio questa favolosa esperienza. Il metodo di studio universitario spagnolo è diverso da quello italiano: i professori assegnavano giorno per giorno parte di programma e nella loro valutazione incideva la crescita professionale dello studente nel percorso svolto. Ogni lezione era guidata da slide, immagini e video per rendere più semplice la comprensione da parte di tutti. Non tutte le discipline prevedevano libri di testo, poiché i professori spagnoli prediligono l'apprendimento in classe.Tutto ciò mi ha permesso, soprattutto i primi mesi di lezione, di entrare in contatto con altri ragazzi della classe così da poterci scambiare appunti e consigli.

Molti sono stati gli aspetti positivi di questa avventura: ho imparato una lingua diversa, ho conosciuto molte persone, sono entrata in contatto con una realtà differente e ho saputo gestire le spese, una casa, ma l’insegnamento più grande che ho tratto è quello di aver imparato a gestire il tempo: il tempo è denaro, e quando i giorni passano senza accorgerti che la tua esperienza all’estero è terminata, ti rendi conto che anche le poche ore passate di fronte ad un cellulare, sono state ore sottratte a quella bellissima emozione chiamata ERASMUS.

Debora Carletti