Corso di Laurea in Giurisprudenza

  • Area: Giuridica
  • Corso di Laurea: Giurisprudenza
  • Durata del Corso: Cinque anni

Requisiti di ammissione

Requisito d'accesso è il possesso di un diploma di Scuola secondaria superiore o analogo titolo conseguito all'estero riconosciuto idoneo ai sensi dell'art. 6.3 del D.M. n. 270 del 22 ottobre 2004 e dell'art. 5 del D.M. 25 novembre 2005.
Sono richieste una buona padronanza della lingua italiana nonché conoscenze storiche e di cultura generale, tali da consentire l'accostamento al lessico disciplinare specifico (ed in particolare giuridico) e lo sviluppo di competenze logico-argomentative in ambito giuridico.
La preparazione iniziale sarà verificata con le modalità previste dal Regolamento didattico del Corso di Laurea, che stabilirà anche le modalità per colmare entro il primo anno di corso gli eventuali obblighi formativi derivanti da carenze nelle conoscenze linguistiche storiche e di cultura generale sopra specificate.

Il Corso di Studio in breve

Il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza è strutturato in modo tale da permettere allo studente:

  • di acquisire una padronanza degli elementi della cultura giuridica di base, nazionale ed europea, anche con tecniche e metodologie casistiche, in rapporto a tematiche utili alla comprensione ed alla valutazione di principi ed istituti di diritto positivo moderno e contemporaneo;
  • di attuare un approfondimento di conoscenze storiche che consentano di valutare gli istituti del diritto positivo moderno anche nella prospettiva dell'evoluzione storica degli stessi;
  • di acquisire capacità di progettazione e stesura di testi giuridici (normativi, negoziali e processuali) adeguatamente argomentati, prodotti anche con l'uso di strumenti informatici;
  • di acquisire capacità interpretative, di analisi casistica, di qualificazione giuridica, di comprensione, di rappresentazione, di valutazione e di consapevolezza per affrontare problemi interpretativi ed applicativi del diritto positivo.

Profilo professionale e sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati

Funzione in un contesto di lavoro:
Il laureato in Giurisprudenza può ricoprire specifici ruoli professionali (avvocatura, magistratura, notariato) e ruoli di vario tipo, con responsabilità di diverso livello, in numerosi ambiti, quali l’impiego pubblico, gli organismi istituzionali (Camera dei deputati, Presidenza della Repubblica, Senato), gli organismi internazionali, il settore delle fondazioni e dell’associazionismo.

Competenze associate alla funzione:
Le competenze acquisite durante il Corso di laurea in giurisprudenza consentono al laureato di operare in completa autonomia nell’ambito dei settori sopra evidenziati, con capacità di risolvere problematiche giuridiche ed organizzative.
La laurea magistrale in Giurisprudenza consente l’accesso ai concorsi pubblici per magistrato e notaio, nonché all’esame di Stato per avvocato, secondo le procedure dettate dalla normativa vigente.
In tal senso il Corso di laurea prepara alle professioni forensi fornendo specifiche competenze nell’ambito delle discipline giuridiche afferenti ai diversi rami del diritto.

Sbocchi professionali:
Le figure professionali di riferimento per il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza sono innanzitutto quelle delle professioni legali tradizionali di Avvocato (del libero foro, dello Stato e delle Avvocature degli Enti pubblici), Notaio e
Magistrato, nonché l'alta dirigenza pubblica e privata.
Tra le altre figure professionali che rappresentano naturale sbocco occupazionale per i laureati del Corso vi sono anche quello dell'Esperto legale in imprese (Giurista d'impresa) e in Enti pubblici, degli Specialisti della gestione e del controllo nelle imprese private e nella pubblica amministrazione.
Queste altre figure professionali affrontano gli aspetti legali propri di imprese private, organizzazione e pubblica amministrazioni, anche nella prospettiva internazionale, attraverso l'attività di gestione e coordinamento di appositi uffici, studio, consulenza, organizzazione e progettazione delle procedure e dei servizi amministrativi e dei sistemi di qualità , rappresentanza e difesa in contenziosi stragiudiziali e in sede processuale, assistenza alla corretta applicazione delle leggi e dei regolamenti, studi e gestione delle problematiche giuridiche del personale e dell'organizzazione del lavoro.

Il corso prepara alla professione di:

  • Avvocati - (2.5.2.1.0)
  • Esperti legali in imprese - (2.5.2.2.1)
  • Esperi legali in enti pubblici - (2.5.2.2.2)
  • Notai - (2.5.2.3.0)
  • Magistrati - (2.5.2.4.0)

Obiettivi formativi specifici del Corso

A) Obiettivi formativi specifici del corso e risultati di apprendimento attesi.
Obiettivo del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza è formare laureati che:

  • abbiano acquisito una sicura padronanza degli elementi della cultura giuridica di base, nazionale ed europea, anche con tecniche e metodologie casistiche, in rapporto a tematiche utili alla comprensione ed alla valutazione di principi ed istituti di diritto positivo moderno e contemporaneo;
  • abbiano attuato un adeguato approfondimento di conoscenze storiche che consentano di valutare gli istituti del diritto positivo moderno anche nella prospettiva dell'evoluzione storica degli stessi;
  • posseggano capacità di progettazione e stesura di testi giuridici (normativi, negoziali e processuali) chiari, pertinenti ed efficaci in rapporto ai contesti di impiego, adeguatamente argomentati, prodotti anche con l'uso di strumenti informatici;
  • gestiscano in modo appropriato le acquisite capacità interpretative, di analisi casistica, di qualificazione giuridica (rapportando dunque fatti a fattispecie), di comprensione, di rappresentazione, di valutazione e di consapevolezza per affrontare problemi interpretativi ed applicativi del diritto positivo;
  • posseggano saldi strumenti e cognizioni di base per l'aggiornamento continuo delle proprie competenze e conoscenze;

tutto ciò affinché i laureati dei Corsi della Classe LMG/01, oltre ad indirizzarsi alle professioni legali ed alla magistratura, potranno svolgere attività ed essere impiegati, in riferimento a funzioni caratterizzate da elevata responsabilità, nei vari campi di attività sociale, socio-economica e politica, ovvero nelle istituzioni, nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese private, nei sindacati, nel settore del diritto dell'informatica, nel settore del diritto comparato, internazionale e comunitario (giurista europeo),oltre che nelle organizzazioni internazionali in cui le capacità di analisi, di valutazione e di decisione del giurista si rivelano feconde anche al di fuori delle conoscenze contenutistiche settoriali.

Il laureato dovrà essere in grado di utilizzare in modo appropriato, anche con riferimento al lessico giuridico, l'italiano ed almeno un'altra lingua dell'Unione Europea.
Nei settori affini e integrativi è stato inserito un numero complessivo di settori che consentono di dare specifica attenzione alle principali variabili di contesto in cui il giurista può trovarsi ad operare, sia nell'ambito delle professioni legali, sia in varie posizioni direttive nonché in attività di consulenza.
Il modello didattico adottato prevede un apprendimento assistito per tutto il percorso formativo con l'accesso ai supporti didattici specificamente sviluppati ed un repertorio di attività didattiche individuali e/o di gruppo guidate dai docenti e dai tutor.
Il modello di formazione a distanza assistita prevede prove diverse di valutazione dei risultati degli apprendimenti.
La verifica degli obiettivi formativi si basa sulle prove di accertamento, intermedie e/o finali, scritte e/o orali, degli insegnamenti e delle attività integrative in cui si articola il piano di studi, oltre naturalmente alla valutazione delle prove finali.
Nella fase terminale del percorso di studi agli studenti è garantita la possibilità di inserire CFU a libera scelta, per completare coerentemente la propria formazione.
La quota di impegno orario riservato allo studente per lo studio individuale è determinata in misura non inferiore al 50%
dell'impegno orario (art. 5, co. 3, D.M. n. 270/2004).

B) Risultati di apprendimento attesi espressi tramite i descrittori europei dei titoli di studio (art. 3, co. 7, D.M. 16 marzo 2007)

  • Conoscenze e capacità di comprensione (knowledge and understanding).
    I laureati devono conseguire conoscenze e capacità di comprensione estese ed approfondite di temi, nozioni e concetti giuridici funzionali al futuro inserimento negli ambiti lavorativi professionali propri di un giurista che svolga la propria attività nel settore giuridico-amministrativo, tanto con riguardo all'esercizio dell'attività professionale in senso proprio (avvocati, notai, magistrati) quanto in relazione all'attività svolta nell'ambito delle amministrazioni o dell'attività di impresa.
    Il livello di conoscenza raggiunto deve in ogni caso consentire ai laureati, anche attraverso l'indagine di ogni genere di fonte (tra le quali la letteratura scientifica, anche straniera, e le riviste specializzate), non solo di assimilare e comprendere i temi d'avanguardia e di specialità dell'ambito giuridico ma anche di maturare processi di elaborazione e di sviluppo di idee originali - ed anche innovative - frutto di un approccio sistematico e critico alle discipline oggetto di studio.
  • Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding).
    I laureati devono essere in grado, anche attraverso la pratica dell'elaborato scritto (in preparazione al ricorso agli strumenti tipici dell'operatore del diritto quali la stesura di atti e l'elaborazione di pareri), di applicare le conoscenze acquisite per affrontare con professionalità ed autonomia tutte le questioni giuridiche loro sottoposte nel contesto dell'esercizio dell'attività professionale nonché in relazione all'attività svolta nell'ambito delle amministrazioni o dell'attività di impresa.
    Ai laureati è chiesto, in tali contesti, di essere in grado di affrontare in autonomia i profili problematici che dovessero presentarsi nell'esame di tematiche innovative non ancora oggetto di adeguata trattazione da parte della letteratura scientifica.
  • Autonomia di giudizio (making judgements).
    I laureati devono avere la capacità di raccogliere ed interpretare i dati giuridici, maturando una propria autonomia di giudizio che deve loro consentire di comprendere ed interpretare le fonti, la legislazione, la prassi, le regole deontologiche e qualsiasi altro materiale giuridico gestendo la complessità dei dati così raccolti.
    Essi devono, in particolare, non solo maturare una propria capacità di raccogliere ed elaborare qualsiasi dato di rilevanza
    giuridica (fonti, letteratura scientifica, indirizzi esegetici di matrice giurisprudenziale), offrendone, ove richiesto, una valutazione critica, ma anche possedere la capacità di integrare i dati e pervenire, pur in presenza di elementi di valutazione incompleti o limitati, ad analisi critica e alla formulazione di giudizi che coinvolgano, ove necessario, la sfera extragiuridica delle valutazioni etiche o della solidarietà sociale.
  • Abilità comunicative (communication skills)
    I laureati devono possedere capacità comunicative che siano espressione dell'acquisizione del linguaggio giuridico specialistico funzionale all'esercizio delle professioni legali e che consentano loro di rapportarsi con adeguatezza,professionalità e competenza, in modo chiaro e privo di ambiguità , tanto ad un pubblico indifferenziato (costituito, ad esempio, dalla clientela professionale o dalle parti del processo) quanto ad interlocutori specialisti nel campo del diritto (avvocati, notai, magistrati) o in settori collegati (dottori commercialisti, operatori nel mondo del lavoro).
    Le capacità comunicative, espresse anche in forma scritta, potenziate dalla conoscenza di una lingua straniera e dalla capacità di rapportarsi al mondo esterno anche tramite la tecnologia informatica e telematica, devono saper rappresentare non solo le conclusioni, quale punto di arrivo della riflessione giuridica, ma anche il percorso argomentativo e la ratio che ad esse conduce.
  • Capacità di apprendimento (learning skills).
    I laureati devono maturare adeguate capacità di apprendimento e di auto elaborazione della riflessione giuridica che consentano loro di sviluppare l'attitudine a proseguire gli studi in funzione del conseguimento di obiettivi di specializzazione, con particolare riguardo allo svolgimento della pratica professionale o all'iscrizione a Scuole di specializzazione (Scuole forensi, Scuole di notariato, Scuole di preparazione all'esame in magistratura).
    Questi risultati attesi di apprendimento sono accertati mediante colloqui d'esame, elaborati scritti, osservazioni ridiscusse in aula o realizzate presso i servizi in cui si presta tirocinio.

C) Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati
Le figure professionali di riferimento per il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza sono innanzitutto quelle delle professioni legali tradizionali di Avvocato (del libero foro, dello Stato e delle Avvocature degli Enti pubblici), Notaio e Magistrato, nonché l'alta dirigenza pubblica e privata.
Tra le altre figure professionali che rappresentano naturale sbocco occupazionale per i laureati del Corso vi sono anche quello dell'Esperto legale in imprese (Giurista d'impresa) e in Enti pubblici, degli Specialisti della gestione e del controllo nelle imprese private e nella pubblica amministrazione.
Queste altre figure professionali affrontano gli aspetti legali propri di imprese private, organizzazione e pubblica amministrazioni, anche nella prospettiva internazionale, attraverso l'attività di gestione e coordinamento di appositi uffici, studio, consulenza, organizzazione e progettazione delle procedure e dei servizi amministrativi e dei sistemi di qualità , rappresentanza e difesa in contenziosi stragiudiziali e in sede processuale, assistenza alla corretta applicazione delle leggi e dei regolamenti, studi e gestione delle problematiche giuridiche del personale e dell'organizzazione del lavoro.

In sintesi il corso di laurea di Laurea magistrale in Giurisprudenza prepara alle professioni di

  • Avvocato (cod. 2.5.2.1.)
  • Magistrato (cod. 2.5.2.4.)
  • Notaio (cod. 2.5.2.3.)
  • Esperto legale in imprese (cod.2.5.2.2.1)
  • Esperto legale in enti pubblici (cod. 2.5.2.2.2.)
  • Specialista della gestione o del controllo nella pubblica amministrazione (cod. 2.5.1.1.)
  • Specialista della gestione o del controllo nelle imprese private (cod. 2.5.1.2.)

D) Conoscenze richieste per l'accesso
Requisito d'accesso è il possesso di un diploma di Scuola secondaria superiore o analogo titolo conseguito all'estero
riconosciuto idoneo ai sensi dell'art. 6.3 del D.M. n. 270 del 22 ottobre 2004 e dell'art. 5 del D.M. 25 novembre 2005.
Sono richieste una buona padronanza della lingua italiana nonché conoscenze storiche e di cultura generale, tali da consentire l'accostamento al lessico disciplinare specifico (ed in particolare giuridico) e lo sviluppo di competenze logico-argomentative in ambito giuridico.
La preparazione iniziale sarà verificata con le modalità previste dal Regolamento didattico del Corso di Laurea, che stabilirà anche le modalità per colmare entro il primo anno di corso gli eventuali obblighi formativi derivanti da carenze nelle conoscenze linguistiche storiche e di cultura generale sopra specificate.

E) Motivazioni dell'inserimento nelle attività affini ed integrative di settori previsti dalla classe (D.M. 26 luglio 2007, punto 2.1.)
L'inserimento nelle attività affini ed integrative di settori scientifici disciplinari già ricompresi nelle attività formative di base e caratterizzanti è correlato con i diversi contesti in cui il laureato magistrale in Giurisprudenza si trova ad operare e risponde alla necessità di offrire specifici approfondimenti in ordine a talune discipline come di seguito specificate:

  • nell'ambito pubblicistico particolare rilievo assumono le declinazione delle discipline costituzionalistiche, con particolare attenzione alla giustizia costituzionale (Ius/08) e amministrativistiche (Ius/10) in considerazione della mutata distribuzione delle competenze nell'esercizio delle funzioni pubbliche e della loro incidenza sulla pianificazione dell'uso delle risorse (territorio, ambiente, beni culturali);
  • nell'ambito della formazione del giurista d'impresa rilevante importanza assumono le discipline commercialistiche (Ius/04) e processualcivilistiche (Ius/15) con particolare riferimento alle procedure concorsuali.

Risultati di apprendimento attesi

Conoscenza e comprensione
I laureati devono conseguire conoscenze e capacità di comprensione estese ed approfondite di temi, nozioni e concetti giuridici funzionali al futuro inserimento negli ambiti lavorativi professionali propri di un giurista che svolga la propria attività nel settore giuridico-amministrativo, tanto con riguardo all'esercizio dell'attività professionale in senso proprio (avvocati, notai, magistrati) quanto in relazione all'attività svolta nell'ambito delle amministrazioni o dell'attività di impresa.
Il livello di conoscenza raggiunto deve in ogni caso consentire ai laureati, anche attraverso l'indagine di ogni genere di fonte (tra le quali la letteratura scientifica, anche straniera, e le riviste specializzate), non solo di assimilare e comprendere i temi d'avanguardia e di specialità dell'ambito giuridico ma anche di maturare processi di elaborazione e di sviluppo di idee originali - ed anche innovative - frutto di un approccio sistematico e critico alle discipline oggetto di studio.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
I laureati devono essere in grado, anche attraverso la pratica dell'elaborato scritto (in preparazione al ricorso agli strumenti tipici dell'operatore del diritto quali la stesura di atti e l'elaborazione di pareri), di applicare le conoscenze acquisite per affrontare con professionalità ed autonomia tutte le questioni giuridiche loro sottoposte nel contesto dell'esercizio dell'attività professionale nonché in relazione all'attività svolta nell'ambito delle amministrazioni o dell'attività di impresa.
Ai laureati è chiesto, in tali contesti, di essere in grado di affrontare in autonomia i profili problematici che dovessero presentarsi nell'esame di tematiche innovative non ancora oggetto di adeguata trattazione da parte della letteratura scientifica.

Autonomia di giudizio - Abilità comunicative - Capacità di apprendimento

Autonomia di giudizio
I laureati devono avere la capacità di raccogliere ed interpretare i dati giuridici, maturando una propria autonomia di giudizio che deve loro consentire di comprendere ed interpretare le fonti, la legislazione, la prassi, le regole deontologiche e qualsiasi altro materiale giuridico gestendo la complessità dei dati così raccolti.
Essi devono, in particolare, non solo maturare una propria capacità di raccogliere ed elaborare qualsiasi dato di rilevanza giuridica (fonti, letteratura scientifica, indirizzi esegetici di matrice giurisprudenziale), offrendone, ove richiesto, una valutazione critica, ma anche possedere la capacità di integrare i dati e pervenire, pur in presenza di elementi di valutazione incompleti o limitati, ad analisi critica e alla formulazione di giudizi che coinvolgano, ove necessario, la sfera extragiuridica delle valutazioni etiche o della solidarietà sociale.

Abilità Comunicative
I laureati devono possedere capacità comunicative che siano espressione dell'acquisizione del linguaggio giuridico specialistico funzionale all'esercizio delle professioni legali e che consentano loro di rapportarsi con adeguatezza,professionalità e competenza, in modo chiaro e privo di ambiguità , tanto ad un pubblico indifferenziato (costituito, ad esempio, dalla clientela professionale o dalle parti del processo) quanto ad interlocutori specialisti nel campo del diritto (avvocati, notai, magistrati) o in settori collegati (dottori commercialisti, operatori nel mondo del lavoro).
Le capacità comunicative, espresse anche in forma scritta, potenziate dalla conoscenza di una lingua straniera e dalla capacità di rapportarsi al mondo esterno anche tramite la tecnologia informatica e telematica, devono saper rappresentare non solo le conclusioni, quale punto di arrivo della riflessione giuridica, ma anche il percorso argomentativo e la ratio che ad esse conduce.

Capacità di Apprendimento
I laureati devono maturare adeguate capacità di apprendimento e di auto elaborazione della riflessione giuridica che consentano loro di sviluppare l'attitudine a proseguire gli studi in funzione del conseguimento di obiettivi di specializzazione, con particolare riguardo allo svolgimento della pratica professionale o all'iscrizione a Scuole di specializzazione (Scuole forensi, Scuole di notariato, Scuole di preparazione all'esame in magistratura).
Questi risultati attesi di apprendimento sono accertati mediante colloqui d'esame, elaborati scritti, osservazioni ridiscusse in aula o realizzate presso i servizi in cui si presta tirocinio.

Prova finale

Caratteristiche della prova finale (D.M. 270/04, art 11, comma 3 Ad).
La prova finale consiste nella presentazione e discussione di una tesi elaborata in modo originale in base ad attività personale ed approfondita relativa ad uno o più aspetti:

  • Ricerca giurisprudenziale e/o prassi applicativa;
  • Analisi ed interpretazione di testi normativi;
  • Trattazione di un tema in prospettiva storica o di teoria giuridica.

Le attività svolta dallo studente ai fini della preparazione della prova finale sotto la supervisione di un docente relatore comportano l'acquisizione di 15 crediti.